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| Intervista ad Alessandro Fullin
Alessandro
Fullin
Ho bandito la televisione dalla mia vita parecchi anni fa. E la cosa ha
giovato molto al mio ondivago equilibrio psichico. Ci pensa internet a
riempire i vuoti, e spesso quando lavoro al computer mi rilasso ad ascoltare
un po' di radio italiana da uno dei miei 'rifugi' esteri. Bella invenzione
lo streaming radio su internet.
È proprio attraverso un programma radiofonico ascoltato in streaming
dall'Olanda che ho conosciuto Alessandro Fullin. Mi sono talmente
divertito a sentirlo che dovevo assolutamente saperne qualcosa di più.
Così grazie a Google, Youtube, Wikipedia... (alla faccia della
libertà dell'informazione nell'era di Internet, vi rendete conto
che ormai quasi tutto passa attraverso questi tre o quattro mega conglomerati?
Sto già facendo il conto alla rovescia per bandire anche internet
dalla mia vita...) ho capito che Alessandro Fullin era più 'adversus'
di quanto lui stesso potrà mai immaginare. Detto fatto, ecco organizzata
un'intervista con uno degli artisti più divertenti nel panorama
italiano. Io avevo proposto un'intervista divertente, poi mi sono venute
delle domande serie, e lui è riuscito a ribaltarle e a farne venire
fuori un'intervista molto simpatica. E lo ringrazio.
Cosa significa poter essere, dichiarare e addirittura
raggiungere la notorietà giocando in maniera molto elegante sul
fatto di essere omosessuale? Significa che l'Italia è cambiata,
che non è mai stata un paese 'omofobo', oppure che tu sei l'eccezione
che conferma una regola?
Nel mio caso è stato un percorso obbligato. Niente nei miei modi
o nella mia persona ha mai fatto pensare di appartenere a qualche maggioranza...
Faccio parte di tutte le minoranze possibili. Anche quella degli astigmatici...
In Inghilterra Matt Lucas di Little Britain, gay,
ha costruito il proprio successo televisivo interpretando - tra gli altri
- un personaggio molto controverso e molto fortemente caratterizzato come
'Daffyd, the only gay in the village'. Tu in Italia fai lo stesso, affrontando
'di petto' la questione gay con battute molto divertenti ma anche molto
ironiche nei confronti degli stereotipi sull'omosessualità. Avresti
potuto portare in scena i tuoi monologhi se non fossi stato gay? Un artista
'etero' che raccontasse le tue stesse storie su un palco o in televisione,
come verrebbe accolto?
Non riesco nemmeno per un attimo immaginare che cosa sarebbe successo
se fossi stato etero. A tutto c'è un limite. Che un etero poi possa
dire le cose che scrivo mi sembra fantascienza. L'unica adatta potrebbe
essere la dottoressa Russel.
L'Italia è un paese difficile quando
si toccano temi come quelli che affronti nei tuoi spettacoli, anche se
lo fai con gusto e in modo leggero. Da dove arriva - se arriva chiaramente
- il 'dissenso' più forte nei confronti dei tuoi monologhi?
L'Italia è un paese molto eterosessuale. Forse perché è
a forma di stivale ha mantenuto un carattere un po' autoritario. La cosa
un po' surreale è che da Roma in giù non comprano un mio
spettacolo perché sono interessati all'artista ma più o
meno per vedere da vicino una rarità botanica.
Cosa volevi fare 'da grande'?
La pittrice. Nel sud della Francia. Essere la figlia di Cézanne:
una grande casa piena di biscotti e di stoviglie. Capello di paglia. Chiedersi
"Ma si può essere alla mia età ancora post impressionista?"
Come hai iniziato la carriera artistica?
Ho cominciato a salire sul palcoscenico la prima volta che ho trovato
appesa alla porta la prima bolletta scaduta.
Quando potrai dire a te stesso, o forse te lo
sei già detto, 'sono arrivato, ce l'ho fatta...?'
Sono esattamente le parole che pronuncerò scendendo dentro la fossa
chiuso nella mia bara: "Sono arrivato! Ce l'ho fatta!!!". Sopra,
un comodo mausoleo neoclassico e la scritta "Amici, sono partito
per un viaggio ma visto che non credo in dio ho paura che sarà
un low cost".
Come sei nella vita privata?
Nella vita privata sono allegro come un sudario. Decisamente pessimista
e malinconico, a parte a tavola: se ci sono degli amici e del barolo un
po' mi riprendo.
Quale è il tuo orientamento... politico?
Sono un uomo di sinistra. Ho abbastanza anni per poterti dire che ho
votato falce e martello quando ancora esisteva il PCI: allora si aspettava
i cosacchi. Con una certa impazienza.
Sito ufficiale: http://www.alessandrofullin.it/
Alessio Cristianini | Adversus
22 febbraio 2010
Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a
e non rispecchiano necessariamente quelle di Adversus (che spesso e volentieri
sono ancora più critiche e negative di quanto espresso dagli intervistati...)
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