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| Intervista a Masataka Matsumura direttore creativo di giuliano Fujiwara
Masataka
Matsumura direttore creativo di giuliano Fujiwara
Masataka Matsumura è il direttore creativo di giuliano Fujiwara.
Chi segue la moda uomo (ma dall'inverno 2010/11 ci sarà anche una
linea donna) conosce bene questo brand che esprime e basa parte del proprio
successo sulla creatività, sulla cura dei dettagli e sulla qualità
dei materiali.
Quando si parla di giuliano Fujiwara, il brand, parliamo quindi di Masataka
Matsumura, il suo direttore creativo, che in questa intervista ci parla
di sé stesso, delle sue fonti di ispirazione, della sua filosofia,
e dei suoi interessi.
Sei il direttore creativo di giuliano Fujiwara.
Come è iniziato il tuo rapporto con questo marchio?
Mi ricordo che quando ero bambino mio padre aveva diversi abiti di Giuliano
Fujiwara, che avevano colpito la mia immaginazione. Guardando il nome
su quelle etichette per me giuliano Fujiwara è diventato L'ABITO
per antonomasia.
Quanto è stato difficile, se lo è
stato, assumere il controllo creativo di un brand esistente, senza cambiarne
troppo la filosofia, aggiungendoci elementi della tua personalità
ma rispettandone le origini?
Quando ho iniziato a studiare design ero davvero interessato alla linea
uomo di giuliano Fujiwara e avere successivamente avuto l'opportunità
di disegnarla è stata la realizzazione di un sogno. La mia famiglia
conosceva da tempo Kiyomi Fujiwara - moglie di Giuliano - e abbiamo iniziato
a parlare con lei di un possibile rilancio del brand dopo la scomparsa
del marito.
Nell'immagine di giuliano Fujiwara la mia personalità emerge nella
visione più giovane e orientata allo streetwear, applicata però
a quella che è la filosofia intrinseca al brand sin dalle sue origini,
fatta di minimalismo austero e rigoroso.
Certamente nutro pieno rispetto delle radici del marchio, ma mi muovo
nel contempo in una nuova e diversa direzione improntata alla tradizione
giapponese e alla filosofia estetica Wabi-Sabi.
Quale è il tuo background professionale?
Ho studiato design in Svizzera, e ho iniziato a muovere i primi passi
professionali a Londra, prima di cominciare a lavorare per giuliano Fujiwara
fra Tokyo e Milano, le due città in cui attualmente vivo.
Cosa volevi fare 'da grande' quando eri più
giovane? Quale era il tuo sogno professionale?
Il mio sogno professionale è sempre stato quello di diventare designer,
e lo è tutt'oggi, nel senso che desidero espandere le mie esperienze
creative oltre la moda, forte del fatto che un intero concetto di lifestyle
può essere sviluppato interno alla filosofia Wabi-Sabi.
giuliano Fujiwara è il prodotto di elementi
italiani e giapponesi. Ma Italia è Giappone non sembrano avere
molto in comune, almeno a prima vista. Oppure questi paesi/culture, hanno
più cose in comune di quanto si possa immaginare?
Italia e Giappone hanno certamente in comune la ricerca e la sensibilità
estetiche, nonché una tradizione forte e viva. Faccio produrre
in Italia esclusivamente quei capi o accessori che qui sono realizzati
a livelli di assoluta eccellenza, e in Giappone quelli per cui il mio
paese è conosciuto nel mondo (per esempio i jeans o i capi in jersey).
Ovviamente anche molti dei tessuti che utilizzo nelle mie collezioni sono
giapponesi.
Minimalismo è una delle prime definizioni
che vengono in mente quando pensiamo a giuliano Fujiwara. Ma viviamo in
una società in cui 'grande è meglio, più si vede
il marchio sui miei occhiali o sulla mia t-shirt meglio è...'.
Quindi la domanda è: chi è oggi il cliente giuliano Fujiwara?
Il cliente giuliano Fujiwara non è decisamente attratto da quanto
è più grande e più vistoso, ricerca valori intrinseci
e autentici, non ama apparire, una clientela che cerchi l'ostentazione
a tutti i costi non è interessante per me e, alla stessa stregua,
il mio brand non è interessante per loro. Vorrei poter vestire
solo persone che cercano qualcosa di diverso, dettagli piccoli ma preziosi,
forme definite, tagli ed elementi unici...
Hai recentemente lanciato una collezione donna per
giuliano Fujiwara (Autunno Inverno 2010 2011). Puoi dirci qualcosa di
più su questa collezione?
La prima collezione donna che ho disegnato per la stagione A/I 10-11 si
ispira alla tradizione secolare dell'origami, del quale ho cercato di
proporre un'interpretazione contemporanea e personale, senza trascurare
contaminazioni fra sensibilità orientale e cultura occidentale.
Proprio come in un origami ogni capo o accessorio acquista volumi insoliti,
con tagli e pieghe estremamente strutturati che contribuiscono a definire
ogni pezzo con precisione e rigore geometrici. Si tratta di una collezione
miratissima, anche a livello cromatico, con una palette che include esclusivamente
nero e rosa polveroso.
Da dove arriva di solito la tua ispirazione?
La filosofia estetica giapponese Wabi-Sabi è alla base di tutta
la mia creatività, cerco di applicarne i principi a ogni oggetto
che disegno, che si tratti di un abito, un accessorio o un mobile, e trasmettere
attraverso di essi il senso della bellezza profonda e autentica che si
nasconde in tutto ciò che è semplice, imperfetto, in continua
evoluzione.
Cosa è più creativo? Disegnare una
collezione uomo o una collezione donna? Quale ti dà più
opportunità di esplorare nuove direzioni e provare nuove idee?
Le mie prime esperienze come fashion designer sono legate al mondo femminile,
anche se professionalmente sono nato come designer uomo, quindi disegnare
questa prima collezione donna per giuliano Fujiwara è stato per
me un po' come tornare alle origini e a una "vecchia" passione.
Da un punto di vista della creatività mi sento libero di esprimermi
appieno in entrambi i campi, con un identico approccio sperimentale e
con la medesima curiosità.
Dove vivi?
Vivo tra Tokyo e Milano, dove ormai passo sempre più tempo a causa
del mio lavoro, essendo il Fujiwara Design Studio basato da sempre in
questa città.
Quali sono i tuoi interessi personali, a parte la
moda? Cosa fai nel tempo libero?
La mia passione più profonda è la musica, dedico gran parte
del mio tempo ad ascoltarla con attrezzature sempre più sofisticate
alla cui ricerca mi dedico con grande entusiasmo!
Dove ti piace trascorrere le tue vacanze?
Nelle vacanze mi piacerebbe visitare posti nuovi e interssanti, che siano
per me anche fonte di ispirazione, oggi penso più spesso in tal
senso all'Europa, avendo trascorso buona parte del mio tempo sino ad ora
tra U.S.A., Australia e Asia.
Alessio Cristianini | Adversus
30 marzo 2010
Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a
e non rispecchiano necessariamente quelle di Adversus (che spesso e volentieri
sono ancora più critiche e negative di quanto espresso dagli intervistati...)
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