La fine del look hipster. L’hipster è morto (finalmente, diciamo noi)

La fine del look hipster. L'hipster è morto (finalmente, diciamo noi)
L’hipster è morto

Il look hipster è morto e sepolto. Suona duro e definitivo, e forse lo è anche, ma noi ammiriamo quelli che hanno il coraggio di dirlo. Troppo spesso le cose non vengono dette per paura di essere criticati, per rispettare le cosiddette regole di convivenza sociale. Per questo ci piace quando sentiamo una voce sincera, anche se il messaggio non piacerà a tutti. E dunque, ripetiamo: il look hipster è finito. Si lo sente nell’aria, lo si è visto anche durante la ultima Milan Fashion Week.

Quando nel backstage delle sfilate abbiamo chiesto a Elia Piatto, hair stylist, quali sono i tagli di capelli più alla moda per gli uomini in questo momento, ci ha risposto così:

La varietà che si vede nelle sfilate è sempre tanta, anche perché lo stile dei capelli è legato al messaggio che si vuole dare in passerella. Poi, nella vita di ogni giorno, devo dire che finalmente, e anche fortunatamente per quanto mi riguarda, la moda dell’hipster è morta, è sepolta. Era ora.

Il look hipster era il soffocamento completo di tutto quello che è il lavoro di un hair stylist, di un parrucchiere, perché i capelli venivano costretti e obbligati sotto delle cere che non danno né dinamismo né valorizzazione. Sotto quella cera ci poteva essere qualsiasi tipo di capelli, tanto non si sarebbe mai percepito. Personalmente per me il look hipster era la morte dei sensi. Non c’era dietro nessun tipo di pensiero. Può essere personalizzante per alcuni, ma per la massa significa omologazione e io non sono per l’omologazione. Perché il taglio personalizzato rende persona.

Sono poi dell’idea che il viso deve essere libero. Non sempre con la barba, è più bello. Certo, delle volte una barba aiuta a mascherare un viso che magari ha qualche chilo in più ma se ci attrezziamo per non avere qualche chilo in più magari non è necessario usare la barba. Queste però sono scelte personali. E poi soprattutto a giugno a 40 gradi la barba per me non è una cosa che esteticamente può avere un valore. Se parlassimo del Polo Nord forse sarebbe un discorso valido, ma qui… Infine, non mi piace che non si veda più il viso delle persone, siamo diventati tutti uguali. Per me è un po’… diciamo che non è mio stile.

Amen.

Ringraziamo Elia Piatto, hair stylist. Il suo salone è in via Principe Amedeo 30 a Torino.

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