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Home | Interviste | Intervista ad Alessandro Dell'Acqua
Alessandro Dell'Acqua"Sono molto contento della mia "gavetta", ho lavorato con le più grandi aziende di moda, con stilisti di fama mondiale e con i modellisti più preparati. Tutte queste persone mi hanno insegnato tantissimo, rifarei esattamente tutto, è stato il periodo più bello della mia vita".È quasi superfluo presentare Alessandro Dell'Acqua, uno degli stilisti italiani in assoluto più apprezzati, anche all'estero dove molti 'maestri' italiani faticano ad mantenere alto il proprio nome. In questa intervista ci parla della sua lunga esperienza nel mondo della moda, di N.21 (la sua nuova linea che ha recentemente debuttato a Milano in occasione delle sfilate Donna Autunno Inverno 2010/11), di superstizione e dell'importanza di saper ridere. Anche di se stessi. Quanto sono importanti le idee nel suo lavoro? Se fosse possibile (noi ci proviamo) dare un peso ed un valore alle idee, quanto contano queste nella moda di oggi? "Le idee in questo lavoro sono fondamentali, come stilista io sono affamato di nuove idee che non sempre, putroppo, è facile mettere in atto ma sono la linfa per il nostro lavoro." È ancora possibile fare lo stilista puro, essere il creativo che si occupa di realizzare le proprie visioni, nel mondo della moda del terzo millennio? O per imporsi oggi si è costretti ad essere anche un po' manager, un po' uomo d'affari, un po' meno stilista? "Oggi è necessario essere anche un po' manager, nonostante debba riconoscere che è un impegno che mi costa molta fatica e che mi annoia. Credo però lo stilista debba essere una figura a 360 gradi, quindi anche un po' imprenditore e manager, pur senza abbandonare mai la visione creativa." Lei ha un curriculum di tutto rispetto, un'età in cui si guarda il mondo negli occhi senza più avere timori reverenziali. Se potesse tornare indietro, agli inizi della sua carriera quando fresco di diploma all'Istituto d'arte di Napoli si affacciava al mondo della moda, rifarebbe tutto quello che ha fatto oppure seguirebbe strade diverse? "Sono molto contento della mia "gavetta", ho lavorato con le più grandi aziende di moda, con stilisti di fama mondiale e con i modellisti più preparati. Tutte queste persone mi hanno insegnato tantissimo, rifarei esattamente tutto, è stato il periodo più bello della mia vita." Cosa ricorda della sua gioventù? "Della mia gioventù napoletana ricordo solo che volevo che gli anni passassero velocemente per poter lasciare Napoli e venire a Milano. La mia gioventù milanese è stata densa di emozioni e novità."
Lei ha recentemente presentato una nuova linea, N.21 (lo diciamo noi così non la annoiamo con questa domanda ricorrente, il 21 è la sua data di nascita, ed è anche il suo numero fortunato). Una linea che si ispira ancora una volta alle sue 'icone di stile' storiche. Quanto è importante per uno stilista avere un punto di riferimento quando disegna una collezione? "Per me è importantissimo lavorare su dei punti di riferimento, mi danno una idea di coerenza nonostante, stagione dopo stagione, tutto viene modificato." Lei è superstizioso? "Moltissimo, da buon napoletano!" Abbiamo parlato di ispirazione, ma oltre all'ispirazione c'è anche la 'destinazione' di un'idea. Chi sono le donne a cui si rivolge N.21? "Sono delle donne contemporanee, curiose, non importa l'età, l'importante è l'attitudine." Quali sono i suoi interessi 'privati', al di fuori del mondo della moda? Cosa fa quando non lavora? "Il cinema è il mio interesse più vivo; guardo tutto quello che esce e riguardo tutto il vecchio." È possibile avere degli amici, amici veri, nel mondo in cui lei lavora e trascorre buona parte del suo tempo? O si tratta sempre comunque di colleghi/concorrenti? "Non parlerei di "amici veri", i veri amici sono altri che non gravitano in questi ambienti. Ho provato ad avere amici "colleghi" ma c'è sempre un po' di competizione "negativa" e tutto ciò non mi piace." Quanto è importante nella vita saper ridere, anche di sé stessi? "È il sale della vita, bisognerebbe ridere di più e principalmente ridere di se stessi." Grazie. Alessio Cristianini | Adversus Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a e non rispecchiano necessariamente quelle di Adversus (che spesso e volentieri sono ancora più critiche e negative di quanto espresso dagli intervistati...) Ti potrebbe interessare anche:
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