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| Lo shopping compulsivo
Lo
shopper compulsivo
Siamo abituati, spesso film e libri dipingono la figura della shopper
compulsiva in maniera buffa e divertente, a sentir parlare di donne che
non resistono alla tentazione dello shopping, Un po' meno si parla dello
'shopper compulsivo' uomo. Eppure anche gli uomini, quasi quanto le donne,
possono soffrire di questo disturbo.
Spesso questo disturbo si manifesta in forma grave e può causare
problemi non solo a chi ne soffre ma anche a amici e familiari. Per capire
meglio il problema dello shopper compulsivo, come lo si riconosce, quali
sono i suoi atteggiamenti, e anche come si cura chi a pieno titolo rientra
nella categoria dello shopper compulsivo ci siamo rivolti ad un esperto,
il Prof. Roberto Pani, Specialista e Professore di Psicologia Clinica
e Psicopatologia del Comportamento adulto all'Alma Mater Studiorum, Università
di Bologna. Gli abbiamo posto le domande che leggerete continuando nella
lettura dell'articolo.
È possibile tracciare, per linee generali,
un profilo dello "shopper compulsivo" o della "shopper
compulsiva" tipica? Anche l'uomo negli ultimi anni (2005-2009)
è entrato gradualmente nella categoria dello shopper compulsivo,
nella percentuale approssimativamente del 28 % rispetto alle donne. L'uomo
giovane in discrete condizioni economiche acquista, a differenza della
donna, oggetti di valore che simbolicamente rappresentano il potere.
A volte anche ragazzi con pochi soldi si sforzano e si indebitano per
mantenere compulsivamente tal tipo di collezione compulsiva. Questi giovani
comprano orologi e penne di valore, oggetti sportivi, accendini preziosi,
telefonini all'avanguardia, computer di ultimissima generazione, strumenti
per l'ascolto e la riproduzione della musica, ecc., a volte certe motorini.
Nel caso di persone ricche le auto acquistate sono veramente ingiustificate
per il bisogno reale che ne avrebbero, come mi racconta un mio paziente,
persona di affari che non potrebbe permettersi di cambiare così
spesso l'auto. Un altro paziente mi racconta di compare auto usate e ne
ha collezionate dieci non riuscendo davvero a usarle, ma è spinto
da un bisogno di recuperare quel che da bambino ammirava delle auto di
allora, per esempio Fiat 124, ecc.
Come si manifesta questo problema, come si riconosce
la shopper compulsiva o lo shopper compulsivo? Quali sono gli atteggiamenti
e i comportamenti più frequentemente riscontrabili? Tali
vistose esagerazioni sono spesso associate ad abusi, tipo gioco d'azzardo
e altre attività rischiose e spericolate. Non è raro che
l'alcol e sostanze eccitanti siano da compagnia a tali raid.
La donna assume un profilo diverso; lei comincia tra i trenta/quaranta
anni, appartiene a una famiglia medio borghese, è discretamente
piacevole di aspetto e motivata a indossare bei vestiti e accessori. Di
solito, circa dieci anni prima, comincia a interessarsi al comprare che
di per sé sarebbe una buona e gioiosa predisposizione umana, se
questa giovanissima ragazza non sviluppasse una certa ansia e preoccupazione
che la orienta a girare per negozi, rivelando già un po' una certa
tendenza compulsiva. Il tempo che questa venticinquenne impiega a visitare
i negozi e i magazzini delle città è notevole e colpisce
l'enorme consumo di ore impiegate nell'arco della giornata, senza che
vi sia ancora un vero acquisto: se è vero, però, che il
tempo è denaro, bisogna pensare che queste ragazze spendano già
molto denaro. Naturalmente questo tempo acquista valore in relazione alla
loro reale attività.
Col passare del tempo vi è come una rottura degli impulsi che
sono stati sino allora mantenuti sotto controllo. La donna comincia ad
acquistare vestiti, scarpe, cinture sofisticate, poi abiti, bigiotteria,
qualche finto gioiello. Molti vestiti, specialmente quelli serali, sono
quasi sempre inutilizzati. Queste persone non sviluppano un senso di possesso
verso questi acquisti, ma la roba rappresenta soltanto il mezzo strumentale
per soddisfare un bisogno impellente di accapararsi qualcosa che rappresenta
un vantaggio, ma che rimane fine a se stesso.
