La disinformazione e la propaganda dei media ufficiali. E la Terza Guerra Mondiale.

Intervista a Michel Chossudovsky - Global Research http://www.globalresearch.ca/
29 GIUGNO 2014

"Penso che ci si debba concentrare sulla questione della disinformazione da parte dei media. Sul fatto che l'opinione pubblica non viene informata su quanto sta succedendo, sul fatto che venga detto al pubblico che vere e proprie azioni di guerra siano invece azioni per il mantenimento della pace, o operazioni umanitarie"

DI ALESSIO CRISTIANINI



Michel Chossudovsky

Michel Chossudovsky

Stiamo vivendo un periodo storico difficile. Non che le generazioni che ci hanno preceduti se la siano passata molto meglio. Ma forse questo inizio del nuovo millennio, tra crisi politiche e militari, crisi economiche, 'attentati' avvenuti o annunciati, non è uno dei periodi migliori. E stiamo usando un eufemismo. A questo aggiungiamoci il progresso tecnologico che ha radicalmente cambiato le modalità della comunicazione, l'informazione e la disinformazione, la manipolazione e la percezione della realtà da parte della popolazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ma non tutti sono in grado di vederlo.

Aprite un quotidiano, uno qualsiasi, sintonizzatevi su un telegiornale, uno qualsiasi. Pensate davvero di poter capire quello che sta succedendo in Italia, o nel mondo, grazie all'informazione ufficiale? Perché i giornalisti vengono ormai sempre più spesso definiti 'presstitutes' combinando in un abile gioco di parole la parola 'press' e 'prostitute'? Forse perché i loro 'servizi' ormai ricordano più quelli della seconda delle due? Forse.

Stiamo vivendo un periodo di grandi conflitti, di riassestamento a livello geopolitico. Intere popolazioni sono devastate fisicamente, psicologicamente, culturalmente, anche a poche migliaia di chilometri (centinaia in alcuni casi) da casa nostra. E noi non lo sappiamo. O sappiamo quello che è utile farci sapere. Poi i campionati del mondo di calcio, le Olimpiadi, Miss Italia e qualche reality show tanto imbecille quanto inutile ci aiutano a pensare ad altro.

Eppure grazie a internet e ad un po' di sana curiosità non ci vorrebbe molto per attingere a fonti di informazioni più obiettive e complete. Come ad esempio nel caso di Global Research http://www.globalresearch.ca/ considerato uno dei canali più attendibili e importanti per quanto riguarda l'informazione su internet.

Global Research - Centro per la ricerca sulla Globalizzazione - ha sede a Montreal, Canada, ed è e diretto (oltre che fondato) dal Professor Michel Chossudovsky, Professore Emerito di economia presso l'Università di Ottawa. Michael Chossudovsky è anche un prolifico autore, alcuni dei suoi molti libri sono stati tradotti e pubblicati anche in Italia (La Globalizzazione della povertà e nuovo ordine mondiale, Guerra e globalizzazione. La verità dietro l'11 settembre e la nuova politica americana, e La crisi albanese - Edizioni Gruppo Abele). Il Prof. Chossudovsky è un collaboratore dell' Encyclopaedia Britannica e il suo lavoro sull'ex Yugoslavia (tanto per ricordare una guerra ancora molto poco chiara che si è combattuta a poche centinaia di chilometri da casa nostra) gli ha fruttato la medaglia d'oro al merito da parte del governo della Serbia.

Un'ultima cosa, prima di lasciare la parola al Professor Chossudovsky, che ha accettato di essere intervistato da ADVERSUS. Se il vostro inglese non è dei migliori, non preoccupatevi, esiste anche una versione in lingua italiana di Global Research, e la trovate a questo indirizzo http://www.globalresearch.ca/category/italiano

Iniziamo dalle notizie che fanno i titoli di testa dei quotidiani e di apertura dei notiziari in queste settimane. ISIS (o ISIL). Ci dicono che è la nuova minaccia, globale, una minaccia da temere ovunque ci troviamo, Europa, Stati Uniti, Canada... Cosa è questo ISIS? Chi c'è dietro questa fantomatica sigla che non conoscevamo fino a pochi mesi fa?

ISIS sta per Islamic State of Iraq and Al-Shaab, viene anche chiamato ISIL Islamic State of Iraq and the Levant oppure Islamic State of Iraq and Syria. Se vogliamo capire gli eventi in Iraq e in Siria dobbiamo renderci conto del fatto che questa entità è una creazione dell'intelligence americana. Non è una formazione indipendente, è finanziata da Qatar e Arabia Saudita, è addestrata e reclutata in accordo con Washington. Pertanto non abbiamo a che fare con l'incursione di un gruppo terrorista, ma con un gruppo paramilitare che persegue un progetto e quel progetto è essenzialmente quello di dividere l'Iraq in tre separati territori.

Sono almeno 13 anni che viviamo in uno stato di guerra perenne. Siamo stati avvisati dei pericoli provenienti dai paesi del cosiddetto "Asse del male" e adesso altri paesi sembrano minacciare la civiltà occidentale, perché odiano il nostro stile di vita e la nostra democrazia... Quale é il paese che, al momento, rappresenta il più grande pericolo per la sicurezza, a livello globale, e perché?

Il paese più pericoloso, quello che minaccia il futuro dell'umanità intera in questo particolare momento storico, sono gli Stati Uniti d'America. Non la popolazione americana, ma lo stato americano, la struttura, il sistema finanziario comprese le compagnie petrolifere, il complesso industriale militare.

