I bambini in aereo rompono spesso le palle (e Japan Airlines finalmente lo ha capito ed ha fatto qualcosa)

Spesso al bambino ‘rompipalle’ (sarà una situazione causa-effetto?) si associano dei genitori che non avrebbero potuto generare altro che un bambino ‘rompipalle’. Il pupo urla, loro non fanno niente…

I bambini in aereo rompono spesso le palle
I bambini in aereo rompono spesso le palle

A volte penso di avere una specie di sfiga specifica che mi segue su ogni volo, voli intercontinentali in testa. Regolarmente a una o due file da me c’è almeno un bambino ‘rompipalle’. Il che si traduce in ore insonni con le urla del ‘rompipalle’ ad infastidire tutti quelli che hanno avuto la sventura di finirci seduti vicino.

Spesso al bambino ‘rompipalle’ (sarà una situazione causa-effetto?) si associano dei genitori che non avrebbero potuto generare altro che un bambino ‘rompipalle’. Il pupo urla, loro non fanno niente, continuano imperterriti a guardare il film che da mesi aspettavano di guardarsi in aereo, o al massimo dispensano qualche sorriso ebete agli sfortunati vicini di posto. Un sorriso che dice “eh… è un bambino… bisogna portare pazienza…”. Pazienza un accidenti.

E quando il bambino finalmente si calma ecco che immancabilmente i genitori iniziano a giocarci, lo fanno urlare (di gioia o di rabbia perché adesso è stanco e vuole dormire. Lui.) lo eccitano, lo spupazzano, e il risultato è che ricomincia a fare casino. Bravi, complimenti, siete dei geni.

E poi le coppie ‘moderne’, quelle in cui il giovane papà si prende cura del pupo in tutto e per tutto come se lui fosse la mamma. Cambio dei pannolini interminabile nei bagni dell’aereo, passeggiata con il bimbo in braccio su e giù per l’aereo alla ricerca di sorrisi di approvazione, allattamento (al biberon di solito) compreso. E di solito il pupo non gradisce, e lo dimostra strillando (ancora) come un’aquila, mentre viene portato in giro per l’aereo dall’orgoglioso genitore. Rompendo così i coglioni anche a chi aveva avuto la fortuna di non essere seduto vicino alla famigliola. La mamma seduta al proprio posto non fa nulla, non è il suo turno di lavorare, e poi è così bello che si renda conto che quando lo prende in braccio lui il piccolo vuole la mamma…

Fatta questa doverosa premessa passiamo alla notizia. Japan Airlines offre ora la possibilità di scegliere il posto in aereo lontano dai bambini, indicando in fase di prenotazione con un’icona apposita la presenza di un ‘infant’ così da potersi sistemare a distanza di, diciamo così, sicurezza.

Ottima iniziativa, che speriamo venga presto copiata anche da altre linee aeree, visto che sono perennemente alla ricerca di nuovi modi per attirare clienti e riempire al massimo della capienza possibile i propri voli. Tempo fa avevo immaginato la possibilità di voli ‘kids free’, e spero ancora che questo possa accadere. Nel frattempo questo sarebbe un timido, utile, primo passo nella giusta direzione.

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