Segue a questo periodo ipomaniacale di buying un periodo down perchè
aumenta la colpa e la vergogna verso se stessa e verso i familiari che
osservano sbigottiti tali acquisti. Si crea però un circolo vizioso
perche l'acquisto incontrastato prevede due o tre meccanismi di difesa
dell'Ego, già individuati da Freud ai suoi tempi e poi da sua figlia
Anna, nel 1936.
La negazione si svolge come rifiuto inconscio e magico-onnipotente di
situazioni che sono invece evidenti su un piano di osservazione oggettiva.
L'annullamento retroattivo consiste nell'annullare un'azione già
svolta, ma della quale ci si pente, per cui si vorrebbe non averla compiuta.
L'azione magica dell'annullamento è attuata e agita con un'altra
azione ripetuta in modo uguale o maggiore a quella già svolta e
già accaduta per disprezzare e svalorizzarne l'importanza reale.
Si tratta di una sorte di disprezzo, di trionfo, di sfida e di dominio.
Come dire: ho speso troppo per oggetti che mai userò
. ma
che mi importa, ne compro altri
. Così mi passa l'angoscia
della colpa, questo che ho acquistato non vale niente, ne posso avere
quanti voglio
. Al diavolo gli scrupoli !
Tale meccanismo accende un circolo vizioso: eccitazione per l'acquisto,
colpa e vergogna, annullamento retroattivo con nuovi acquisti, colpa vergogna
negazione e annullamento sino alla depressione e una nuova eccitazione
tramite nuovi acquisti
I vestiti e gli indumenti comprati di solito non vengono né goduti
né utilizzati, ma il loro acquisto significa per la donna io esisto
in quanto acquisto, perché mi nutro, in quanto posso controllare
gli oggetti.
Quali possono essere le cause di questo disturbo,
che a volte può diventare un vero e proprio problema anche per
i familiari della persona che ne soffre? Le cause riportano a una
personalità con un Sé inconsistente e fragile, che si difende
strenuamente avendo trovato un metodo eccitante che soddisfa provvisoriamente
sino a che non diventa malattia. L'eccitazione copre il vuoto di base,
la mancanza di scopi, l'assenza del senso e del valore delle cose umane,
la sensazione di essere sotto i riflettori caldi di un giudizio sempre
scottante, cioè di non valere niente perché non si è
all'altezza di quel che gli altri si aspettano, forse a partire da un
atteggiamento inconsapevole e in buona fede dei genitori che però
ha svalorizzato la bambina o il bambino, che poi si vendicherà
prendendosi, si fa per dire, quel che non ha sentito suo e nutriente.
Il feticcio statico, inutile non godibile ma che gonfia il proprio Sé.
Quali le terapie? Cosa si deve fare? A chi rivolgersi
se si soffre di questo problema? I pazienti gravi vanno trattati
farmacologicamente, specialmente quando mettono a repentaglio l'economia
familiare o raggiungono livelli di eccitazione pericolosi, nel senso che
alimentano un circolo improduttivo per se stessi perché possono
portare anche a tentativi di suicidio. Spesso questa patologia si associa
anche ad altre diagnosi, alle quali si sovrappongono (doppia diagnosi).
Alcuni giocano d'azzardo e perdono altro denaro, altri assumono droghe
e anche il ricovero può essere provvidenziale.
I farmaci più adatti si somministrano con prescrizione accurata
integrando opportunamente serotoninergici con modulatori del tono dell'umore
e anticiclotimici per controllare la depressione e, al tempo stesso, non
gonfiare l'euforia reattiva alla melanconia da vuoto e noia e mancanza
di prospettive autentiche. Il medico di presidio è lo psichiatra.
I casi meno gravi si dividono in chi è disponibile ad affrontare
la propria situazione e può usufruire di una certa introspezione.
Per questi pazienti la psicoterapia psicoanalitica con setting adeguato
può essere proficua al fine di un recupero della resilienza, cioè
ad una capacità di trasformazione delle risorse inespresse verso
una rivalutazione e valorizzazione del Self.
Coloro, invece, che non hanno questa capacità di ascolto minimale
e quindi non godono di una cassa di risonanza interiore anche minima,
la terapia comportamentale risulta più adatta. Il medico o lo psicologo
psicoterapeuta è lo specialista più adatto in entrambi questi
casi.
Grazie
Alessio Cristianini | Adversus
22 gennaio 2010
Si ringrazia il Prof. Roberto Pani
Specialista e Professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia del Comportamento
adulto
all'Alma Mater Studiorum , Università di Bologna
www.robertopani.com
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