Maserati presenta la MC20 un capolavoro di tecnica e di estetica

Maserati presenta la MC20 un capolavoro di tecnica e di estetica che apre una nuova Era per la casa del Tridente. Con la MC20, Maserati torna a recitare su un palcoscenico dove è sempre stata protagonista, quello delle Super Sportive che abbinano lusso e prestazioni con l’inconfondibile Stile Maserati

Maserati presenta la MC20 un capolavoro di tecnica e di estetica
Maserati presenta la MC20 un capolavoro di tecnica e di estetica

Maserati presenta la MC20 un capolavoro di tecnica e di estetica che apre una nuova Era per la casa del Tridente. Con la MC20, Maserati torna a recitare su un palcoscenico dove è sempre stata protagonista, quello delle Super Sportive che abbinano lusso e prestazioni con l’inconfondibile Stile Maserati.  MC20 è una Maserati dalla sorprendente efficienza aerodinamica, una vettura che sotto l’abito, nasconde un’anima sportiva con il nuovo motore Nettuno V6 da 630 cavalli che garantisce un’accelerazione da 0-100 km/h in meno di 2,9 secondi e una velocità massima superiore ai 325 km orari. Un motore 100% Maserati coperto da brevetto che sfrutta la tecnologia MTC (Maserati Twin Combustion) l’innovativo sistema di combustione sviluppato dalla Casa e basato sulla tecnologia della precamera adottata su propulsori di Formula 1. Ideato, progettato e prodotto interamente in casa.

MC20 è una Maserati nata per stupire, una Maserati che può correre in pista, ma anche su strada, garantendo guidabilità, comfort e sicurezza, in un ambiente dove l’efficienza si sposa con il lusso e l’esclusività, tipica di tutti i modelli della Casa.

MC20 è stata progettata a Modena e verrà prodotta nella sede che da 80 anni vede nascere i modelli della casa. In Viale Ciro Menotti è stata allestita una nuova linea di produzione negli spazi dove venivano assemblate le GranTurismo e le GranCabrio, completando il tutto con un nuovissimo impianto di verniciatura. Il progetto è cominciato nel gennaio 2019.

Best in class: rapporto peso potenza
La MC20 è la vettura leggera che pesa meno di 1.500 kg e grazie ai 630CV erogati si presenta come la best in class per il rapporto peso/potenza che è di 2,33 kg/CV. Per raggiungere questa leggerezza non è stato sacrificato nulla in termini di comfort. La MC20 ha tutti i contenuti che questo tipo di vetture devono avere oggi per soddisfare una clientela sportiva, ma allo stesso tempo raffinata, alla ricerca delle prestazioni, ma anche della comodità e del lusso. Si è così intervenuti sui materiali. Tutta la scocca è in fibra di carbonio e materiali compositi garantendo così leggerezza, tempi di attrezzamento più rapidi e un grado di libertà maggiore nella ricerca delle forme. Grazie all’uso della fibra di carbonio è possibile realizzare forme che con lo stampato sarebbero irrealizzabili. Un esempio molto visibile è la forma delle portiere “butterfly”.

Aerodinamica raffinata
Oltre duemila ore/uomo di lavoro in Galleria del Vento Dallara e più di mille simulazioni di fluidodinamica CFD (Computational Fluid Dynamics), hanno permesso di ottenere una vettura con un’aerodinamica raffinata ed al tempo stesso di creare quella che si può definire una vera e propria opera d’arte.  Elegante e sportiva, efficiente e leggera. Inconfondibile. Lo sviluppo aerodinamico della MC20 concettualmente divide la vettura in due parti: una porzione alta con prevalenza stilistica e una parte bassa maggiormente tecnica, cromaticamente contraddistinta dal colore nero o dal carbonio. Nella zona superiore della vettura, infatti, le forme sono in primis guidate dallo stile e gli elementi aerodinamici sono amalgamati con le linee concepite dalle matite dei designer, in modo da ottenere un’elevata efficienza mantenendo la carrozzeria pulita ed elegante. Le prese d’aria sul cofano anteriore e quelle laterali, adibite ad aspirazione motore e raffreddamento intercooler, risultano in questo modo elementi naturali che quasi svaniscono guardando la vettura da alcune angolazioni. Non sono presenti inoltre evidenti appendici aerodinamiche, ma solo un discreto spoiler posteriore che esalta l’up-washing generato dal fondo e migliora l’effetto deportante lasciando inalterata la bellezza della vettura.

Nella zona inferiore della MC20 è invece predominante la componente tecnica. Le prese d’aria anteriori sono state ottimizzate in modo da garantire un’efficiente distribuzione di aria tra i radiatori, il fondo e la parte superiore della vettura.

È stata inoltre prestata particolare attenzione alla corretta gestione dei flussi termici.

Il fondo è completamente carenato ed è stato oggetto di complessi studi volti a sviluppare la massima efficienza aerodinamica della vettura.

Nella parte anteriore è presente un elaborato sistema di generatori di vortici, la cui efficacia viene amplificata dalla particolare conformazione del fondo ad “hump”, che nella zona centrale all’altezza delle ruote sale gradualmente consentendo una maggiore portata d’aria verso tali dispositivi, per poi congiungersi con il piano del telaio.

Lo sfogo di estrazione nella zona dietro la ruota anteriore ha inizio in prossimità della massima espansione dell’hump e prosegue lungo tutta la fiancata, generando una notevole quantità di carico verticale in corrispondenza dell’assale anteriore attraverso l’evacuazione dell’aria proveniente dal fondo e dal passaruota.

Lo sviluppo di questa soluzione, altamente derivata dalle mondo delle corse, ha richiesto una particolare conformazione della monoscocca in carbonio, del passaruota e delle portiere, così come fatto in precedenza anche su MC12.

La prese d’aria in zona brancardo, posizionate subito prima delle ruote posteriori in una naturale zona di sovrappressione, consentono il necessario lavaggio del vano motore senza impatti sulla resistenza.

La parte posteriore del fondo è infine caratterizzata da un esteso diffusore, con canali di differenti profondità e derive verticali ottimizzate che sfruttano le differenze di pressione tra le varie sezioni per generare vortici ed energizzare il flusso.

Grazie allo sviluppo quasi maniacale di tutti questi elementi ed al continuo ed intenso lavoro di integrazione tra direzione tecnica e stile, la MC20 è in grado di generare un elevato carico aerodinamico con un ottimo valore di resistenza all’avanzamento, permettendo alla vettura di superare i 325 km/h di velocità e di stare incollata al suolo in tutte le condizioni di utilizzo.