Anche loro la hanno chiamata 'la guerra lunga', è definita nella loro dottrina militare, la conduzione di teatri di guerra multipli e simultanei in diverse parti del mondo. Ma anche di guerre non convenzionali. E se si esaminano i vari conflitti in giro per il mondo, si scopre che l'intelligence americana è coinvolta direttamente in azioni di destabilizzazione e di distruzione di paesi sovrani.

Se vogliamo concentrarci sui paesi del cosiddetto "Asse del male", prendo ad esempio la Corea del Nord. Sono in pochi, in Europa o nel Nord America, a sapere che durante la guerra di Corea, la Corea del Nord ha perso fino al 30% della sua popolazione a causa di bombardamenti aerei da parte degli Stati Uniti, bombardamenti a tappeto. E c'è una frase molto famosa del Generale Curtis LeMay, che sostiene che nel corso di 20 mesi di bombardamenti sia stato eliminato il 20% della popolazione della Corea del Nord. Gli Stati Uniti hanno calcolato di aver ucciso almeno il 20% della popolazione, ma in realtà i numeri sono ancora più alti. Qualsiasi paese che abbia perso il 20%, o il 30%, della propria popolazione in conseguenza di un atto di aggressione da parte degli Stati Uniti non costituisce una minaccia per la sicurezza globale.

Se poi guardiamo alla questione delle armi nucleari, gli Stati Uniti hanno un arsenale formidabile, a adesso hanno addirittura riclassificato l'utilizzo delle armi nucleari in seguito ad una decisione del loro Senato nel 2002, decisione che consente l'uso di armi nucleari in teatri di guerra convenzionale senza le disposizioni esistenti nel periodo della Guerra Fredda che prevedevano consultazioni con le altre superpotenze. Adesso siamo in una situazione in cui le armi nucleari sono parte di quella che i militari chiamano 'la cassetta degli attrezzi' che possono essere usate assieme alle altre armi convenzionali. Si tratta di una congiuntura molto pericolosa, perché stando ai rapporti dei militari - che fanno parte di una forza interna di propaganda - le armi nucleari vengono oggi descritte come "non pericolose per la popolazione civile circostante, poiché le esplosioni avverrebbero sottoterra".

Non ci pare che la situazione possa ispirare ottimismo. Se prova a guardare nel futuro partendo da quanto ci ha esposto in questa intervista, cosa vede? Si tratta chiaramente di situazioni che influenzano e sono destinate ad influenzare sempre più anche le nostre vite...

Penso, rispondendo a questa domanda, che ci si debba concentrare sulla questione della disinformazione da parte dei media. Sul fatto che l'opinione pubblica non viene informata su quanto sta succedendo, sul fatto che venga detto al pubblico che vere e proprie azioni di guerra siano invece azioni per il mantenimento della pace, o operazioni umanitarie, che quando la NATO interviene in un paese specifico, vedi ad esempio la Libia, questo è per venire in aiuto alla popolazione civile. Quando invece è un atto di guerra dal punto di vista della legge internazionale. Ciò che intendo dire è che i media giocano un ruolo molto critico e che è essenziale che la popolazione se ne renda conto, si sollevi, e riesca a stabilire un sistema di informazione che fondamentalmente sostenga gli interessi della società intera, e che non sia al di sopra della pace per quanto riguarda il programma militare.

Io sono particolarmente preoccupato per il fatto che al momento in Ucraina ci sia un governo nazista, non si tratta semplicemente di un governo che comprende due partiti neonazisti, è un governo nazista perché i simboli delle entità militari di questo governo sono svastiche o SS, e che il processo decisionale si basa su ideologie naziste.

E i media occidentali sono complici di questo, perché non informano il pubblico del fatto che i loro leaders supportano in effetti un regime nazista, e questo regime nazista sta commettendo atrocità nella parte orientale dell'Ucraina.

Pertanto, se vogliamo essere ottimisti dobbiamo ripristinare la verità nei media, dobbiamo liberarci di questo sistema di governo 'inquisitore', che potremmo paragonare all'inquisizione francese o spagnola, ma in effetti qui stiamo parlando di qualcosa di addirittura peggiore perché impone alla popolazione e alle loro menti un sistema basato su menzogne e invenzioni, e alla fine la menzogna diventa realtà, e sotto queste condizioni non vi è via di ritorno. Dobbiamo infatti assicurarci che almeno al livello delle idee e dei media la verità prevalga e che le persone vengano informate della natura di questo sistema politico ed economico, ed anche del pericolo di una Terza Guerra Mondiale.

Una terza guerra mondiale...

Vede, qualcuno sostiene che non si dovrebbe parlare di Terza Guerra Mondiale, almeno non usare questa definizione. Ma i militari la stanno usando, hanno disegnato e previsto scenari per la Terza Guerra Mondiale, la stanno preparando. Dobbiamo confrontarci con il fatto sono loro che parlano di Terza Guerra Mondiale, che questa è ormai un concetto vero e proprio.

Ci sta dipingendo uno scenario da 1984 che sta diventando realtà

Beh, siamo già andati oltre...

Alessio Cristianini | ADVERSUS

Ringraziamo il Professor Michel Chossudovsky, Professore Emerito di economia presso l'Università di Ottawa, direttore e fondatore di Global Research http://www.globalresearch.ca/ - Centro per la ricerca sulla Globalizzazione.

Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a e non rispecchiano necessariamente quelle di ADVERSUS (che spesso e volentieri sono ancora più critiche e negative di quanto espresso dagli intervistati...)

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