Alcune cose che abbiamo imparato in questo anno ‘pandemico’. Cose da tenere a mente per la prossima ‘emergenza’

Chi avrebbe immaginato solo un anno fa di non poter prendere la macchina ed andare a trovare un amico, o il vecchio padre? Di dover portare un documento precompilato per uscire di casa?

Alcune cose che abbiamo imparato in questo anno ‘pandemico’. Cose da tenere a mente per la prossima ‘emergenza’
Alcune cose che abbiamo imparato in questo anno ‘pandemico’. Cose da tenere a mente per la prossima ‘emergenza’

La democrazia non esiste. Lo sapevamo. Ma quando quelli che controllano quelli che ci rappresentano hanno fretta di raggiungere un obiettivo, allora i nostri ‘rappresentanti’ devono piegarsi in avanti e rilassarsi, ed obbedire senza discutere troppo. Lo sanno fare bene, sono stati selezionati e tirati su proprio per questo. Ma ora ci chiedono di fare lo stesso, senza nemmeno l’ausilio di una noce di… ‘petrolato bianco’ volgarmente noto come vaselina.

La libertà non esiste, è solo una illusione. Non esiste quella intellettuale, di pensiero, di parola. Non esiste la libertà di scelta, non esiste quella fisica. Fino a quando serve ci lasciano fare, va bene così. Quando dicono basta però, dobbiamo fermarci come dei cani che sentono il comando ‘fermo!’. Questa non è libertà, ma forse adesso le masse iniziano a rendersene conto. Ogni paese ha – chi più chi meno a modo suo imposto un vero e proprio stato di polizia ai propri cittadini. Sudditi. Chi tra chi ci legge avrebbe immaginato solo un anno fa di non poter prendere la macchina ed andare a trovare un amico, o il vecchio padre? Di dover portare un documento precompilato per uscire di casa? Di doversi sottomettere ai controlli di militari e forze dell’ordine, giustificando la propria destinazione? Di non poter prendere un aereo per andare a trovare i genitori? Di doversi far infilare uno stecco nel naso per ottenere un nulla osta per prendere un volo, o per poter rientrare in Italia? O per poter uscire di casa se sospettato della più grande infamia del secolo e cioè di essere un… ‘asintomatico’. Di non poter prendere un caffè o un bicchiere di vino seduto ad un tavolino del bar dopo le 6 di sera? Di essere obbligato ad indossare una mascherina – sulla cui efficacia gli ‘esperti’ stanno ancora litigando e che all’inizio di questa orrenda storia era addirittura sconsigliata – sempre e in ogni caso? Di guardare con paura e diffidenza chiunque ci passi troppo vicino, di provare rabbia se qualcuno abbassa la mascherina in nostra presenza? Nessuno avrebbe potuto immaginare che ci saremmo ritrovati – che ci avrebbero ridotti – a questo punto. Solo un anno fa…

I giornalisti. Nella stragrande maggioranza degli infingardi, bugiardi, asserviti ai propri padroni. I quali a loro volta devono obbedire ai propri padroni, naturalmente. La gestione di questa ‘pandemia’ dal punto di vista mediatico è stata una vera e propria schifezza. E avrei voluto dire merda. L’idea era quella di tenere sotto controllo la popolazione facendo del vero e proprio terrorismo mediatico ma il progetto messo in mano ai giornalisti si è trasformato in un pastone per suini maleodorante e vomitevole. Un pastone comunicativo che ha confermato quanto sarebbe importante – volendo raggiungere determinati obiettivi per quanto biechi – affidare il tentativo di manipolazione delle masse a qualcuno che non è costretto a fare il giornalista per vivere.

I social media. Youtube, facebook, twitter, instagram, whatsapp, mettiamoci anche Google. La rovina di questo ultimo decennio. Oltre a rincoglionire ulteriormente le generazioni più nuove che di tutto avrebbero bisogno ma non di ulteriore rincoglionimento, i social media hanno diviso, alimentato, fomentato, registrato, monitorato, incassato, obbligato, denunciato, indirizzato, aizzato, guadagnato, minacciato, demonetizzato, censurato. I social media – ai quali le masse si sono attaccate come i lattonzoli ai capezzoli della scrofa – hanno finalmente gettato la maschera. Ci hanno detto come dobbiamo pensare, cosa possiamo dire, cosa non dobbiamo scrivere, ci hanno minacciati, censurati, corretti, bloccati, cancellati. E invece sono loro che andrebbero azzerati, eliminati, chiusi e la chiave poi gettata nella caldera di un vulcano attivo. Sarebbe un mondo migliore.

La manipolazione delle masse non conosce confini. Sulla storia della epidemia o pandemia come volete chiamarla – davvero grave o meno questo ancora non lo sappiamo – causata da un pipistrello, da un pangolino, da un laboratorio nel cuore della Cina poco importa ci sono saltati sopra con un balzo. Già il giorno dopo l’inizio della cosiddetta ‘emergenza’ abbiamo iniziato a sentir parlare di vaccinazioni a tappeto, della fine del denaro contante, della nascita della cashless economy, dei monopattini per deficienti, delle piste ciclabili, del new normal, dei cambiamenti sociali irreversibili che ci aspettano, del distanziamento sociale perenne, delle applicazioni di tracciamento obbligatorie, dei passaporti sanitari… Tutto per il nostro bene, e tutto nel nome della sicurezza. E se non ci interessa la nostra sicurezza, allora nel nome della sicurezza degli altri, per i quali noi siamo stati nominati responsabili e punibili. È peccato immaginare che tutto questo fosse già pronto, e che al segnale del direttore l’orchestra del Titanic composta da giornalisti, influencers, politici e virologi televisivi ha iniziato a suonare la nostra marcia funebre?

I virologi da televisione. In parte probabilmente lì apposta per reggere il moccolo alla storia ufficiale, ripagati dall’attenzione del pubblico e da lauti gettoni di presenza per le ospitate televisive. Hanno detto tutto e il contrario di tutto. Con immutata convinzione e veemenza. Non hanno dato risposte credibili alle questioni che teoricamente dovrebbero conoscere come il padrenostro, hanno cambiato versione nel corso del tempo per adattarla alla verità ufficiale (anche quella in continua evoluzione). Mascherina sì, no, forse, assolutamente sì. Gli anticorpi non sappiamo, forse sì ma solo per qualche mese, magari anche no. Chi è a rischio e chi no, ma in fin dei conti a rischio lo siamo tutti. La variante inglese, brasiliana, sudafricana ma non sappiamo come perché quando se… e infine i vaccini. Servono ma non proteggono dalla trasmissione, anzi servono ma solo quelli prodotti in occidente… danno reazioni gravi ma forse no, i vecchi che muoiono dopo la prima iniezione sarebbero morti lo stesso perché erano vecchi e malati ma quelli che muoiono lo stesso – se positivi al tampone – sono assolutamente morti di covid. Amen. Dall’alto del loro pulpito televisivo si sono sentiti autorizzati a dare ordini, esprimere opinioni gravi su questioni di carattere politico, sociale, educativo, psicologico che esulano (per fortuna) completamente dalle loro competenze.

E poi ci sono i cittadini. Il popolo. Il gregge se volete anche se non fa piacere sentirselo dire. Ma per come ci siamo comportati, quasi tutti, accettando passivamente, giustificando a volte, arrabbiandoci ma solo a parole o sui social altre volte… pecore è ancora un complimento.

Forse dovremmo iniziare a svegliarci.

 

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