Il motore
Il motore 6 cilindri turbo 3.000 CC a V 90° da 630 cavalli, chiamato Nettuno, è una novità assoluta protetta da brevetto internazionale perché porta sulle vetture stradali una tecnologia usata in Formula 1. È un motore made in Modena al 100%, ad oggi, il motore 6 cilindri in produzione che esprime più potenza: disegnato particolare per particolare dai motoristi dell’ufficio tecnico Maserati con il costante supporto dell’ Innovation Lab di Modena, è il motore tecnologicamente più avanzato oggi disponibile per una vettura stradale.

Tre sono i principali componenti:

La precamera: una camera di combustione interposta tra la candela centrale e la camera di combustione tradizionale il cui collegamento avviene attraverso una serie di fori con geometria opportunamente studiata.

La candela laterale: una candela tradizionale che funge da supporto, per garantire la regolare combustione del motore quando quest’ultimo si trova a lavorare in punti di funzionamento dove l’utilizzo della precamera non è necessario.

Il doppio sistema di iniezione indiretta e diretta: accoppiato alla pressione di alimentazione combustibile a 350 bar ha lo scopo di diminuire la rumorosità a bassi giri, ridurre il livello di emissioni e migliorare i consumi.

Il nuovo motore Nettuno è dotato di una doppia camera di combustione per ogni cilindro. Una tecnologia che si avvale di una precamera nella quale sono incorporati sia la candela di accensione che l’iniettore. La miscela aria combustibile viene forzata nella precamera durante la fase di compressione del pistone. In prossimità del punto morto superiore, la candela principale innesca il volume di miscela contenuto nella precamera avviando una combustione pilota che propaga (tramite appositi fori) nella camera di combustione tradizionale. Il processo genera una combustione con una molteplicità di fronti di fiamma caratterizzata da elevata turbolenza e conseguente maggior efficienza; questo si traduce in un miglioramento del rendimento globale del motore e in un aumento di potenza specifica senza penalizzare il consumo specifico.

Il nuovo motore Nettuno garantisce una potenza di 210 cavalli/litro. Risultando ad oggi il motore a 6 cilindri best in class per potenza specifica.

Prestazioni
La velocità massima è superiore ai 325 km/h con un’accelerazione da a 0 a 100 km/h in meno di 2,9 secondi e un’accelerazione da 0 a 200 km/h inferiore a 8,8 secondi.

La monoscocca fa per tre
La monoscocca in materiale composito è un concentrato di tecnologia e performance. Il progetto della monoscocca in carbonio nasce dalla longeva collaborazione tra Maserati e Dallara, azienda leader nella progettazione e realizzazione di vetture sportive da competizione, e viene prodotta dalla TTA Adler, azienda italiana specializzato nella realizzazione di prodotti in materiali compositi.
La monoscocca è stata studiata fin dall’origine per tutte e tre le tipologie di vettura che andranno in produzione nei prossimi anni: il coupé, la cabrio e la futura versione elettrica che verrà presentata nel 2022. L’architettura e la geometria della monoscocca è unica per le tre versioni, ma differisce per la distribuzione delle fibre e dei layers di carbonio, consentendo così di avere monoscocche con caratteristiche strutturali differenti in conseguenza delle diverse tipologie di vetture: la vettura coupé avrà il focus sulla leggerezza e performance, la vettura cabrio necessità di più rigidezza torsionale non avendo il tetto, ed infine la versione elettrica avrà più resistenza globale e maggiore protezione della parte dedicata alle batterie. In questo modo si parte da un progetto unico per ottenere tre versioni intervenendo solamente sulla tipologia, quantità e disposizione delle fibre di carbonio.

Sospensioni
La sospensione anteriore è molto compatta a quadrilatero deformabile con sterzo semi virtuale, due bracci inferiori e un braccio superiore. Lo stesso schema semi virtuale è adottato sulla sospensione posteriore, in una delle rare applicazioni presenti oggi sul mercato. L’applicazione del semi virtuale consente di mantenere costante l’impronta a terra dello pneumatico in curva, garantendo così alte accelerazioni laterali e rendendo in qualunque situazione e velocità, la guida sempre naturale e istintiva.

Il cambio
Il cambio automatico è un Dual Clutch a bagno d’olio a 8 rapporti con 6 marce di potenza e due di overdrive per consentire le giuste emissioni.

Lo sviluppo virtuale della vettura
Il 97% dello sviluppo della vettura è stato effettuato virtualmente con il sistema denominato Virtual Vehicle Dynamics Development, sviluppato direttamente da Maserati e basato su un modello matematico molto complesso chiamato Virtual Car dove vengono inserite tutte le variabili possibili e immaginabili (i tecnici assicurano che può tener conto anche di quello che ha mangiato il pilota).

Lo sviluppo virtuale consente di ridurre i tempi di messa a punto e di arrivare a definire la soluzione tecnica ottimale con tempi e costi ridotti. Ad esempio, in un breve lasso di tempo è possibile valutare 3 diverse soluzioni di ammortizzatori e scegliere di conseguenza quella più adatta.

Il tuning finale viene ovviamente eseguito in pista e sulle strade dell’Appennino Emiliano, da sempre teatro di prove per i collaudatori della Casa.

Maserati presenta Nettuno: il nuovo motore 100% Maserati che adotta la tecnologia della F1 per una vettura stradale

Il cuore pulsante della nuova super sportiva MC20 è il nuovo propulsore, disegnato e progettato nei laboratori e nelle officine della Casa del Tridente a Modena, tra il Maserati Innovation Lab di Via Emilia Ovest e le officine di Via Delle Nazioni (dove storicamente trovava la propria sede Maserati Corse).

Il nuovo propulsore è stato quindi sviluppato presso il Polo Motori dello storico impianto di Viale Ciro Menotti, dove sarà anche prodotto e dove sono in via di allestimento anche la nuova linea produttiva e la nuova verniciatura dedicate alla tanto attesa MC20.

Il nuovo motore è il risultato di una vera e propria rivoluzione tecnologica, coperta da brevetti internazionali: un progetto nato grazie alla passione e all’impegno di una squadra di tecnici e ingegneri altamente specializzati, donne e uomini, che hanno affrontato con grande entusiasmo una nuova sfida: riportare in Maserati a Modena lo sviluppo e la produzione di un nuovo motore ad alto contenuto tecnologico ed elevate prestazioni dopo oltre 20 anni.

Un’operazione strategica per la Casa del Tridente che, oggi, può offrire per la nuova MC20, un progetto “100% Made in Modena”, a partire proprio dal motore, il cuore della nuova vettura.

Un disegno ambizioso, che rappresenta un momento storico per l’azienda, un nuova Era che inizierà ufficialmente il 9 e 10 settembre prossimi a Modena in occasione dell’evento “MMXX: Time to be audacious”. Saranno svelati modelli inediti, che vedranno la luce nei prossimi anni, innovativi sistemi di propulsione oltre ad ambiziosi programmi sviluppati dalla Casa del Tridente.

