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Home | Interviste | Intervista a Ennio Capasa
Artistico e creativo, oltre che tecnologico, sono tre aggettivi che ben si applicano a Ennio Capasa e alle sue creazioni. E l'arte, la creatività e la tecnologia sono gli elementi che emergono più nettamente, oltre che nelle sue collezioni, anche nell'intervista che Ennio Capasa ci ha concesso, e che pubblichiamo qui di seguito. Classe 1960, leccese, Ennio Capasa ha alle spalle gli studi all'Accademia di Brera a Milano (arte e creatività), una trasferta di alcuni anni in Giappone (tecnologia, oltre che arte), e poi, senza soluzione di continuità, CoSTUME NATIONAL (arte, creatività e tecnologia). Ma non solo. Che ruolo ha la musica nella sua vita, privata e professionale? Che musica ascolta e da quale genere musicale o artista si lascia ispirare più volentieri? La musica ha un ruolo fondamentale sia nella mia vita privata sia in quella professionale. È una fonte di ispirazione continua. Il rock'n'roll è il genere che da sempre mi appassiona e ultimamente sono affascinato dalle correnti indie che sono protagoniste della scena underground newyorkese e londinese. Lei disegna sia l'uomo che la donna. Sappiamo che non è bello dover scegliere (a volte i anche i genitori hanno una piccola preferenza che non viene mai confessata per uno dei figli...). ma lei ha una preferenza tra il disegnare per l'uomo o per la donna? Non ho preferenze. Sono due stati d'animo e due approcci differenti, più pragmatico quello dell'uomo, più fantasioso e visionario quello della donna. L'impegno è sempre lo stesso. Le ultime collezioni uomo (Autunno Inverno 2010 2011) sono durate tre giorni e mezzo solamente e con molte 'defezioni importanti' dalle passerelle. Nomi importanti hanno dovuto riempire posti vuoti a bordo passerella prima dell'inizio della sfilata... abbiamo toccato il fondo e da adesso si inizia a risalire, oppure c'è ancora da scavare? Abbiamo attraversato un periodo di forte crisi che ha avuto ripercussioni su tutti i settori. Sono certo che questo sia solo un momento di transizione dal quale trarre insegnamento e ispirazione. Chi viaggia molto e gira il mondo sa che il quadro che la stampa italiana dipinge (quello dei 'maestro' & Co.) non rispecchia la realtà delle cose. La moda italiana è in alto, ma non in cima, e il rischio che realtà estere più intraprendenti possano farci scivolare più in basso nel ranking è molto reale. Se per ipotesi le venisse conferito l'incarico di 'rimettere a posto' la situazione in cui versa la moda italiana (e le venisse anche consegnata la famosa bacchetta magica) da dove inizierebbe e cosa cambierebbe? Bisogna nobilitare il Made in Italy, accentuare il suo prestigio e continuare ad innovarlo unendo tradizione e tecnologia sdrammatizzando la visione classica che se ne ha. Costume National è indubbiamente uno dei marchi italiani più apprezzati, oltre che in Italia, anche all'estero. Cosa deve avere un marchio per poter fare 'il salto' verso 'il mondo fuori'? Avere un'identità sempre riconoscibile e coerente, ma investendo in tecnologia e ricerca in modo da proporre un prodotto sempre attuale e moderno. Perché ha chiamato Costume National il suo marchio? Mentre lavoravo alla mia prima collezione , mio fratello Carlo mi portò un vecchio libro sulle uniformi dell'esercito francese il cui nome era "Costume National" e da qui è nata l'idea. Trova che la stampa specializzata italiana tenda a privilegiare i 'soliti pochi' anche forse a scapito di realtà valide ma poco 'appoggiate', oppure ritiene che quello che vediamo su mensili e settimanali di moda sia il meglio che la moda italiana è in grado di offrire? O nessuna delle due? Credo che la stampa italiana, come quella internazionale, risponda alle regole di mercato a volte a scapito di realtà piccole, ma comunque valide. Se non avesse fatto lo stilista cosa sarebbe diventato nella vita? Sarei andato alla ricerca di un modo di esprimere la mia creatività e visione, probabilmente tramite la pittura o la scultura. Cosa fa nel tempo libero, quando non lavora? Trascorro il tempo con le persone a me care, amici e famiglia. Lei proviene da Lecce. Cosa si porta dietro delle sue origini pugliesi anche adesso che è Ennio Capasa di Costume National? Le mie origini sono con me. Lecce è una città elegante, speciale che mi incantava da bambino e che continua ad affascinarmi oggi. Grazie Alessio Cristianini per Adversus Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a e non rispecchiano necessariamente quelle di Adversus (che spesso e volentieri sono ancora più critiche e negative di quanto espresso dagli intervistati...) |
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