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| Intervista a Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti di Frankie
Morello
Frankie
Morello
"Ci piace molto girare, cambiare, visitare tutto
il mondo, vedere più posti possibili, ma abbiamo i nostri punti
di riferimento, posti in cui ci piace tornare. Il Brasile, la Thailandia,
la Grecia, ma siamo comunque molto affezionati al Brasile..."
Dici Frankie Morello, ma in realtà intendi Maurizio Modica e
Pierfrancesco Gigliotti, i due 'corresponsabili' del successo del brand,
i due stilisti che nel corso degli anni hanno portato Frankie Morello
ad occupare le posizioni più alte nel panorama della moda italiana.
Stile inconfondibile, un tocco di trasgressione e di ironia sempre presenti
nelle collezioni e alle sfilate, molta originalità. Abbiamo intervistato
Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti nel backstage poco prima dell'inizio
della sfilata di presentazione della collezione uomo per l'estate 2011.
Siete nati con la linea uomo, più di
dieci anni fa, e per i primi anni solo uomo. La linea uomo occupa un
posto speciale nei vostri cuori?
No, ormai sono abbastanza uguali per noi. Diciamo che siamo affezionati
alla linea uomo. Per l'uomo possiamo pensare a delle sfilate più
divertenti, nella donna dobbiamo mantenere uno certo stile un po' più
'tranquillo', l'uomo è sicuramente più divertente, più
spettacolo. La sperimentazione è diversa, nell'uomo devi chiederti
cosa ti puoi permettere, poi ci si diverte a creare. L'approccio tra
la collezione uomo e la collezione donna è un po' diverso, ma
il lavoro è uguale. Non c'è una grande differenza per
noi.
La vostra moda è molto vicina ai gusti
del vostro pubblico...
Sì, la nostra moda è fatta per il nostro pubblico, noi
facciamo un po' quello che ci viene richiesto, quello che si aspettano
da noi.
Non possiamo vestire tutto il mondo, e tutti gli uomini del mondo di
tutte le età, noi vestiamo una parte del pubblico che va dai
20 ai 40 anni, che ha voglia di vestirsi un po' smart, un po' divertente,
con colore... chiaramente la nostra collezione per l'inverno era molto
scura, ma per l'estate 2011 abbiamo disegnato una collezione molto colorata,
molto divertente. La collezione, la sfilata, è ispirata al Brasile,
alla spiaggia di Ipanema, l'idea è quella. Con un 'chiringuito',
la doccia... la musica del vivo, con 150 comparse che popolano la spiaggia.
Ci potete raccontare la collezione in due
parole?
Per quanto riguarda la collezione, la abbiamo un po' immaginata come
un viaggio, per cui è ispirata da varie località turistiche
importanti, da quelle più raffinate italiane come Portofino e
Capri, a quelle un pochino più popolari, giovani come la Grecia,
un'isola Greca... e Miami.
Quali sono le vostre destinazione preferite
per le vacanze?
Ci piace molto girare, cambiare, visitare tutto il mondo, vedere più
posti possibili, ma abbiamo i nostri punti di riferimento, posti in
cui ci piace tornare. Il Brasile, la Thailandia, la Grecia, ma siamo
comunque molto affezionati al Brasile, perché è un paese
molto moderno che si sta evolvendo così velocemente e dove si
respira un'altra aria, qualcosa di molto... insomma un'aria molto diversa.
Possiamo dire che è una collezione
un po' 'scacciacrisi'?
Sì. Per noi è una collezione veramente forte, forse la
più forte che abbiamo mai fatto, e per forte intendo dire molto
colorata, negli abbinamenti, nell'essere un po' estrema, secondo noi
davvero forte.
Quando vedete un'altra sfilata, di un altro
stilista, vi capita mai di pensare: ma questo l'abbiamo già fatto
noi?
Capita, capita, ma a volte si copia involontariamente, perché
le fonti d'ispirazione a volte sono comuni, la ricerca che si fa viene
fatta da molti... E poi ormai la cosiddetta 'fast fashion' ha distrutto
la moda, quindi bene o male è diventato tutto un copiare continuo,
sfiliamo oggi e sicuramente vedremo le nostre idee fra 20 giorni sulle
bancarelle. Sta cambiando il mondo della moda...
Due anni fa avete supportato molto caldamente
il nuovo presidente degli stati uniti, Obama. Alla luce di quanto è
successo in questi due anni, guerre che continuano e tutto quello che
sappiamo, avete cambiato idea?
No... in America ci sono stati dei cambiamenti. Voglio dire, è
chiaro che i cambiamenti purtroppo spesso possono creare del malcontento,
sicuramente. Ma è forse la nazione più libera del mondo,
dove può accadere anche questo, no....?
Grazie
Alessio Cristianini | Adversus
20 giugno 2010
Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a
e non rispecchiano necessariamente quelle di Adversus (che spesso e
volentieri sono ancora più critiche e negative di quanto espresso
dagli intervistati...)
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