Il nuovo motore è un 6 cilindri a V di 90°, biturbo, 3.0L di cilindrata, carter secco (classica soluzione per le vetture supersportive) in grado di erogare 630CV a 7500 giri/minuto e ben 730 Nm di coppia a partire da 3000 giri/minuto.

La potenza specifica è di 210 CV/litro.

Il rapporto di compressione è di 11 a 1: la corsa di 82 mm e l’alesaggio di 88 mm.

L‘anima di questo motore è l’innovativo sistema di combustione a precamera con doppia candela di accensione, una tecnologia sviluppata per la Formula 1 e ora disponibile per la prima volta in un propulsore destinato ad equipaggiare una vettura stradale.

Tre sono i principali componenti:

La precamera: di fatto una camera di combustione interposta tra la candela centrale e la camera di combustione tradizionale il cui collegamento avviene attraverso una serie di fori con geometria opportunamente studiata.

La candela laterale: una candela tradizionale che funge da supporto, per garantire la regolare combustione del motore quando quest’ultimo si trova a lavorare in punti di funzionamento dove l’utilizzo della precamera non è necessario.

Il doppio sistema di iniezione indiretta e diretta: accoppiato alla pressione di alimentazione combustibile a 350 bar ha lo scopo di diminuire la rumorosità a bassi giri, ridurre il livello di emissioni e migliorare i consumi.

Strategicamente importante è stato anche il supporto dell’Innovation Lab che grazie alla virtual analysis ha permesso di ottimizzare decisamente i tempi di progettazione e sviluppo.

Il nuovo motore “Made in Modena”, che porta il tradizionale V6 di 90° a livelli di potenza e coppia mai raggiunti in precedenza, sarà utilizzato per la prima volta, in esclusiva, dalla nuova super-sportiva MC20, la vettura destinata a riportare il marchio Maserati nel mondo delle competizioni.

Maserati Engine Lab: il nuovo Polo Motori Maserati

Nettuno, l’inedito propulsore della MC20, è il primo figlio del Maserati Engine Lab che è stato attrezzato all’interno della fabbrica di Viale Ciro Menotti a Modena. Nettuno, il 6 cilindri biturbo della nuova super sportiva del Tridente è stato progettato, sperimentato e testato a Modena nei locali che oggi sono uno dei fiori all’occhiello dell’azienda. Tra ingegneri, tecnici e operai specializzati sono oltre 100 le persone che si dedicano ai motori di oggi, ma anche a quelli elettrici che costituiranno il futuro.

Era dal 1998 che Maserati non produceva i suoi motori: con la MC20 torna a far parte della sua storia. Le nuove strategie aziendali nel 2013 approvarono un piano industriale che portò alla creazione nel 2015 del Polo Motori. È grazie anche a questa struttura che Maserati sta entrando in una nuova Era. Gli investimenti programmati hanno permesso di dar vita a un centro di sviluppo e produzione motori che oggi è uno dei più moderni esistenti, con attrezzature sofisticate che permettono di seguire la vita di un motore dal disegno al suo assemblaggio in vettura con tutti i test indispensabili per omologazione e verifiche.

Il Maserati Engine Lab è costituito da cinque principali aree separate: reparto montaggio, sala prova, officina montaggio in vettura, banchi a rulli emissioni e produzione.

Quando un motore viene progettato il tutto viene tradotto in una distinta base comprendente ogni elemento per la sua costruzione. Tutti i componenti, più di 300 per Nettuno (il motore della MC20), vengono disposti in un contenitore specifico con diversi piani opportunamente sigillato che contiene tutto l’indispensabile, viti comprese, per dar vita al propulsore. Il “carrello” arriva al reparto di assemblaggio dove tecnici specializzati assemblano manualmente ogni singolo motore con l’aiuto di una serie di equipaggiamenti specifici che sono stati progettati durante le fasi di sviluppo del motore. Inoltre ogni motore viene scrupolosamente controllato da strumenti di altissima precisione per garantire la qualità del prodotto finale e la perfezione delle attività. Si lavora in un ambiente climatizzato ad atmosfera controllata in cui è fondamentale rispettare la qualità dell’aria perché ogni piccola particella di polvere potrebbe compromettere la funzionalità di componenti critici quali ad esempio albero motore, pistoni e bronzine che sono sottoposti ad altissimi carichi e regimi di rotazione a fronte di tolleranze di montaggio dell’ordine di qualche micron (1/5 dello spessore di un capello). Quando il motore è completamente montato, viene completato con i componenti ausiliari (generatore elettrico, compressore per aria condizionata e connessioni impianti-vettura), posizionato su un carrello e portato in sala prova. Il Maserati Engine Lab è dotato di 5 sale prova con dinamo capaci di testare motori con potenze comprese tra 440 CV fino a 1000 CV. Ogni sala prova è praticamente una sala operatoria dove il motore viene messo in moto per la prima volta in quello che può essere considerato un ambiente ideale, quello che poi non incontrerà più nel corso della sua vita quando, montato in vettura, verrà usato da ogni utente in modo differente. In sala prova ogni motore viene provato al minimo e al massimo numero di giri/ minuto, seguendo una rampa di accelerazione, simulando una discesa, verificando dati funzionali quali consumi ed emissioni.

Dalla sala prova, il motore passa al reparto officina, dove viene assemblato il cambio ed altri componenti (ad esempio radiatore, scarichi, serbatoio olio) prima di essere montato in vettura. A questo punto il motore comincia una nuova vita, sottoposto a nuovi test su banchi a rulli e su strada a bordo della vettura.

Nel Maserati Engine Lab è possibile provare vetture con motori fino a 1000 CV e circa 300 chilometri all’ora di velocità prima di verificare le prestazioni con test in pista. Queste attività permettono di verificare la potenzialità del motore, del cambio, dei sistemi ausiliari, quali aspirazione, scarico, alimentazione e raffreddamento. Nel Maserati Engine Lab si svolgono anche le prove di omologazione; servono anche 200 ore perché ogni mercato richiede 5/6 prove per l’omologazione e ogni test va ripetuto in tutte le modalità di utilizzo della vettura. Da settembre 2017 in Europa sono poi diventate obbligatorie le prove su strada con il PEMS (Portable emissions measurement system) da abbinare a quelle già sostenute sui rulli. Sono prove che durano un paio d’ore ciascuna e che alla fine comportano almeno un mese di test su strada. Per lo sviluppo di un motore sono necessari dai sei mesi a un anno di test in sala prove: tra le 400 e le 600 ore vengono dedicate a prove sul banco a rulli per verificare emissioni e consumi. Una volta completati tutti questi passaggi si arriva alla delibera finale per la produzione del motore che sarà montato in vettura.

