La depressione invernale

Depressione invernale
Depressione invernale

Le giornate corte, la mancanza di luce e di sole, il freddo, sono le cause solitamente legate a quello che viene definito dagli addetti ai lavori come Seasonal affective disorder (SAD). Come si manifesta la depressione invernale, e soprattutto come se ne esce? Ne parliamo con la D.ssa Francesca Cenci – Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.


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Come si manifesta, in base alla sua esperienza clinica, la depressione invernale, in quelle forme in cui questa influisce in maniera sensibile sulla qualità di vita, rapporti interpersonali, lavoro?

Il disordine affettivo stagionale è noto ai più col nome di “depressione invernale”, che anche se è un po’ gergale è una definizione molto immediata.

In passato era considerata un disturbo dell’umore nel quale persone con una buona condizione di salute mentale, cadevano in depressione solo in uno specifico periodo dell’anno.

Però nell’ultima versione del manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) non è più considerata come un disturbo unico dell’umore ma alcune depressioni maggiori ricorrenti che si manifestano in specifici periodi dell’anno per poi regredire e ciclicamente tornare, vengono chiamate disturbi a “pattern stagionale”. Oggi questa forma di depressione è riconosciuta come una sindrome comune.

Dormono in maniera eccessiva, hanno poche energie e si percepiscono depresse. L’astenia, la sovralimentazione che può sfociare in obesità, la difficoltà a concentrarsi e i cali d’attenzione.

Alcune persone sperimentano un serio cambiamento d’umore al cambiare delle stagioni. La classica SAD è INVERNALE. Generalmente verso l’inverno dormono in maniera eccessiva, hanno poche energie e si percepiscono depresse. Altri sintomi sono l’astenia, la sovralimentazione che può sfociare in obesità, la difficoltà a concentrarsi e i cali d’attenzione.

Invece coloro che ne soffrono verso l’estate percepisco uno stato di ansia generalizzata, con calo dell’appetito, irritabilità, nervosismo e insonnia.

Questo problema riguarda in maniera indistinta uomini e donne, alla pari, oppure vi è una prevalenza in uno dei due generi?

La distimia, ovvero la depressione causata da eventi esterni (lutti, separazioni, ecc…) comparirebbe nelle donne con una frequenza 2-3 volte superiore a quella degli uomini, mentre per la depressione maggiore il rapporto maschi/femmine è di circa 2 a 1. Il disturbo bipolare colpisce uomini e donne allo stesso modo.

La ragione della maggiore incidenza del tipo di depressione più comune nel sesso femminile non si conosce. La SAD fa parte di questa categoria. È possibile – ma non certo – che l’organismo femminile, che ha funzioni riproduttive, ritmi biologici e ormonali complessi e variabili nel tempo sia più predisposto a disturbi emozionali. Tuttavia va detto che è probabile una certa sottostima dei casi di depressione negli uomini: più difficilmente delle donne, infatti, i maschi affrontano e accettano di sottoporsi a visite specialistiche, quindi a una diagnosi certa.

Come si reagisce a questo disturbo? Nelle forme più gravi, ma soprattutto in quelle forme non sufficientemente gravi che però hanno comunque una influenza negativa sulla gestione delle vita quotidiana, durante i mesi invernali?

Questo genere di disturbo, come già accennavo prima, è transitorio, perciò passa col finire della stagione che causa la fase depressiva (inverno o estate che sia). Io consiglio comunque un percorso di psicoterapia per superare il momento più critico e soprattutto per scongiurare il rischio di un ritorno, dato che tendenzialmente è ciclica.

In collaborazione con Margherita.net

Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport
Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport

Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.
Nel corso di questi anni ha lavorato in svariati contesti di cura pubblici e privati come psicologo clinico, si è specializzata in rapporti di coppia e in sostegno alla genitorialità e il suo blog “due cuori e una famiglia” è molto seguito. Attualmente svolge la libera professione in due Poliambulatori privati a Salsomaggiore e a Parma, è consulente per due strutture psichiatriche del gruppo Gesin Pro.ges. ed è uno dei preparatori mentali della Federazione Italiana Tennis. Viene spesso invitata in programmi TV come psicologo, in qualità di esperto, http://www.francescacenci.it

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