Gli italiani e il sesso nell’era dei social. Ansie, paure, desideri degli italiani tra le lenzuola

Gli italiani e il sesso nell'era dei social
Gli italiani e il sesso nell’era dei social

Oggi Adversus.it percorre un viaggio, quello tra le fantasie e i sogni proibiti degli italiani e lo fa in compagnia di un medico, Francesco Attorre, psicoterapeuta e sessuologo clinico,  che ci delinea le insicurezze, le aspettative  e gli errori più comuni da evitare nella seduzione, tutto rigorosamente  nell’era 2.0. Di Marco Zorzetto

 Qual è la percentuale di clienti che si rivolgono a lei per problemi di natura sessuale? 

Relativamente alta, direi, quantificabile intorno ad un 45%. Per lo più si tratta di giovani maschi o per converso di adulti che stanno entrando nella terza età, ma anche in ambito femminile non posso non riconoscere un discreto interesse, soprattutto in relazione ad un calo del desiderio sessuale, nella fascia di età che va dai 25 ai 45 anni.

Quali sono i problemi più sentiti dalla popolazione maschile? 

Indubbiamente un disturbo dell’erezione ed il disturbo da eiaculazione precoce. Sono le due problematiche che maggiormente minano la quiete dei ragazzi, complice anche un discreto livello di ansia di cui, a diverso titolo, i giovani maschi e gli anziani fanno esperienza nel quotidiano. Il disturbo dell’erezione, nelle sue varie forme di espressione, comporta anche una sorta di crisi di identità le cui ripercussioni poi riguardano anche sfere differenti rispetto alla sessualità.

In base alla sua esperienza, come definirebbe l’uomo italiano tra le lenzuola?

 In base alla mia casistica, nonché agli studi effettuati in materia, si tratta in sostanza di un consumatore “mordi e fuggi”, ossia più un performer, mi si lasci passare il termine, che una persona realmente coinvolta in una esperienza che sia in grado di trasmettere calore, armonia, eccitamento e benessere. Il maschio è più preoccupato di piacere che di provare piacere egli stesso, e per questo in un certo senso parte già condizionato, fortemente direi, e sperimenta un vero e proprio giudizio, che finisce per limitarlo nella espressione del suo potenziale erotico ed affettivo.

Quali sono le maggiori insicurezze nella sfera sessuale che riscontra tra gli uomini? 

Alcuni anni fa riguardavano le dimensioni dell’organo genitale, tuttavia oggi si sono spostate per lo più sulla possibilità di non riuscire a “soddisfare” appieno la partner, e così si crea un circuito di pensieri e sensazioni legati esclusivamente ai segnali di ritorno dalla partner, con riduzione progressiva o mancanza di concentrazione sulle proprie sensazioni, dunque assenza di ascolto verso se stessi. Il risultato è quello di staccare la parte che in quel momento è impegnata nella attività sessuale dal resto della persona, con successivo disagio e molto spesso frustrazione.

 Uomini o donne, chi comanda dentro il letto? 

Di fatto le donne, ma sono abilissime a lasciar credere agli uomini che a comandare siano loro.

 C’è un modo per attenuare i tabù all’interno della coppia facendo emergere le nostre fantasie più nascoste?

Certo, imparando a giocare di più, nelle piccole esperienze della vita quotidiana. L’atteggiamento per così dire ludico nei confronti della vita, l’essere ironici e scherzare nei giusti toni sdrammatizzando eventi che altrimenti assumerebbero contorni seri e seriosi, permette poi di riversare in materia di sessualità tutta una serie di contenuti piacevolmente trasgressivi e fortemente stimolanti. Quando giochi ti concedi la libertà di trasgredire e lo fai sapendo che è tutto naturale. Allo stesso modo poi diviene possibile agire sul letto, lasciando la libertà alle fantasie di trasgredire, regalando sensazioni ed emozioni nuove e frizzanti.

Quali sono le fantasie sessuali più ricorrenti che una donna vorrebbe esaudire e che non ha il coraggio di chiedere al proprio partner? 