Conclusa la fase di sviluppo del nuovo motore inizia la fase produttiva vera e propria, che ritorna dopo anni a svolgersi nella storica sede di via Ciro Menotti a Modena. Per produrre la MC20 è stata realizzata una linea produttiva totalmente nuova, dotata di 6 stazioni di assemblaggio. Il processo di produzione prevede l’utilizzo di macchinari altamente innovativi; resta fondamentale però il know how e la passione che caratterizzano tutti gli addetti alla produzione senza i quali non sarebbe possibile realizzare vetture uniche e ricche di personalizzazioni sviluppate in base alle richieste dei clienti. La produzione di ogni motore dura in tutto circa 25 ore, poco più di 3 giorni lavorativi.

MC20: i contenuti tecnologici

Il posto guida della MC20 è essenziale, funzionale e razionale. Al centro c’è il guidatore alla ricerca delle prestazioni. Tutto è concepito per aiutarlo ad ottenere il massimo dalla sua Maserati senza distrarlo. Così si sono privilegiate forme semplici, con pochi spigoli vivi. I materiali scelti sono neri, la tappezzeria scura per non creare riflessi sul parabrezza. Tutto è pensato come se ci si calasse nell’abitacolo di un’auto da corsa privilegiando la funzionalità e la visibilità.

Il tunnel centrale è rivestito in fibra di carbonio e ha solo i pulsanti e gli interruttori che sono assolutamente necessari, in modo da non distrarre dall’esperienza di guida e per assecondare la filosofia minimalista, ma allo stesso tempo elegante, che ha guidato la creazione degli interni di MC20.

Il particolare più lussuoso è il selettore della modalità di guida: è collocato al centro della scena ed è l’elemento distintivo che fa sapere al guidatore e al passeggero di essere a bordo di una Maserati.

Ispirato agli orologi di lusso, il selettore della modalità di guida è meccanico, preciso, utilizza materiali preziosi e di massima qualità ed ha un tocco di blu tipicamente Maserati. Ricorda il lusso che avvolge chiunque entri in un’auto della casa del Tridente. Il fatto che il selettore delle modalità di guida sia stato progettato per assomigliare a un orologio di lusso è stata una decisione simbolica, considerando che MC20 non ha il tipico orologio analogico Maserati sul cruscotto.

Il volante sportivo
Il volante è stato studiato e progettato con l’aiuto di Andrea Bertolini, pilota collaudatore di Maserati Corse, già campione del Mondo con la MC12. Si è preferito un volante spesso per massimizzarne l’ergonomia e la sensazione sportiva. Sono presenti solo pulsanti e interruttori essenziali, inclusi il pulsante per lo Start e il Launch Control. MC20 è la prima Maserati di nuova generazione ad avere il pulsante di avvio sul volante, un altro simbolo dell’estrema sportività di questa vettura. I pulsanti Start e Launch Control sono integrati nella cornice centrale del volante. Il volante è rivestito in pelle nera con inserti di carbonio. Il volante è disponibile anche in Alcantara® per chi desidera un aspetto più sportivo.

I paddle shifter, fissati al piantone dello sterzo, di facile raggiungibilità e dimensioni generose, sono disponibili in alluminio scuro come configurazione standard e in fibra di carbonio insieme al pacchetto carbonio interno.

Modalità di guida
MC20 ha cinque modalità di guida, selezionabili dal selettore posto al centro del tunnel: WET, GT, SPORT e CORSA. Ognuna è contraddistinta da un colore: Wet verde; GT Blu; SPORT Rosso; CORSA giallo, ESC Off arancione.

Le modalità di guida vengono selezionale ruotando il selettore per alcuni secondi. Ad esempio, il veicolo si avvia nella modalità predefinita GT. Per spostarsi da GT a Sport (a destra) o Wet (a sinistra) è necessario solo un movimento di mezzo secondo nella direzione della modalità desiderata. Quindi con una pressione di 2 secondi il guidatore può scegliere la modalità Corsa. Con una pressione di 5 secondi è possibile entrare in modalità ESC Off. Il tempo più lungo garantisce al guidatore di scegliere questa modalità consapevolmente e non per errore.

Le cinque modalità si differenziano così:

Modalità GT (Modalità di guida predefinita)
La Modalità GT è la modalità di guida predefinita all’avvio dell’auto. È ideale per la guida di tutti i giorni e garantisce la massima fruibilità e comfort.

  • Boost del motore: normale
  • Sensibilità del pedale: resistenza normale
  • Valvole di scarico attive: aperte solo dopo 5.000 giri / min
  • Impostazione del cambio: lento e fluido
  • Sospensioni: morbide
  • Controllo della trazione: normale

Modalità WET
La modalità WET offre il massimo controllo in condizioni di asfalto bagnato e umido, per evitare scivolamenti durante l’accelerazione o in curva.

  • Boost del motore: limitato
  • Sensibilità del pedale: resistenza normale
  • Valvole di scarico attive: aperte solo dopo 5.000 giri / min
  • Impostazione del cambio: lento e fluido
  • Sospensioni: morbide
  • Controllo della trazione: tutti i controlli attivi

Modalità SPORT
La modalità Sport offre le massime prestazioni in ambienti ad alta trazione ed è ideale per l’utilizzo in pista.

  • Boost del motore: normale
  • Sensibilità del pedale: bassa resistenza, alta sensibilità
  • Valvole di scarico attive: aperte a 3.500 giri/ min
  • Impostazione del cambio: veloce e diretto
  • Sospensioni: rigide
  • Controllo della trazione: sport

Modalità CORSA
La modalità Corsa offre al guidatore l’esperienza più estrema. Il controllo della trazione è molto meno attivo e il controllo della stabilità è attivo ma con soglie molto elevate. Si ottengono il massimo del divertimento, ma anche il massimo della difficoltà di controllo.

  • Boost del motore: massimo (potenza massima immediatamente disponibile)
  • Sensibilità del pedale: bassa resistenza, estremamente sensibile e reattivo
  • Valvole di scarico attive: sempre aperte
  • Impostazione del cambio: corsa
  • Sospensioni: corsa
  • Controllo della trazione: gara

Nella modalità Corsa il guidatore ha la possibilità di attivare il Launch Control dal pulsante sul volante.

Modalità ESC OFF
In ESC OFF, tutti i controlli sono disattivati. È simile alla modalità Corsa, ma con il controllo della trazione completamente disattivato.

Sospensioni regolabili
Al centro del selettore delle modalità di guida è presente un pulsante dedicato alla regolazione delle sospensioni. È utile nelle modalità Sport o Corsa quando le sospensioni sono estremamente rigide. La pressione del pulsante Sospensione rende le sospensioni più comode e meno rigide. Ciò è particolarmente utile in terreni instabili in quanto consente al guidatore di avere un’esperienza di guida sportiva, ma allo stesso confortevole.

Le sospensioni
MC20 ha un sistema di sospensioni a doppio braccio oscillante con ammortizzatori attivi. L’archetipo a doppio braccio trasversale semi-virtuale a mandrino corto è montato sia sull’asse anteriore che su quello posteriore. L’archetipo garantisce le migliori prestazioni in termini di maneggevolezza e comfort di marcia.

