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L'impotenza (o disfunzione erettile)

L'impotenza. Una condizione molto nota (e temuta) ma anche forse non sufficientemente compresa. Esistono varie forme di impotenza, e il termine 'impotenza' comprende diversi disturbi legati alla sfera sessuale. Per cercare di capire un po' meglio l'impotenza, che spesso è anche il sintomo di importanti patologie, e di scoprire quali sono le soluzioni che la medicina è in grado di offrire a chi ne è colpito abbiamo intervistato il dott. Giovanni Beretta, Medico chirurgo specialista in Urologia, Andrologia e Patologia della Riproduzione Umana. Ecco le sue risposte alle nostre domande.

È possibile formulare una definizione che ci aiuti a capire cosa si intende precisamente quando di parla di impotenza nell'uomo? Solitamente si pensa all'impossibilità a raggiungere o mantenere un'erezione, ma è vero che anche forme gravi di eiaculazione precoce ricadono nella definizione di impotenza? Oggi con il termine "impotenza" i medici intendono qualsiasi disturbo che può scatenare una importante problema che non permette ad un uomo di avere un normale rapporto sessuale e quindi anche una eiaculazione precocissima, un grave calo del desiderio, un disturbo dell'orgasmo può essere definito come impotenza.

Detto questo poi bisogna comunque ricordare che ancora oggi , soprattutto a livello giornalistico e di mass media, il temine impotenza viene spesso riferito e confuso con un disturbo dell'erezione ed invece questo può essere presente pur essendo non coinvolti il desiderio, la "voglia", lo stimolo sessuale o l'orgasmo.

Oggi quindi preferiamo riservare al termine impotenza un significato più generale come disfunzione della risposta sessuale mentre quando si ha solo un disturbo ad avere o a mantenere un'erezione parliamo di deficit erettivo o deficit dell'erezione.

Fatta questa precisazione importante dobbiamo poi ricordare che molti uomini lamentano saltuariamente e sporadicamente una difficoltà ad avere un'erezione e questa esperienza, sempre vissuta in modo molto negativo, non sempre vuol dire avere una malattia.

L'erezione dei corpi cavernosi del pene è comunque una complessa risposta fisiologica che dipende da una perfetta integrazione di meccanismi vascolari, endocrini, neurologici e psicologici di un uomo.

Fino a qualche anno fa però si pensava che circa il 90% dei deficit erettivi fosse di origine psicologica, ma recenti studi in campo neurofisiologico, emodinamico e farmacologico hanno dimostrato la presenza di una causa organica in circa il 50% di queste problematiche.
L'erezione è legata anche ad una complessa risposta comportamentale, psicologica che dipende da una stretta coordinazione a vari livelli del sistema nervoso centrale. Le vie periferiche e centrali che controllano l'erezione sono sensibili a stimoli ormonali e utilizzano una grande varietà di neurotrasmettitori.

Durante l'erezione la muscolatura liscia si rilascia e le resistenze periferiche cadono causando un massiccio e rapido afflusso di sangue arterioso a livello del pene; l'elasticità delle strutture vascolari aumenta e il sangue rimane intrappolato nei sinusoidi in espansione dei corpi cavernosi. L'intero sistema comprime le venule contro la tunica albuginea del pene che è relativamente non espansibile, riducendo così al minimo la fuga venosa. Quindi l'erezione è ottenuta tramite un massiccio apporto arterioso e il suo mantenimento è dovuto a una fine regolazione che tiene distesi i corpi cavernosi.

Un'impotenza, o meglio un deficit dell'erezione, è un problema che genera paura e ansietà e la prima consultazione riveste un'importanza critica nel determinare un rapporto di fiducia tra il medico e il paziente. E' richiesta una franca e precisa descrizione del disturbo e bisogna sapere se questo è accompagnato da un calo del desiderio, da un problema all'eiaculazione o da difficoltà ad avere un orgasmo.

L'impossibilità a raggiungere o mantenere un'erezione può essere il primo segnale di altre - importante - patologie. Quali? Quanto è importante rivolgersi ad uno specialista sin dai primi segnali? Prima di rispondere a questa domanda faccio una premessa epidemiologica che stima come in Italia circa tre milioni uomini soffrono di impotenza o, meglio, di disturbi erettivi; cioè il 10-15 % di tutta la popolazione maschile ha in misura più o meno importante un problema ad avere un'erezione buona.

Ricordiamo che quando la causa è di natura organica il disturbo è dovuto generalmente ad una alterazione del meccanismo neurologico e vascolare che non permette di inviare o di trattenere nei corpi cavernosi del pene abbastanza sangue da renderlo rigido. Quindi tutte le problematiche vascolari come un'arteriosclerosi, varie cardiopatie o dismetabolie come un diabete (cioè un aumento degli zuccheri nel sangue), possono essere patologie che hanno come primo sintomo un disturbo dell'erezione.

Quindi , se compare un tale sintomo, non bisogna tergiversare e sentire in prima istanza, senza perdere tempo prezioso, il proprio medico di fiducia e con lui valutare il da farsi e quindi bisogna precocemente chiedere una valutazione mirata.

La possibilità di valutare e differenziare le cause organiche da quelle psicologiche non deve far pensare ad una loro rigida separazione quindi attenti a dire è tutto psicologico o è tutto organico.
Sempre in un uomo che lamenta un disturbo dell'erezione possono essere in gioco anche fattori psicologici, ambientali e/o comportamentali quali stress, affaticamento, abuso di farmaci, di alcool o di tabacco (soprattutto quest'ultimo sembra essere uno dei più importanti fattori di rischio nello scatenare un problema erettivo).

