‘Andiamo a vivere insieme’ è il nuovo ‘sposiamoci’? Ragazzi attenzione.

'Andiamo a vivere insieme' è il nuovo 'sposiamoci'?
‘Andiamo a vivere insieme’ è il nuovo ‘sposiamoci’?

Se ‘mi vuoi sposare?‘ è la frase che per più di un secolo hanno fatto pronunciare agli uomini, anche se in pratica è sempre stata la donna a decidere l’opportunità o meno, i tempi e i modi della richiesta, adesso i tempi sono cambiati.

L’istituzione del matrimonio è ormai in crisi, quello religioso ancora di più, la crisi economica picchia duro anche se i nostri politici e i media mainstream cercano di farci credere che sta andando tutto bene.

Però certe esigenze non cambiano, e il bisogno di costruire un nido rimane uno dei bisogni fondamentali di metà della popolazione, e così dalla fatidica – e fatale – domanda ‘mi vuoi sposare?’ si è passati al “forse dovremmo andare a vivere insieme“.

In questo caso oltre a cambiare la forma, cambia anche la persona che lancia la proposta di convivenza. Sì, perché secondo numerose e recenti statistiche, a richiedere esplicitamente la convivenza nel ventunesimo secolo sarebbe la donna. Nell’interesse di entrambi chiaramente.

Sì, perché a certi argomenti così inoppugnabili è difficile opporre resistenza

  • Se andiamo a vivere insieme possiamo dividere i soldi dell’affitto (non si discute, ma io in questo momento sto pagando tranquillamente il mio affitto e sono contento dell’appartamento in cui vivo)
  • Il tram che ti porta al lavoro passerà a soli due isolati dall’appartamento che ho visto libero e in affitto (ma io abito a due passi dall’ufficio, già adesso!)
  • E poi pensa che l’appartamento sarebbe attaccato alla casa dei miei (appunto, guarda caso)
  • Pensa che bello, se un giorno avremo dei bambini, la mamma potrebbe aiutarmi ed essere sempre disponibile (dov’è la finestra più vicina?)
  • Le mie amiche si chiedono cosa aspettiamo ad andare a vivere insieme (E i miei amici mi chiedono cosa ci faccio con te)

Tenete presente che la coabitazione porta con sé molti dei potenziali problemi del matrimonio, non ultimo quello di ritrovarsi a dover pagare gli alimenti o a dover vivere situazioni drammaticamente analoghe in caso di fine del rapporto.

Al punto che in paesi più ‘avanzati’ come l’Australia, dopo l’introduzione di leggi volte a tutelare l’istituzione della convivenza, mettendola allo stesso livello o quasi di un matrimonio se della durata di almeno due anni o se ci sono dei figli o se la convivenza è stata registrata… beh, dopo l’introduzione di questa legge si è avuto un secondo crollo. Dopo i matrimoni, a calare sono state le convivenze. Comprensibilmente.

Il consiglio a quei ragazzi e a quegli uomini ai quali è stata ventilata la possibilità di una felice coabitazione da parte della ragazza con la quale stanno uscendo regolarmente?

Prendete tempo, temporeggiate e non prendete una decisione. Lasciate le cose come stanno, lei dai suoi o da sola, voi per i fatti vostri. Cena e cinema nei weekend, o quando vi fa piacere.

Se cercherà di mettervi con le spalle al muro, siate onesti e diretti. A voi le cose stanno bene così, e non vedete motivo per cambiare lo status quo. Immaturi? Se lo dice lei… Incapaci di assumervi le vostre responsabilità? Ma chi ha detto che vi dovete imbarcare in una specie di matrimonio a tutti gli effetti per dimostrare di essere in grado di assumervi delle responsabilità?

Prendete tempo, e ricordate che di fronte ad un ‘o regolarizziamo la nostra situazione oppure’… la risposta meno sbagliata potrebbe essere un arrivederci.

Cosa ne pensate?

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