Il doppio braccio trasversale semi-virtuale sull’assale anteriore garantisce il miglior controllo del volante, la massima precisione di sterzo e attenua le asperità trasmesse dalla strada al volante, garantendo un miglior comfort finale per il guidatore.

Tutti i componenti sono in alluminio forgiato per garantire il massimo risparmio di peso.

Un variatore dell’altezza del veicolo
Come optional è disponibile un sistema che a bassa velocità solleva il veicolo, aumentando l’altezza di marcia per superare ostacoli come dossi o rampe troppo ripide. Il sistema può essere attivato dal guidatore premendo il pulsante dedicato sul volante. Una volta attivato, il sistema idraulico solleva l’assale anteriore di 50 mm. Il guidatore può poi disattivare il sistema premendo lo stesso pulsante. Una volta disattivata, l’auto tornerà all’altezza di guida standard.

Il sistema funziona fino a 40 km/h. Se il sollevatore è attivato e l’auto supera i 40 km/h, il sistema si disattiva automaticamente e l’auto ritorna alla normale altezza di marcia.

Lo specchietto retrovisore digitale
Lo specchietto retrovisore è digitale ed esteticamente piacevole con un design senza cornice. Le immagini vengono trasmesse da una telecamera posteriore e aumentando incredibilmente la visibilità per il conducente, aiutandolo in tutte le manovre di guida.

MC20 multimedia

La MC20 è equipaggiata con il sistema multimedia di ultima generazione MIA (Maserati Intelligent Assistant). Il cuore del sistema sfrutta la potenza del sistema operativo Android Automotive che offre una User Experience completamente nuova, innovativa e più performante, personalizzabile seconde le preferenze d’utilizzo del conducente. Il sistema MIA ha due schermi all’interno dell’auto; il cluster digitale e il display centrale, e sono di forma e dimensioni simili. Non troppo grandi e non troppo piccoli, si adattano perfettamente all’interno dell’abitacolo funzionale della MC20: facilitano infatti il comfort di guida perché il guidatore non deve adattare gli occhi quando passa lo sguardo da uno schermo all’altro.

Il cluster è completamente digitale da 10,25 pollici con display TFT (Thin Film Transistor).

Il display centrale, anch’esso da 10,25 pollici, ha una Risoluzione HD e Funzionalità touch tipiche dei dispositivi smart screen personali. Lo schermo è fornito con uno speciale trattamento antiriflesso per garantire la massima visibilità anche alla luce diretta del sole.

A dispositivi spenti è garantito l’effetto total black grazie a una soluzione ottica innovativa.

Maserati Connect*
MC20 sarà sempre connessa grazie al nuovo programma Maserati Connect.

Essendo MC20 sempre connessa, si permette di tenere sotto occhio lo stato del salute della macchina, Maserati Connect informerà il conducente quando e il momento per fare la manutenzione ordinaria, migliorando l’esperienza di servizio al cliente. Maserati Connect garantisce anche maggior sicurezza con l’assistenza alle emergenze ed in caso di furto della macchina.

Con la Smartphone o Smartwatch si può sempre restare in contatto con la propria MC20 grazie alla app di Maserati Connect, oppure da casa chiedendo al’assistente virtuale personale (Amazon Alexa & Google Assist).

Attraverso il sistema multimedia MIA (Maserati Intelligent Assistant) i servizi connessi di Maserati Connect portano una nuova esperienza a chi si trova a bordo. Grazie al sistema di navigazione integrata e connessa il conducente ha sempre le ultime informazioni sul traffico in tempo reale ma anche sempre le mappe aggiornate. MIA permette anche di attivare i servizi di Amazon Alexa oppure Wifi Hotspot nella propria Maserati.

La MC20 avrà incluso il servizio Hifi streaming di TIDAL che offre la migliore qualità del suono disponibile sfruttando appieno le potenzialità del Sistema Audio di Sonus Faber.

*= disponibilità può variare paese per paese.

Sistema audio
MC20 è dotata di serie di un sistema audio a 6 altoparlanti e di un sistema audio Mader in Italy, Sonus Faber a 12 altoparlanti di alta qualità come optional.

Il sistema audio di base è composto da 6 altoparlanti:

  • 2 tweeter sul pannello della porta
  • 2 altoparlanti di fascia media sul pannello della porta
  • 2 woofer sul pannello della porta

MC20: il design

Il design della MC20 è stato studiato presso il Centro Stile Maserati a Torino. Alla base della nuova super sportiva della Casa del Tridente c’è la storia di un Marchio che ha l’eleganza, ma anche le corse, nel suo DNA.

Il design Maserati è la combinazione perfetta di eleganza, sportività e personalità.

L’eleganza si riassume nel bilanciamento tra l’approccio estetico e la funzione come trasmette fin da un primo sguardo la MC20, una supersportiva nata con un abito elegante per raggiungere prestazioni di livello assoluto. Senza eccessi, senza andare a cadere nello stile puro ed è quello che poi porta al timeless design, alla bellezza senza tempo di una Maserati. Eleganza è anche sinonimo di proporzioni ed è anche per questo che in Maserati si cerca sempre di disegnare una vettura partendo dal fianco. Il disegno è il fine per arrivare al modello, influenzato da tutto ciò che possono essere stati gli avvenimenti artistici e culturali in Italia.

La sportività è un’altra caratteristica fondamentale anche questa intrinseca nella storia Maserati ed espressa dai numeri raggiunti da MC20 che diventa la Maserati stradale più veloce di sempre. La vocazione sportiva in casa Maserati è una caratteristica antica che nasce dal bisogno di una sfida addirittura cittadina. La ricerca della performance ha portato a concepire l’automobile come un oggetto molto asciutto, quasi come un vestito calzato sulla meccanica.

La personalità è una caratteristica fondamentale del design italiano e in MC20 è qualcosa che salta subito all’occhio con un’auto dalle forme inconfondibili che la rendono assolutamente unica.  MC20 è un’autentica figlia del design automobilistico italiano, legato da sempre alla nostra storia, alle nostre origini da dove nasce tutto con una straordinaria capacità di sapersi poi evolvere di generazione in generazione.

Il progetto MC20 è un bilanciamento degli opposti, un connubio tra craftsmanship e engineering, tra artigianato   capolavori realizzati a mano e ingegneria, facendo convivere due elementi apparentemente distanti e opposti come l’aspetto stradale e quello del racing. In questo progetto convivono sartorialità e ingegneria con la parte superiore dell’auto che assume le forme di una scultura fatta a mano e quella inferiore che è un’esaltazione dell’ingegneria.

