Scemi. Più scemi. Ancora più scemi. Il quoziente intellettivo in calo spiega molte cose

 
Scemi. Più scemi. Ancora più scemi. Il quoziente intellettivo in calo spiega molte cose
Scemi. Più scemi. Ancora più scemi. Il quoziente intellettivo in calo spiega molte cose

Una recente ricerca, condotta da due ricercatori norvegesi, Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Ragnar Frisch Centre for Economic Research in Norvegia (appunto) e pubblicata su ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ conferma quello che sospettavamo da tempo.

E cioè che il quoziente intellettivo sta rapidamente calando nelle nuove generazioni, partendo dagli anni ’70 al ritmo di -7 punti di IQ per ogni generazione.

Complimenti alla televisione, complimenti ai telefonini, complimenti ai genitori che piazzano i figli davanti alla TV così non rompono le palle, complimenti alla scuola, complimenti insomma un po’ a tutti quelli che hanno, o dovrebbero avere, la responsabilità dell’educazione delle nuove generazioni.

La conferma ai nostri sospetti non ci riempie di piacere, anzi, è causa di grande disappunto e preoccupazione per il futuro.

Giovani meno intelligenti significa una popolazione meno critica nei confronti del sistema di potere, significa un popolo bue sempre più contento con poco e con sempre meno forza. Significa che Idiocracy, il film sul rincoglionimento della società uscito alcuni anni fa sta diventando più un documentario che un film di fantascienza.

Se avete occasione, cercate su internet, guardatevi Idiocracy. E pensateci, se ancora ci riuscite.

Intanto complimenti al sistema, un altro successo.

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