Niente più bikini per Miss America. Giudicare una ragazza dall’aspetto non sarebbe ‘politically correct’

Niente più bikini per Miss America
Niente più bikini per Miss America

E così dopo aver imposto l’uso di pronomi ‘gender neutral’, dopo aver provato ad imporre l’uso dei bagni pubblici ‘gender neutral’, dopo aver alimentato in tutti i modi una certa forma di femminismo estremo in cui addirittura le donne non si riconoscono, la campagna di trasformazione imposta alla difettosa società americana prosegue. Miss America non sceglierà più la vincitrice in base al suo aspetto fisico, così ha annunciato Gretchen Carlson – attuale ‘capa’ del concorso di bellezza. E così verrà rimossa la parte (la più interessante, probabilmente l’unica per cui il programma veniva guardato) in cui le ragazze sfilano in bikini. Brava Gretchen.

Sembra una barzelletta, eppure se guardate il quadro generale, il progetto di trasformazione della società che da qualche anno a questa parte ha avuto una forte accelerazione passa anche attraverso queste iniziative. E tra poco toccherà anche a noi in Italia. Statene certi che quantomeno di proveranno.

Una cosa strana sicuramente. Così come lo è stata quella cosa che va sotto il nome di #metoo, e tutte quelle iniziative di apertura e trasformazione della famiglia, della religione, quelle pratiche di ingegneria sociale di cui alcuni media anche in Italia si sono fatti (sono stati fatti) portabandiera. Basta scorrere le copertine online dei maggiori (si fa per dire, vista la crisi dell’editoria) quotidiani online italiani per rendersene conto.

Bene, adesso anche il concorso di bellezza di Miss America – di cui francamente non ce ne frega assolutamente nulla – si fa ‘politically correct’. “Le ragazze non verranno più scelte in base alla loro bellezza” (sic). Ripetiamo: al concorso di bellezza più noto al mondo le ragazze, in nome del politically correct non verranno più scelte in base alla loro bellezza. Pausa di riflessione.

Sicuramente verranno usati altri paramentri per scegliere la vincitrice, forse la capacità polmonare misurata con la spirometria, o il senso dell’umorismo, che permetteranno di eleggere la più… la più cosa, visto che adesso non si potrà nemmeno dire la più bella?

Ma forse potremmo andare ancora oltre, ed allargare Miss America anche agli uomini, e a tutto quello che ci sta in mezzo, in nome del politically correct e dell’apertura a tutti i costi? Buona come idea, la proporremo alla Gretchen Carlson.

Già di ragazze davvero belle non ne vediamo più così tante in giro negli ultimi anni, tra la moda delle curvy, l’apertura a tutte le diversità possibili immaginabili (che va bene fino a quando da apertura non diventa imposizione) eccetera eccetera… per vedere belle ragazze dobbiamo guardare altrove. Non in spiaggia di certo, lì non ne vediamo da parecchi anni.

Adesso le miss le coprono anche… e poi? Il prossimo passo? Capelli corti per tutte, peso minimo a 70kg? Obbligo di appartenere ad almeno due minoranze o gruppi politically correct pena l’esclusione dalla competizione? E poi l’idea del concorso… non è molto politically correct nemmeno quella… perché non fare vincere tutte? Ma sì, chi partecipa, vince automaticamente! Che idea! La passiamo, anche questa, alla Gretchen.

Ma non ci fermiamo qui, ormai siamo anche noi galvanizzati dal cambiamento e vogliamo dare il nostro contributo con altre brillanti idee.

Se le partecipanti ai concorsi di bellezza non potranno più essere scelte in base al loro aspetto fisico, ci permettiamo di proporre anche di selezionare i medici non più in base alla loro preparazione specifica ma magari con una gara di karaoke, gli avvocati in base al numero di scarpe, e gli ingegneri in base alla targa del motorino. Evviva l’integrazione evviva l’apertura a tutti i costi, evviva il politically correct!

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