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Home | Lifestyle | Perchè i turisti si vestono come... Indiana Jones?
Fatto è che nei miei frequenti viaggi mi trovo spesso a trascorrere parecchio tempo in metropoli situate dall'altra parte del mondo, metropoli da 10 e oltre milioni di abitanti, intendiamoci, città moderne, spesso modernissime, con grattacieli e sistemi di trasporto urbano che qui in Europa vediamo solo nei documentari... Città che offrono servizi all'avanguardia (broadband internet, wireless, quasi ovunque, spessissimo gratis), dove moda e tendenze vengono vissute con gusto e con divertimento. Dove lo stile è apprezzato, e la sua mancanza viene notata, eccome. Oppure città che, pur non essendo a volte ricchissime, mettono il massimo dell'impegno - riuscendoci - per offrire la migliore immagine possibile ai visitatori. Poi arriva il turista. E vuole vedere quello che ha letto da qualche parte su internet o su una delle tante guide turistiche. Vuole vedere che a Hanoi o a Saigon tutti vanno in giro con una baguette sotto il braccio. Vuole vedere che a Shanghai tutti vanno a passeggio, nostalgici, su "the Bund" come nel secolo scorso. Vuole vedere che a Bangkok gli elefanti vivono praticamente nelle strade della città. E lo vede, davvero. E quando rientra a casa mostrerà l'unica foto rubata ad un malcapitato passante che davvero aveva acquistato la baguette, o dell'unico elefante sfuggito ai blocchi che ne impediscono l'ingresso in città ad uso esclusivo dei turisti. Alimentando il mito. Li vedi subito, questo tipo di turisti, impossibile non notarli. Nel centro più centro della città, in mezzo ai grattacieli, circondati da uomini d'affari locali, impeccabili nei loro abiti, in mezzo alle coppie che vanno a fare lo shopping nei negozi più trendy, in mezzo a tutto questo... eccolo (o eccola)... 1) Canottiera senza maniche. Sporca e sudata. 2) Immancabile zaino sulla schiena, e - perchè no - anche uno più piccolo sulla pancia.Tanto per occupare uno spazio orizzontale di 1 metro e mezzo quando entrano con aria spaesata in un piccolo negozio rischiando di tirare giù tutto dagli scaffali... 3) Incredibile impalcatura che sovrasta le spalle sulla quale viene posizionato l'infante (che non capisce niente del viaggio e sicuramente sarebbe stato più contento di rimanere a casa con i nonni o parenti vari). Se non c'è l'impalcatura ci sono enormi carrozzelle che sembrano dei fuoristrada con le gomme da neve, occupano interi marciapiedi, bloccano l'ingresso dei negozi, ma tant'è... 4) Capelli: lasciamo perdere... (esistono shampoo a buon mercato, non ci sono scuse per non lavare regolarmente i capelli anche quando si viaggia, solo perché si è in 'esplorazione') 5) Già che siamo in tema di igiene. Deodorante, questo sconosciuto. Doccia, idem. Verrebbe da dire: lavatevi ogni tanto! 6) Ai piedi si vede di tutto. Dai sandali di cuoio aperti spesso portati sopra calzini o calzettoni, a quelle nuove - ed orribili - specie di zoccoli in plastica colorata. Ma una scarpina da passeggio sobria, leggera e comoda? 7) Bermuda o - peggio - hot pants. Provate a portarli la prossima volta che andate a passeggio per le strade della vostra città. Perchè in viaggio sì e a casa vostra no? 8) Immancabile il kit per agganciare la bottiglia di acqua per mantenersi idratati. Eh sì, perchè gli shopping mall nel centro di Shanghai sono famosi per le condizioni climatiche terribili. Il rischio disidratazione è sempre presente. Meglio tirare fuori regolarmente la bottiglia di acqua, anche nel negozio di Burberry come abbiamo visto fare davanti agli occhi increduli dei responsabili del negozio (tenete presente che al personaggio in questione si applicavano anche tutti i punti qui sopra, avrebbero dovuto impedirgli l'ingresso...) o sullo sky train di Bangkok dove la temperatura è polare (e inoltre è vietato bere e mangiare, ma questo ai turisti non importa). 9) La maleducazione. Sembra far parte del bagaglio culturale che molti si portano dietro da casa. Perché a casa tua butti le buste delle patatine nell'apposito cestino, mentre a Vientiane - Laos - le lasci distrattamente vicino al primo palo che trovi e ti allontani con aria fintamente ingenua (mentre gli abitanti del posto ti guardano e si chiedono perché, visto che a tre metri di distanza c'era un cestino?) Peccato. Perché viaggiare è così bello e istruttivo. Ma viaggiare significa anche imparare ad aprire gli occhi, a conoscere e soprattutto a rispettare le altre culture. Altrimenti meglio starsene a casa propria. |
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