Femminismo 3.0, minoranze e ‘political correctness’ a tutti i costi

Femminismo 3.0, minoranze che piagnucolano e ‘political correctness’ a tutti i costi
Femminismo 3.0, minoranze che piagnucolano e ‘political correctness’ a tutti i costi

Scorro la homepage di corriere.it e repubblica.it di oggi 5 novembre 2018, ed ecco ancora una volta – secondo me, chiaramente – un chiaro esempio del tentativo di manipolazione del pensiero (?) delle masse attraverso una accurata selezione e impaginazione delle news (?). Continuo, ingenuamente, a stupirmi di come sia cambiato negli ultimi tre/quattro anni il modo di fare propaganda politica e ingegneria sociale. È possibile che il rincoglionimento delle masse abbia raggiunto livelli da ‘Idiocracy’?

Leggo, interpreto e traduco dai quotidiani online di oggi. Quella che propongo in questo articolo è una fotografia della comunicazione di fine 2018, ed è sicuramente destinata ad invecchiare e a non essere più accurata nel giro di pochi mesi. Ma noi continueremo a monitorare.

Dramma maltempo. La prima parte delle copertine dei maggiori quotidiani online è dedicata non tanto ai danni provocati da frane ed alluvioni ma… alle storie personali dei morti e degli sfollati, con tanto di foto presa da qualche social. Comune denominatore è che tutti sono eroi, in tutti dobbiamo identificarci e possibilmente dovremmo sentirci coinvolti e minacciati allo stesso modo. Il dramma usato per generare click, il dramma per pilotare il mood dei lettori. Tutto con una manciata di titoli drammatici e foto coinvolgenti.

#metoo. Ormai non passa giorno senza un grappolo di news in cui le attenzioni maschili nei confronti delle donne vengono iscritte d’ufficio nel registro del #metoo… donne traumatizzate da un commento sul loro aspetto, scioccate se qualcuno ci ha provato. “Atroci attenzioni sessuali” sul posto di lavoro. Really? Trovo questa ondata di #metoo – tra le altre cose – un’offesa a quelle donne che le violenze sessuali le hanno subite davvero, situazioni quelle sì davvero orribili e drammatiche che vengono messe in terzo piano dietro ad attricette in cerca di 15 minuti di notorietà e segretarie inacidite. Mettiamoci anche le differenze di salario tra uomini e donne tanto per non trascurare nessun aspetto del bieco maschilismo che ci avvolge.

Contro il razzismo. La parola d’ordine è integrazione, è chiaro che ormai la società multietnica che qualcuno tanto vorrebbe vedere realizzata in Italia e negli altri paesi europei deve passare attraverso la persuasione delle masse (che al momento la pensano diversamente). E allora in copertina sbattiamo pure una manciata di storie strappalacrime di chi non ha avuto il posto sul bus, o viene preso in giro per (o discriminato/a) per il colore della pelle. Storie frequentemente infantili nei toni e nei contenuti e molto spesso poco credibili che però dovrebbero far presa sulla popolazione e contribuire al processo di accettazione di una realtà bruscamente introdotta nelle vite di molte decine di milioni di italiani.

Cambiamento climatico. Pur non essendoci ancora una conferma scientifica sulle cause del cambiamento del clima non guasta attribuire all’uomo tutte le responsabilità, tanto per tenere alta la pressione e stimolare – se ci si riesce – qualche senso di colpa ma soprattutto l’accettazione passiva di qualsiasi nuova regolamentazione o limitazione rivolta a ‘salvare il pianeta’. Tutto fa brodo, dalle foto dal satellite che testimoniano ‘in maniera inconfutabile’ l’innalzamento degli oceani, alle foto di qualche orso polare sfigato alla deriva su un iceberg da qualche parte al polo nord… che dovrebbero farci commuovere, sentire in colpa, augurarci un intervento di qualsiasi tipo purché venga dall’alto per porre fine a questo disastro…

Razzismo ed omosessualità. Se le storie di condanna del razzismo non bastano, perché non aggiungerci anche qualche storia ‘positiva’ in cui un’atleta italiana di origine africana vince una gara o segna il punto decisivo per la nostra nazionale? Perché no…? E infatti sono queste le storie più spinte sui quotidiani online. Se poi – troppa grazia – questa atleta oltre ad essere di origine africana avesse anche che ne so… una fidanzata? In questo caso si tira la notizia più in alto sulla pagina perché promuovere l’integrazione su così tanti livelli in una sola notizia mica capita tutti i giorni… Qualche bacio omosessuale in uno dei tanti reality vip o non vip… qualche confessione da parte di un cantante che finalmente trova il coraggio di ammettere con orgoglio la propria omosessualità, qualcuno che sostiene di essere stato allontanato da un bar in quanto gay… e via discorrendo. Anche qui il progetto è chiaro, perché si tratta sempre di NON notizie proposte come notizie per (cercare di) agevolare la mansueta accettazione di una nuova realtà.

Curvy e over 50 è bello. Anzi è meglio. Se dovessimo seguire le istruzioni dei media ufficiali dovremmo tutti avere un unico ideale di bellezza: mia nonna. E allora anche qui storie positive di ‘modelle’ che hanno deciso di fregarsene della linea perché è giusto così. Storie di ‘modelle’ che fanno causa ora a questo o a quello stilista perché non le ha fatte lavorare… o di ‘modelle’ anoressiche solo per colpa degli stereotipi che vogliono le modelle magre… e poi storie costruite ad hoc su come donne obiettivamente non più fresche come Sharon Stone, Sarah Jessica Parker, Julia Roberts – icone sexy di trent’anni fa – dovrebbero ancora incarnare il sogno e l’ideale erotico maschile perché la vita delle donne inizia dopo la menopausa. E chi è ancora attratto da un corpo femminile snello, giovane e tonico è uno che non ha capito niente. Oltre che un porco naturalmente.

Nuove tecnologie. Se non avete ancora in casa un amazon alexa, un google assistant, un facebook checcazzoneso non siete al passo con i tempi. Se non avete uno smartphone dell’ultima generazione siete degli sfigati, se non monitorate in tempo reale il vostro battito cardiaco e non mandate da qualche parte tutte le informazioni sul vostro stato di salute siete degli incoscienti, se non accettate di rinunciare a quel poco di privacy che vi rimane in nome della sicurezza vostra e della società civile siete oltre che degli sfigati anche dei potenziali pericoli e come tali (state a vedere se tra qualche anno non sarà così) verrete segnalati per accertamenti. Se non siete entusiasti di non avere più contanti in tasca siete dei potenziali evasori fiscali, potenziali terroristi, ma anche potenzialmente meno controllabili… E questo non sia mai.

Ah sì, la Megan Markle che ogni volta che si sistema la gonna viene ripresa in copertina, perché è tanto come una di noi, tanto informale, tanto simpatica, tanto umana, tanto influencer… la Lady D del ventunesimo secolo, ottima per essere usata anche lei per influenzare e sensibilizzare le masse che la seguono. Influenzarle su cosa? Dipende dalle circostanze storiche, sociali e politiche del momento.

Ecco la rassegna stampa di fine 2018, almeno questo è quello che vediamo noi. Voi sentitevi liberi di pensarla come volete chiaramente.

Nel frattempo quando leggerete il vostro quotidiano o assorbirete la propaganda di qualche tiggì provate a farlo tenendo a mente queste poche righe e ricordatevi che usando il vostro cervello invece di darlo in prestito al miglior offerente farete un favore a voi stessi.

ADVERSUS

 

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