Alle donne piacerebbe molto “sottomettere piacevolmente” il proprio partner, provando ad eccitarlo non solo nella modalità dalla cultura in un certo senso condivisa, ed in questa modalità ci inserisco la pratica del sesso orale, ma anche attraverso quelle forme per così dire più trasgressive, in linea con dinamiche erotiche di tipo ad esempio omosessuale. Mi riferisco ad esempio al desiderio inespresso di penetrare analmente il proprio uomo, mediante l’uso delle dita o di strumenti come ad esempio un vibratore. È una fantasia che afferisce al bisogno inconscio della donna di riprendersi, per certi aspetti, la parte mancante di sé, quel membro che nel sarcofago clitorideo non riesce ad essere adeguatamente valorizzato, e che in termini di potere rappresenta un guadagno all’interno della relazione. Testimonianza di questo atteggiamento è il crescere sempre più delle pratiche sadomaso, dove assai spesso la donna assume il ruolo di carnefice nei confronti dell’uomo.

Dimensioni: sono davvero così importanti per una donna? 

Niente affatto. Rivestono solo fonte di preoccupazione per l’uomo, per un suo personale concetto di identità. In realtà la donna non sente la necessità di dimensioni di rilievo, ancor più se pensiamo al fatto che l’orgasmo non è essenzialmente vaginale bensì clitorideo, una dimensione non eccessiva consente una migliore mobilità del membro in fase di penetrazione. In realtà la sessualità femminile è molto meno “genitale” di quanto si possa immaginare. C’è in gioco un alto grado di affettività, di sensualità prima che di sessualità. Molte donne eviterebbero tranquillamente in alcune circostanze il rapporto sessuale inteso come genitale, se potessero sostituirlo con momenti di intensa affettività. Un abbraccio intimo, nel silenzio delle parole, sostituirebbe ben volentieri il rapporto sessuale così come comunemente inteso.

Cosa si aspettano da un uomo le donne dell’era 2.0? 

Un amico, prima che un compagno. Si aspettano una figura in grado di capirle, comprenderle, in un certo senso “sentirle”. Nell’era 2.0 dove la caratteristica principale è l’immediatezza del contatto, ciò che conta più di ogni altra cosa è proprio la consapevolezza di essere in un certo senso presente nel mondo dell’altro. Un mondo che non può essere vuoto, arido, perché non darebbe modo alla donna di sentirsi importante all’interno di quella realtà. L’attesa inconscia dell’uomo 2.0 è invece quella di una figura capace di affascinare prima di ogni altra cosa a livello mentale. Sempre meno attenzione, infatti, viene data all’aspetto fisico inteso come perfezione, ricordando qualche decennio fa il riferimento al palestrato o all’atleta in generale. Oggi conta più la intuitività, la simpatica, la creatività del maschio, la sua capacità di saper comunicare, in una parola la sua “personalità”.

Qual è l’errore più comune che gli uomini compiono nel sedurre una donna? 

Indubbiamente quello di trasfigurarsi, apparendo in qualche modo diversi da ciò che sono in realtà e nel far ciò si allontanano proprio da quello che è il desiderio inconscio della donna che aspetta di essere sedotta: lei non vuole sentirsi importante, come in genere i maschi al termine della fase di autocelebrazione poi sono portati a fare, dimostrando di scendere dal loro piedistallo e portarsi a lei per le indubbie qualità che sa esprimere. La donna vuole sentirsi “capita” e sentita, e per farlo aspetta di trovare un uomo che sappia esprimere non soltanto una cultura, ma un assetto mentale in grado di cogliere aspetti particolari del carattere e della personalità della donna stessa in grado di stupirlo, così da creare quella sintonia che va ben oltre la cotta feromonica, e che crea il presupposto essenziale per una eventuale storia d’amore.

Francesco Attorre è  medico, psicoterapeuta, sessuologo clinico, mental coach, Life coach, formatore. La sua attenzione si rivolge al mondo giovanile come a quello adulto, con particolare riguardo verso il tema della sessualità, ma anche del disagio, delle dipendenze, della genitorialità. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “Luna: Quando non hai vie di uscita, le ferite dell’amore diventano la tua unica salvezza”, Edizioni Lampi di Stampa – Romanzo – 2015. “Da cuore a cuore. Come amare e amarsi: manuale per una vita di coppia felice.  Fai della vita la tua più bella impresa” Edizioni Kimerik – Narrativa Contemporanea – 2010. “Ai confini della coscienzadomande e risposte con lo psicoterapeuta” – Edizioni Adenia 2016. Per contatti: www.francescoattorre.com

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