A chi ci si deve rivolgere? Lo specialista che meglio conosce questo tipo di problematiche è l'andrologo, una figura professionale in campo medico non ancora da tutti i maschi conosciuta.
Molto in sintesi oggi possiamo dire che l'andrologia si può considerare come una nuova disciplina della medicina nata dal contributo di altre specialità come l'urologia, l'endocrinologia, la genetica e la neurologia .

L'andrologo molto sinteticamente per l'uomo corrisponde a quello che è un ginecologo per la donna. Gli interessi dell'andrologia si incentrano soprattutto sugli aspetti sessuali e riproduttivi dell'uomo in tutte le fasi della sua vita.

Patologie a parte (di cui abbiamo parlato sopra), quali sono le cause più frequenti dell'impotenza (psicologiche e fisiche)? Come abbiamo già visto oggi le cause psicologiche ed organiche si dividono al 50% la tematica anche se sembra sempre più, giorno dopo giorno, con l'aumento delle nostre conoscenze medico-scientifiche, aumentare la componente organica .
A questo proposito queste sono le cause organiche più frequenti di un disturbo all'erezione.

Una causa importante e frequente , soprattutto ad una certa età, è la riduzione della quantità di sangue che arriva al pene per restringimenti arteriosi (arteriosclerosi, diabete, aumento dei grassi, del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue, fumo di sigaretta, traumi, danni successivi ad interventi chirurgici) oppure un aumento della fuga di sangue venoso dal pene.

Meno frequenti sono le alterazioni delle vie nervose, successive a traumi o a particolari interventi chirurgici, che determinano un deficit erettivo.

Altra causa non infrequente è l'induratio penis plastica o morbo di Peyronie caratterizzato da placche fibrotiche della tunica albuginea e successivamente anche dei corpi cavernosi del pene che determinano un incurvamento, che può causare anche dolore durante il rapporto.
Un disturbo dell'erezione può avere anche un'origine ormonale sia per carenza dell'ormone chiamato testosterone, cosa piuttosto rara, sia per eccesso di ormoni inibitori in particolare della prolattina.

Quali soluzioni può offrire la scienza medica al problema dell'impotenza? Oggigiorno si pensa subito a prodotti farmaceutici molto noti (Viagra, Cialis, eccetera...), ma immaginiamo che ogni diverso tipo di problema debba avere la soluzione più appropriata. Quali, oltre a "Viagra e prodotti simili" sono le soluzioni che propone la scienza medica? Oggi è possibile dare una valida risposta ad un numero sempre maggiore di disturbi. I deficit dell'erezione da cause ormonali sono trattati con farmaci specifici che sostituiscono le sostanze di cui l'organismo è carente, come il testosterone, oppure bloccano l'attività di altri ormoni in eccesso che inibiscono il desiderio sessuale, come la prolattina.

Le recenti scoperte di alcune sostanze vasoattive, come:la Papaverina, la Prostaglandina E1, il Sildenafil (Viagra) ,il Tadalafil (Cialis) e da ultimo il Vardenafil (Levitra) ,hanno permesso di trattare numerosi disturbi vascolari in modo brillante e non invasivo.

Un'altra prospettiva di cura (non ancora disponibile ed ancora da valutare clinicamente) è la terapia genica recentemente proposta da Arnold Melman, Direttore del Dipartimento di Urologia dell'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University . Questa terapia prevede il trasferimento di DNA nudo alla muscolatura liscia dei corpi cavernosi. Si tratta cioè di veicolare nei corpi cavernosi un gene, l'hSlo, che codifica per i canali Maxipotassium. Ciò provoca l'apertura dei canali del potassio e, quando questo avviene, si ha il rilassamento del muscolo e quindi l'afflusso di sangue che determina l'erezione. Per ora la ricerca qui riferita è ancora in un momento molto iniziale, lo stadio della Fase I, cioè su volontari sani. L'effetto che si ottiene non è solo un'erezione momentanea ma sembra che ci sia anche un risvolto terapeutico a "lungo periodo" .

Rimangono comunque ancora diversi interrogativi su questo approccio terapeutico. Il più importante è quello culturale: infatti la terapia genica si affida a vettori virali con tutti i problemi annessi e connessi a questo tipo di procedimento clinico.

Ritornando alla clinica attuale invece oggi, nelle forme più gravi dove i farmaci vasoattivi su accennati non sono efficaci, due sono le prospettive terapeutiche. La prima è la possibilità di ristabilire il circolo arterioso o di bloccare quello venoso con interventi di chirurgia vascolare.
Queste tecniche sono applicabili ad un numero relativamente ristretto di pazienti ed i successi attualmente non sempre sono brillanti. La seconda possibilità è rappresentata dall'impianto di una protesi all'interno dei corpi cavernosi. Le protesi utilizzate sono in pratica costituite da due cilindri che permettono al pene di ottenere una valida rigidità, e sono particolarmente indicate in quelle forme di fibrosi da induratio penis plastica che determinano un progressivo incurvamento o una retrazione del pene.

Le industrie biotecnologiche hanno messo sul mercato in questi ultimi anni molti tipi di protesi. Due sono quelle più utilizzate: le protesi idrauliche gonfiabili e le semirigide, malleabili. Il primo tipo utilizza un sistema che può simulare una erezione molto vicina a quella fisiologica. Quelle semirigide malleabili sono più semplici e danno una semierezione costante, facilmente mascherabile e sono di più facile impianto.

Grazie

Alessio Cristianini | Adversus
26 ottobre 2009

Si ringrazia il Dr Giovanni Beretta
Specialista in Andrologia - Urologia - Patologia della riproduzione umana
Direttore dell'Unità di Andrologia del Centro Medico Cerva di Milano e del Centro Italiano Fertilità e Sessualità di Firenze

Sito web: http://www.andrologiamedica.org/

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