Le fasi del progetto: dal disegno alla presentazione
Il lavoro del Centro Stile parte da un briefing di prodotto e ingegneria. Un briefing che in Maserati viene discusso, e plasmato per trovare il miglior compromesso possibile prima di passare alla fase pratica che parte dai disegni, dagli sketch. Il design viene sviluppato nel corso del progetto in un confronto continuo con l’ingegneria.

Dopo la parte di sketch, poi tradotta in matematica, è molto importante la fase di fresatura dei modelli: in un progetto come quello della MC20 la lavorazione manuale delle forme ha un ruolo molto importante. “Concepiamo la macchina quasi come una scultura dinamica”, raccontano gli uomini del Centro Stile, sottolineando l’importanza del fattore umano nel processo di creazione del prototipo. Una volta chiuso il lavoro sui modelli, interviene l’analisi virtuale. Solo a quel punto il disegno diventa un render e viene sottoposto all’approvazione finale che mette la parola fine sul lavoro creativo e apre la fase della finalizzazione delle forme e poi dell’ingegnerizzazione.

La MC20 è una vettura dal design elegante, e sportivo al tempo stesso. Ha un carattere e una personalità che non passano inosservate grazie alla purezza delle sue forme che sembrano scolpite dal vento.  Nella MC20 la prestazione viene prima di tutto e ogni particolare è studiato con quest’obbiettivo. Non c’è nulla di superfluo, tutto ha una funzione.

L’aerodinamica ha avuto un ruolo fondamentale nello scolpire le forme di questa Maserati nata per correre. Non ci sono orpelli, tutto è funzionale, ogni segno estetico ha una motivazione o aerodinamica o di raffreddamento. Il grande lavoro fatto in galleria dal vento ha permesso di disegnare una vettura con una linea pulitissima, senza la necessità di un’ala mobile che avrebbe interrotto la morbidezza della linea.

L’obbiettivo del Centro Stile Maserati è stato quello di integrare ciò che l’aerodinamica chiedeva in modo non forzato, esprimendo un certo senso di naturalezza. Tutti gli interventi hanno un fine come quel deflettore sulla portiera che dà nello stesso tempo una chiusura grafica al parafango, ma tiene il flusso dell’aria incollato.

L’unica concessione ad un effetto sorpresa è quello delle portiere Butterfly. Si vede la vettura in tutta la sua pulizia di linee.  La portiera “a farfalla” permette un’entrata e un’uscita dall’abitacolo molto più comoda e confortevole, ma nello stesso tempo consente di ammirare il cockpit in carbonio, l’aerodinamica e anche la ruota anteriore tutta libera. Svolge un compito pratico, agevolando l’ingresso del passeggero e del guidatore, ma allo stesso tempo valorizza l’estetica della vettura, sottolineando certi particolari che altrimenti resterebbero nascosti sotto il vestito. Le porte si aprono dall’interno con un pulsante e sono dotate di sensori che segnalano la presenza di ostacoli.

La Maserati MC20 è un progetto che unisce due mondi ben distinti. Il vestito, la carrozzeria, rappresenta la bellezza e la purezza, il telaio, la parte inferiore in carbonio rappresenta la tecnica, la performance estrema. La divisione salta subito all’occhio guardando la nuova nata di casa Maserati. La parte superiore della vettura trasmette delle sensazioni forti, ma armoniche; la parte inferiore trattata con il carbonio a vista parte dal pavimento aerodinamico ed è trattata in modo un po’ più nervoso, ci sono spigoli, angoli, non viene lasciato spazio al disegno in quanto disegno tutto è funzionale. La MC20 è un po’ l’equilibrio di questi estremi. E la calandra è l’elemento di unione dei due mondi e viene interpretata in modo differente rispetto ai modelli del passato Maserati. Unisce la parte inferiore in carbonio a vista a quella superiore in body color e la sua forma è un po’ come se fosse la composizione di due elementi.

Sul parafango anteriore mancano le tre prese d’aria che erano una firma caratteristica dei modelli Maserati, ma che qui non avrebbero senso, considerando che il motore è posizionato centralmente. Vengono però riprese sul lunotto posteriore.

Gli interni: il regno della funzionalità
La MC20 trasmette emozioni con la sua linea elegante, ma sportiva al tempo stesso, lasciando agli interni il ruolo di essere funzionali. Tutto è molto razionale, quasi minimalista con due schermi da 10 pollici, uno per il cockpit, l’altro, il Maserati Touch Control Plus (MTC Plus MIA) in posizione centrale, leggermente inclinato verso il guidatore. Il tunnel è molto semplice, senza alcuna decorazione superflua. Ci sono soltanto il selettore della modalità di guida, due pulsanti per le marce, gli alzacristalli e il comando del volume dell’infotainment e un piano d’appoggio con caricatore wireless per i telefonini. Tutti gli altri comandi sono sul volante con il pulsante di accensione a sinistra e il launch control a destra.

All’interno dell’abitacolo anche se ad esser protagonista è la funzione di ogni elemento, è ben visibile la ricerca sulle fibre di carbonio che vogliono raccontare l’incontro tra il mondo fashion e quello della performance e dell’ingegneria. Il carbonio degli interni è opaco, e lascia spazio ad un’interpretazione più sartoriale e tessile.

Maserati MC20 presenta due spaziosi vani per i bagagli. Uno anteriore della capienza di 47 litri e uno posteriore della capienza di 101 litri.

I nuovi colori per la MC20 si ispirano al passato
MC20 è la prima Maserati a essere verniciata nel nuovo avveniristico impianto di Modena, la nuova linea dotata di tecnologie innovative a basso impatto ambientale. Per MC20 è stata inventata una nuova palette di colori che rimarranno in esclusiva per questo modello. I colori in gamma sono sei: Bianco Audace, Giallo Genio, Rosso Vincente, Blu Infinito, Nero Enigma e Grigio Mistero. Ognuno è stato pensato, disegnato e sviluppato in esclusiva per questa vettura. Tutti i colori sono stati pensati mettendo insieme due aspetti: uno è un riferimento forte al made in Italy, all’italianità, al nostro territorio, alle lavorazioni del nostro territorio; un altro è un aspetto più legato all’eredità Maserati, quindi alla storia del brand, ad alcuni modelli storici, piuttosto che alla reinterpretazione di alcuni modelli storici.

Dietro ad ogni colore c’è uno studio importante che combina l’innovazione tecnica della vernice, l’origine del brand, l’eredità (l’aspetto heritage del brand) e un riferimento all’italianità, al territorio, al design

Il colore della MC20 non è colore, ma materia. E’ un colore dinamico che trae origine e ispirazione dai grandi modelli del passato:

  • Bianco Audace
  • Giallo Genio
  • Rosso Vincente
  • Blu Infinito
  • Nero Enigma
  • Grigio Mistero

Il Bianco Audace è il colore di lancio, un bianco tendente al giallo, al caldo, con una mica bluastra che racconta un po’ le venature del marmo. Fonde i due colori della Birdcage, il bianco lattiginoso e le sue livree blu, colori che in passato erano scomposti e qui si fondono trovando un nuovo linguaggio stilistico. Attraverso i pigmenti e la tecnologia che sono dietro le vernici, si è cercato di combinare l’effetto glim del marmo delle cave, del marmo stesso, colpito magari dai raggi di luce di un tramonto mediterraneo e che quindi rilasciano queste pagliuzze di arancio e di blu sulla superficie bianca. Quindi un’idea di bianco puro assoluto con queste delicate interferenze che danno al colore un’anima e un calore che rimanda a un concetto di scultura.

