Il sovrallenamento o sindrome da sovrallenamento

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“La sindrome da sovrallenamento o superallenamento è l’insieme di sintomi che si manifestano a seguito (in genere non nell’immediato) di un periodo di allenamento molto intenso e/o con elevato volume di lavoro, in cui l’organismo non è riuscito a recuperare”.

 

In questa intervista a Nazareno Cannuci, Personal Trainer HealthCity Bolognaparliamo di sovrallenamento, come si cade nel sovrallenamento, cosa significa ‘essere in sovrallenamento’, e soprattutto come se ne esce.

Quando ci si allena troppo, o male, e non si consente all’organismo di recuperare adeguatamente, si rischia di finire nella cosiddetta condizione di superallenamento. In cosa consiste, anche dal punto di vista fisiologico, questa condizione?

La sindrome da sovrallenamento o superallenamento è l’insieme di sintomi che si manifestano a seguito (in genere non nell’immediato) di un periodo di allenamento molto intenso e/o con elevato volume di lavoro, in cui l’organismo non è riuscito a recuperare.

Dal punto di vista fisiologico, l’allenamento è visto come uno stimolo da parte dell’organismo, il quale, come risposta, attiva una serie di meccanismi volti all’adattamento (ad esempio si diventa più forti, più resistenti)

La prima fase è quella di allarme (attivazione psicofisiologica per il fronteggiamento o coping) e la seconda quella della resistenza (rilascio di ormoni).

Quando questi stimoli sono intensi e/o eccessivi, sono percepiti dall’organismo come stressors e questo adattamento non avviene, anzi, se queste condizioni permangono nel tempo si va incontro alla fase di “esaurimento” in cui il soggetto viene sopraffatto: fase depressiva e calo psicofisico.

Molti sintomi coincidono con quelli dello stress cronico con alterazione di una o più funzioni ipotalamiche (es. termoregolazione, equilibrio idrico, meccanismo attacco – fuga, pressione arteriosa…), indebolimento del sistema immunitario, alterazione del network psico neuro endocrino (il sistema nervoso, quello endocrino e quello immunitario sono interconnessi, eccessiva produzione di cortisolo, ACTH che “schizza”, incremento delle catecolamine.

Poi, nella terza fase dello stress, si ha un esaurimento del sistema ormonale (dovuto a una precedente iperproduzione di ormoni catabolici…). L’azione attivante del sistema autonomo simpatico è sostituita da quella calmante del parasimpatico.

Come si capisce di essere in superallenamento? Quali i segnali a cui fare attenzione?

Esternamente i sintomi possono essere vari, ad esempio: stanchezza fisica,accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, facilità ad ammalarsi, irritabilità, calo di forza, svogliatezza, alterato ritmo – sonno veglia ecc..

Tra le cause che inducono al sovrallenamento, oltre che un lavoro elevato, intenso e prolungato nel tempo, il riposo inadeguato (il sonno è il primo antistress), l’alimentazione scorretta e un errato stile di vita.

Il sovrallenamento deve essere visto sul piano globale come somma di più eventi stressanti nella vita di un individuo ed anche della sua capacità di adattamento che varia da soggetto a soggetto (differenti assetti neuro endocrini, differenze a livello di biotipo…)

Come se ne esce?

Se si è già in questa fase di stress, il primo consiglio è quello di dedicarsi per un periodo al riposo e al relax, oltre che mangiare in modo corretto ed applicare le metodologie di gestione dello stress.

Quali i consigli che puoi dare a chi vuole allenarsi con intensità e frequenza per avere i massimi risultati in palestra, ma vuole evitare il rischio di andare troppo oltre?

Innanzitutto riposandosi in modo adeguato, mangiando in modo corretto, programmare l’allenamento in funzione dello stile di vita e delle altre attività giornaliere svolte, inserendo periodicamente periodi di riposo e rigenerazione ed imparare a gestire lo stress mediante tecniche pratiche (es. musicoterapia, pratiche respiratorie…).

Ringraziamo Nazareno Cannuci, Personal Trainer HealthCity Bolognahttp://www.healthcity.it/

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