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sport e la sessualità maschile
Sport e sessualita' maschile
Risultati del primo studio sul ruolo terapeutico dello sport nelle
disfunzioni sessuali maschili del Dott. Giuseppe MAIO Consulente
in Andrologia e Chirurgia Andrologica.
E' stato dimostrato che l'attività fisica è un fattore
protettivo per la salute del nostro corpo in generale e più specificamente
previene o ritarda l'insorgenza di malattie cardiocircolatorie come
l'ipertensione arteriosa, le malattie coronariche quelle che colpiscono
le arterie del cuore e possono condurre all'infarto, ma anche l'insorgenza
di malattie metaboliche quali il diabete, dislipidemie, le malattie
che comportano elevati livelli di grassi quali il colesterolo nel circolo
sanguigno, grassi che tendono a depositarsi nella parte delle arterie
ed ad ostruirli.
LO SPORT PREVIENE I DISTURBI SESSUALI MASCHILI
Anche a livello della sessualità maschile l'attività fisica
svolge una funzione protettiva e di prevenzione dei disturbi in particolare
per quanto riguarda la funzione erettile, il meccanismo che porta alla
rigidità del pene.
A tale riguardo il Massachussets Male Aging Study, studio condotto
su 1156 uomini di età fra i 40 ed i 70 anni seguiti per 8 anni
e pubblicato nel 2000 ha evidenziato una presenza quasi doppia di disfunzione
erettile nel gruppo di soggetti sedentari rispetto a quelli che svolgevano
un'attività fisica di 200Kcal al giorno che corrispondono a circa
mezz'ora di camminata al giorno a passo svelto o circa 2,5 ore/settimana
di corsa a piedi o di nuoto o 3 ore di attività ciclistica. A
risultati simili è giunto uno studio su circa 22.000 uomini (Health
Professional Follow-up Study) pubblicato nel 2006.
I meccanismi attraverso i quali l'attività fisica svolge la
sua azione benefica sono numerosi e comprendono: l'aumento di Ossido
Nitrico (NO) una sostanza che facilita la dilatazione delle arterie,
l'aumento delle cellule progenitrici endoteliali che porta alla produzione
di nuovi vasi sanguigni, il miglioramento dei lipidi del sangue con
una riduzione del colesterolo "dannoso" ed un aumento di quello
"utile" (HDL), il miglioramento del metabolismo del glucosio
con maggiore efficacia dell'insulina prodotta dal nostro corpo e conseguente
riduzione del rischio di diabete, il miglioramento della pressione arteriosa,
il rilascio di sostanze neuro-ormonali protettive.
LO SPORT NELLA TERAPIA DEI DISTURBI SESSUALI
MASCHILI Nonostante che l'efficacia dell'attività fisica
nella prevenzione dei disturbi sessuali sia ampiamente dimostrata gli
studi sul suo ruolo terapeutico sono agli inizi.
Un unico studio guidato dalla ricercatrice K. Esposito dell'Università
di Napoli pubblicato nel 2004 aveva documentato un miglioramento della
funzione erettile in soggetti obesi e diabetici dopo un programma di
calo del peso corporeo associato ad attività fisica.
Partendo da ciò abbiamo condotto presso il policlinico Abano
Terme uno studio per verificare se l'attività fisica potesse
avere un ruolo utile anche nella terapia della disfunzione erettile
ed in particolare se fosse in grado di aggiungere beneficio anche alla
terapia farmacologica che di per sé è molto efficace.
Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal
of Sexual Medicine nel giugno di quest'anno ed è il primo mai
pubblicato sull'argomento.
Lo studio è stato condotto su 60 uomini sedentari affetti da
disfunzione erettile divisi in 2 gruppi il primo gruppo è stata
trattato solo con la terapia medica abituale (Cialis, Levitra o Viagra)
al secondo gruppo è stata data oltre alla terapia medica un programma
di attività fisica di almeno 3 ore per settimana. Alla fine dei
3 mesi sono stati confrontati i risultati ottenuti nei 2 gruppi di pazienti
in termini di miglioramento sessuale indagato con un test internazionale
specifico, l'International Index for Erectile Function (IIEF-15) ed
il dosaggio del testosterone, l'ormone sessuale maschile .
I risultati sono stati i seguenti: un miglioramento dell'indice internazionale
per la funzione erettile si è avuto in entrambi i gruppi ma il
miglioramento è stato statisticamente più marcato nel
gruppo che faceva anche attività fisica: l'incremento di punteggio
dell'indice è stato di 9 punti nel gruppo A contro gli 11 punti
del gruppo B, circa il 20% in più; inoltre si è verificato
un miglioramento statisticamente più marcato anche riguardo la
libido (desiderio sessuale); ancora il numero di soggetti in cui il
punteggio dell'indice IIEF-15 si è normalizzato era doppio tra
chi faceva attività fisica (77,8%) rispetto a chi era rimasto
sedentario (39,3%); infine il testosterone, l'ormone sessuale maschile,
è risultato significativamente aumentato rispetto al valore basale,
alla fine dei 3 mesi di attività fisica regolare, mentre è
rimasto invariato tra coloro che non facevano attività fisica
QUALE E QUANTA ATTIVITA' FISICA In
questo studio ci siamo attenuti alle raccomandazioni dell'American Sport
College del 1998 riprese successivamente nel 2008: 1) frequenza di allenamento
di 3-5 giorni alla settimana; 2) Intensità moderata corrispondente
ad una frequenza cardiaca compresa tra il 55% ed il 65% della frequenza
cardiaca massimale, questa si ottiene sottraendo a 220 gli anni di età
del soggetto; 3) Durata di allenamento di almeno 3 ore per settimana
con ciascuna sessione compresa tra 20 e 60 minuti; 4. Tipo di attività
qualsiasi attività aerobica, vale a dire attività che
può essere svolta senza andare in debito di ossigeno: passeggiata
a passo svelto, corsa leggera, nuoto, tennis, ginnastica, ciclismo,
sci di fondo con l'accorgimento per il ciclismo di imbottire bene il
perineo per evitare traumatismi.
CONCLUSIONI L'attività fisica
sembra avere un ruolo importante non soltanto nel prevenire i disturbi
sessuali maschili ma anche, una volta che questi siano manifestati,
nella loro cura. I risultati di questo studio documentano un miglioramento
apprezzabile indotto dall'attività fisica già dopo 3 mesi
di trattamento in grado di aggiungere beneficio anche alla terapia farmacologica.
Non c'è una singola attività fisica ma piuttosto un'ampia
gamma di attività purchè sia svolta con regolarità
ed in quantità adeguata. Attenzione però soggetti sedentari
da anni che riprendono a fare attività fisica magari in sovrappeso
farebbero bene prima di iniziare un programma di attività a rivolgersi
ad un medico sportivo per una valutazione del rischio cardio-circolatorio
ed un programma di training personalizzato
BIBLIOGRAFIA
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and Quality of Exercise for Developing and Maintaining Cardiorespiratory
and Muscular Fitness, and Flexibility in Healthy Adults. Med Sci Sports
Exerc 1998; 30:975-991.
Ringraziamo il Dott. Giuseppe MAIO Consulente in Andrologia
e Chirurgia Andrologica Policlinico Abano Terme, Casa di Cura Città
di Rovigo Coordinatore Triveneto della Società Italiana di Andrologia
e Coordinatore Nazionale Commissione Andrologia e Sport
Web-site: www.andrologiamaio.it
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