Il Giallo Genio fonde il blu e il giallo che sono i colori della città. E’ in realtà una fusione metallica che racconta la potenza e il dinamismo. È un giallo con un’interferenza blu estremamente sofisticato che si accende sotto la luce naturale.

Il Rosso Vincente è estremamente potente, racconta la potenza del fuoco del vulcano ed è per eccellenza il colore dello sport motoristico italiano. E’ una reinterpretazione del Rosso della Tipo 26, la prima Maserati da corsa della storia.

Il Blu Infinito è meno anodizzato, meno tecnologico, più vintage, molto pulito, autentico, più chiaro e sportivo. È un blu estremamente acceso, estremamente vivo, combinato a un colore iconico presente sulla MC12 della nostra storia. Crea un colore impattante, nuovo e contemporaneo, un effetto che si può definire ceramico.

Il Nero Enigma nel suo essere solido, puro è fermamente profondo come se fosse inchiostro. Un nero assoluto, associato al concetto di gran turismo e quindi chiamato internamente “nero gran turismo,” che prende forza da un effetto estremamente profondo e laccato, un’idea di Mont Blanc che lavora con più livelli di trasparenze.

Il Grigio Mistero fa riferimento a un concept, un concept che non si può dimenticare come l’Alfieri presentato pochi anni fa. E’ un grigio scuro, non troppo chiaro, ha una certa aggressività più ricercata. Nasce da un’idea di una fusione stessa di metallo con una grande fluidità della superficie, del modello e delle forme della vettura.

Maserati: la nuova Era del logo

MC20, vettura simbolo della Nuova Era Maserati, porta a battesimo anche il restyling dei loghi della Casa. Non si tratta di una rivoluzione, ma di una forte evoluzione che rende il Tridente, da sempre simbolo Maserati, più contemporaneo e graficamente moderno, più equilibrato ed elegante, ma ne preserva al tempo stesso la storia. Tanti piccoli interventi che differenziano molto il logo su da cui si è partiti, ovvero quello dell’ultimo restyling del 2005.

Si è lavorato sulle frecce laterali che sono state arrotondate per dare equilibrio e continuità tra la parte superiore e quella inferiore del Tridente. Si è intervenuti sulle distanze del Tridente stesso dallo scacco blu e reso tutto più dinamico. Un discorso evolutivo che ha alleggerito l’ovale sia in termini di scomposizione e layout dei vari elementi che in termini di colore, sottraendo il rosso per dare un’immagine più attuale, più fresca. Si è così rivisto il logo basandosi su due soli colori, il bianco e il blu che diventa estremamente profondo con un effetto laccato, un colore che si può definire Blu Maserati.

Sono stati uniformati i loghi presenti su tutta la vettura, dal volante, al montante, ai copriruota e alla mascherina frontale. Sul montante dove prima era presente, scompare la saetta e resta soltanto il Tridente.

Nuovo, più pulito e moderno, lo script Maserati che caratterizza il retro della vettura con una font che verrà poi ereditata per il naming dei modelli futuri della Casa.

Sia il Tridente che la scritta Maserati hanno un effetto croma satinato e non più lucido con un effetto più tecnico che rimanda alla matericità dell’alluminio lucidato.

MC20: il ritorno nelle corse

Le corse sono parte integrante del DNA di Maserati e MC20, erede della pluri vittoriosa MC12, farà tornare il Marchio nel mondo delle corse.

Basta sfogliare l’album dei ricordi per capire quanto sia stato importante lo sport nella storia ultracentenaria della Casa del Tridente. La Maserati è nata per correre. La prima vettura a portarne il nome, la Tipo 26, esordì alla Targa Florio domenica 25 aprile 1926 con Alfieri Maserati alla guida e Guerino Bertocchi come meccanico.  Vittoria di classe e ottavo posto assoluto. Un esordio che permette ai fratelli Maserati di conquistare il cuore di tanti gentleman driver italiani e non soltanto. La Tipo 26 era rossa, il colore dell’Italia nelle corse, aveva un motore a 8 cilindri verticali in linea per una cilindrata complessiva di 1492 cc e 120 cavalli di potenza a 5300 giri. Nasceva sui telai della Diatto 30 sport che Maserati aveva acquistato prima della chiusura del reparto corse della casa torinese. La storia della Maserati comincia da qui, comincia da una corsa storica come la Targa Florio. E in meno di un anno la Tipo 26 comincia a conquistare piazzamenti importanti, molto spesso con lo stesso Alfieri alla guida: terzo posto assoluto al Gran premio di Tripoli del 1927, terzo posto assoluto alla Targa Florio. L’8 maggio alla Coppa Messina, Alfieri, accecato dalla polvere, finisce fuori strada, rischia la vita. Ma pochi giorni dopo dalla Sicilia parte un telegramma: “Dio assiste la nostra famiglia”.  La storia continua e, mentre Alfieri che in quell’incidente ha perso un rene, cosa che poi si rivelerà fatale nel 1932, si rimette in forma, Emilio Materassi diventa campione italiano assoluto con la Tipo 26.

I piloti Maserati
Borzacchini, Fagioli, Varzi, Campari, Trossi, Taruffi, Villoresi, Cortese e l’immenso Nuvolari sono i nomi dei grandi campioni del volante che hanno portato la Maserati al successo sulle strade e sulle piste di tutto il mondo prima della seconda Guerra Mondiale.  Tutti i piloti che hanno costruito la storia delle corse in Italia sono passati dalla Casa del Tridente che in quegli anni ha cominciato a esportare anche i suoi successi andando a conquistare due edizioni della 500 Miglia di Indianapolis nel 1939 e 1940 con Wilbur Shaw. Storia che poi è continuata dopo la guerra con il Mondiale di Formula 1, Fangio, Ascari, Moss, Brabham, Phil Hill, Scarfiotti, Maria Teresa de Filippis, Surtees, Pedro Rodriguez. La Maserati in pista ha attirato i piloti migliori.

Da Indianapolis ai due Mondiali di Formula 1
La Maserati è stata regina dei due mondi. Ha conquistato l’America vincendo due volte la 500 miglia di Indianapolis e l’Europa aggiudicandosi due campionati del Mondo di Formula1. Le vittorie di Indianapolis (1939 e 1940) portano la firma di Wilbur Shaw, poi diventato anche presidente dell’Indianapolis Motor Speedway. La Maserati conquistò l’America grazie a Michael Joseph “Mike” Boyle, pittoresco e tutt’altro che immacolato personaggio di Chicago, che si era messo in testa di vincere a Indianapolis con una vettura gestita da una sua squadra. Acquistò una 8CTF, la ribattezzò Boyle Special e la affidò a Wilbur Shaw, già vincitore nel 1937, che realizzò una doppietta, sfiorando poi anche la terza vittoria consecutiva nel 1941, sfumata solo per un problema a una ruota. Vincere a Indianapolis era un risultato straordinario anche dal punto di vista commerciale, ma in quegli anni scoppiò la Seconda Guerra Mondiale.

Nel dopoguerra la Maserati ricomincia a vincere con una mezza dozzina di vetture che, nascoste presso la Scuderia Milan, erano sfuggite alla distruzione che aveva colpito molte fabbriche del nord Italia. Ma è nel 1950, con la nascita del Mondiale di Formula 1, che la Maserati torna definitivamente protagonista in quello che all’inizio è uno spettacolo quasi interamente riservato alle case costruttrici italiane. La Maserati è già in pista a Silverstone il 13 maggio 1950, giorno della prima gara del campionato. Non c’è ancora la Ferrari, ma la Maserati è presente in grande stile. Schiera una 4CLT/48 ufficiale, iscritta dalle Officine Alfieri Maserati e affidata a Louis Chiron, ma al via le monoposto con il Tridente sono addirittura sette. La svolta avviene però nel 1952 quando la nuova formula regolamentare, permette alla Maserati di partecipare al Campionato con una squadra ufficiale e due piloti argentini destinati a scrivere la storia, Juan Manuel Fangio e Froilan Gonzalez e l’italiano Felice Bonetto. Nel 1953 arrivano le prime pole position e la prima vittoria in Formula 1 quando il 13 settembre Fangio conquista il Gran premio d’Italia a Monza. L’anno successivo è quello della 250 F che debutta con due vittorie con Fangio in Argentina e in Francia. Per il pilota argentino è l’inizio di una stagione trionfale che lo porterà al secondo mondiale, ma anche a saltare sulla nuova Mercedes fin dal Gran premio di Gran Bretagna. Nel 1956 la Maserati vincerà due gare straordinarie a Monaco e a Monza con un altro asso del volante, Stirling Moss. Fangio tornerà poi in Maserati nel 1957 per conquistare altri quattro Gran premi e il suo quinto titolo iridato, questa volta guidando soltanto la vettura del Tridente, la straordinaria 250F. Il cambiamento del regime politico in Argentina, paese in cui grazie ai successi di Fangio, la Maserati aveva dei buoni risultati commerciali, costringono la casa del Tridente a cambiare vita e ad abbandonare le competizioni. Fornirà ancora in motori, Surtees vincerà ad esempio in Messico nel 1966 con una Cooper motorizzata Maserati e Rodriguez farò lo stesso in Sud Africa nel 1967, ma per vedere una vettura ufficiale in qualche competizione bisognerà attendere.

Il ritorno in pista con la MC12
Quarantasette anni dopo il titolo Mondiale di Fangio, la Maserati torna in pista nel settembre 2004 per una nuova sfida, questa volta tra le vetture GT, con una vettura straordinaria, la MC12. Dodici cilindri, telaio in monoscocca in fibra di carbonio, baricentro basso, un’auto nata per correre e per vincere e infatti in pista ha collezionato tra il 2004 e il 2010 la bellezza di  22 vittorie (di cui 3 successi assoluti alla 24 Ore di Spa) e 14 titoli nel FIA GT tra Coppe Costruttori, Campionati Piloti e Campionati a Squadre, in particolare due Coppe Costruttori, quattro titoli internazionali piloti (Bertolini, Bartels tre volte e Thomas Biagi una) e un mondiale piloti nel 2010 quando il campionato Fiat Gt1 ha assunto tale denominazione ed è stato conquistato da Andrea Bertolini e Michael Bartels.

“Abbiamo fatto qualcosa di incredibile, abbiamo ottenuto con la Maserati il quarto titolo internazionale – ricorda Andrea Bertolini, oggi responsabile dei collaudatori Maserati –  Di solito si dice che il primo successo non si scorda mai, ma ora devo ammettere che questo Mondiale, l’ultimo successo, è sicuramente stupendo. Vincere per la prima volta è difficile, ripetersi lo è ancora di più… Le chiavi di questo successo stanno nell’avere avuto a disposizione una vettura consistente, veloce, come un compagno come Michael Bartels che considero un fratello, e una squadra con motivazioni pari alle mie. Siamo andati forte anche quando avevamo la zavorra, abbiamo attaccato nei momenti giusti e siamo stati bravi ad evitare situazioni difficili. Questa è determinazione. Il merito è di tutti”.

Il ritorno in pista con la MC20
La MC20 segna il ritorno nel mondo delle corse per Maserati. Un’auto tecnologicamente avanzata con un motore turbo di concezione inedita che permette al Tridente di entrare in una nuova Era con un tipo di vettura fino a oggi assente dalla sua gamma. La MC20 ricorda nel nome la MC12 che dopo 47 anni riportò alla vittoria, sulle piste di tutto il mondo, Maserati Corse, un nome legato alle competizioni da sempre.

Le corse sono sempre state nell’anima della Maserati che ora con la MC20 torna a strizzare l’occhio a chi vuole gareggiare con una Maserati, ma anche a chi vuole guidare in strada una super sportiva italiana dalle prestazioni entusiasmanti e dalla linea elegante. MC20 è il biglietto da visita della casa che entra nella nuova Era MMXX con una vettura completamente made in Modena, primo prodotto del Maserati Innovation Lab, con un motore Turbo V6 studiato, progettato e prodotto proprio per sposarsi nel migliore dei modi con un telaio in carbonio nato per diventare in futuro anche completamente elettrico. MC20 nasce in versione Coupé, ma avrà una sorella Spider con Hard Top retraibile e poi una versione elettrificata ad alte prestazioni.

MC20 segna l’ingresso di Maserati nel segmento delle Super Car Sportive che nel 2018 ha avuto un volume di 19 mila unità, allargando il portafoglio delle offerte della casa che ha recentemente rimodernato anche Ghibli, Quattroporte e Levante, offrendo così una gamma completa per tutte le tipologie di clienti.

La sportività della MC20 salta subito all’occhio quando vedi l’aggressività della vettura studiata al Centro Stile Maserati. Aggressiva, ma elegante e subito individuabile grazie alle porte ad ali di farfalla che non sono soltanto un segno estetico forte, ma anche il modo migliore per rendere comodo l’ingresso a bordo di guidatore e passeggero

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