Potere, società e informazione

Paolo Barnard
Intervista a Paolo Barnard

Giornalista, ma soprattutto testa pensante - e scrivente - piuttosto scomoda. Una voce scomoda ma molto attendibile, e forse proprio per questo molto apprezzata e seguita, soprattutto su internet. Chi usa internet per informarsi, al di là dei tradizionali 'canali di informazione' conoscerà sicuramente Paolo Barnard, i suoi punti di vista, le sue 'battaglie'. Tutti gli articoli di Paolo Barnard, pubblicati sul suo sito ufficiale http://www.paolobarnard.info/ vengono regolarmente ripresi e rilanciati in tempo quasi reale da numerosi blog e forum online.

Giornalista. Alle spalle collaborazioni con alcune delle testate giornalistiche più importanti nel mondo della carta stampata (La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo di Genova, La Repubblica, La Voce di Montanelli, Micromega, Altrove, Golem del Sole 24 Ore) e della televisione (Samarcanda di Santoro durante la Guerra del Golfo - 1991, Report su RaiTre).

Paolo Barnard ha un punto di vista molto 'globale' quando si parla di economia, di (purtroppo) guerre, di informazione. Di Potere, con la P maiuscola. Nelle sue analisi e nei suoi articoli prende in considerazione gli eventi che influenzano - a volte in maniera drammatica - le esistenze di milioni di persone partendo dall'alto. Molto in alto. E lo fa con un linguaggio chiaro, comprensibile, diretto, come in questa intervista.

Parliamo di internet, tanto per iniziare. Internet viene proposto come il più grande strumento di democrazia e libertà. È davvero così? Dove sta la 'fregatura'?

Internet ha espanso la conoscenza e l'accesso al sapere in modo incalcolabile. Questo è come espandere l'irrigazione di un campo molto più di prima.

Tutto va bene finché la quantità d'acqua è quella giusta, ma cosa accade se l'acqua diventa un'alluvione? Accade Internet e l'informazione, cioè un allagamento ipertrofico di news che finisce col marcire tutto sotto una melma indistinta, eccessiva e incontrollabile. Questo fa oggi la rete nell'informazione. In particolare illude milioni di cittadini che basta stare incollati al pc per fare la lotta civica. Ecco che tutti ci siamo trasformati in attivisti di tastiera, è nato il "clicktivism", e nessuno più si dà da fare là fuori nei luoghi veri. Al massimo un paio di manifestazioni colorate all'anno, poi tutti di nuovo di fronte al pc. Questo fa il gioco del Potere.

Quando tutti, e dico tutti, i giornali e le televisioni occidentali dedicano gli spazi più importanti alla vicenda Wikileaks e Julian Assange... viene da chiedersi 'cui prodest?'. Lei che idea si è fatto di tutta questa storia?

Troppo presto per dare risposte, di fatto i 250.000 nuovi documenti di Wikileaks hanno rivelato solo cose marginali e che noi giornalisti sapevamo già da anni. Naturalmente i media ne hanno fatto un caso, ma solo per riempire pagine o fare audience. I governi hanno sofffiato sul fuoco solo per creare ulteriore distrazione di massa dai problemi assillanti dell'economia reale. Non so cosa veramente sia stata questa storia, se un colpo a casaccio di quel ragazzo per diventare una star o se è manovrato. Credo più alla prima.

Quando pensa al futuro prossimo che ci aspetta - parlo del mondo occidentale, non solo dell'Italia - lei è ottimista, pessimista, perplesso...

Pessimista.

Quanto è libero un giornalista di esprimere le proprie opinioni? Quanto sono davvero indipendenti i giornalisti, anche le grandi firme, che siamo stati educati a considerare come paladini della libera informazione, addirittura 'controllori del potere'? O sono davvero liberi ed indipendenti?

Chi è libero pensatore a 360 gradi e chi ha il coraggio di essere controllore del potere a 360 gradi - e questo include i nostri stessi colleghi e amici dei colleghi - viene isolato e distrutto, sempre. Per le grandi firme che stanno in primo piano i casi sono 2: o sono controllati, oppure non scalfiscono interessi forti e allora stanno ancora dove stanno. Come scrissi a uno di questi falsi paladini, cioè Marco Travaglio, il Potere è un vampiro che non si fa scappare i giornalisti liberi dai buchi del mantello per trovarseli in prima serata tv. La cosa patetica è che Travaglio, pochi mesi prima di finire in prima serata tv, aveva rilasciato a Faenza (05-07-06) questa dichiarazione. Leggetela e giudicate voi:

"In televisione è vietato tutto ciò che è libero, indipendente e autonomo, Perché? Perché non si sa mai cosa può dire uno libero, che non risponde, non si sa mai cosa potrebbe fare, non si sa mai cosa potrebbe raccontare, non si sa mai cosa potrebbe andare a scavare un giornalista, un attore, un intellettuale che non sia asservito. Se uno e' asservito e' controllabile, si conoscono le dimensioni del suo guinzaglio, e si sa anche chi lo tiene in mano il guinzaglio.

Chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell'altro un suo guinzaglio ce l'ha.

Si tratta a volte di scoprirlo, per quelli piu' furbi, che lo nascondono meglio, per altri si tratta di capire quanto e' lungo, ma non c'e' dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave, che si occupano di informazione, di attualita', o che si occupano di settori limitrofi, il guinzaglio c'e' e lo tiene in mano qualcuno.

Poi ci puo' essere qualcuno che ha il guinzaglio e pure e' bravo, non e' mica escluso, e' difficile, ma non e' escluso; la regola e' comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile , ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe li dentro non ci si entra."

Da dieci anni circa stiamo vivendo un momento storico, economico e politico, che forse nemmeno i nostri padri hanno vissuto. Lei ritiene che le più recenti guerre, le paure che gran parte delle persone si trovano quotidianamente a vivere, il cosiddetto 'terrorismo', la crisi economica... possano in qualche modo avere una comune origine, e magari un comune obiettivo finale?

No, non commettiamo l'errore di voler trovare gran disegni di grandi Vecchi dietro a eventi che sono immensamente diversi. Esiste una conseguenza negativa dei recenti fatti internazionali che sembra accomunarli tutti, e cioè che è nata la cosiddetta politica della paura, dove i governi impongono sui cittadini misure politiche, o economiche, o culturali inaccettabili col pretesto di combattere mali superiori che ci minacciano (Bin Laden, la crisi economica, le malattie epidemiche ecc.). Ma ritengo che questo sia un effetto che il Potere cavalca, non lo ha pianificato. Il Potere ha pianificato altre cose terribili, ma sono cose separate e non unite da una trama.

Che ruolo svolgono i media in tutto questo?

Come sempre pensano a conservare le poltrone e i privilegi e non a informare.

Lei ha scritto un saggio 'Il più Grande Crimine' (consultabile all'indirizzo http://www.paolobarnard.info/interventi_indice.php - oltre 60 pagine regolarmente aggiornate da nuovi approfondimenti). 60 pagine in costante aggiornamento non si riassumono in poche righe. Possiamo però provarci? Può provare a spiegare ai nostri lettori in cosa consiste questo 'Grande Crimine' e perché non ne sentiranno mai parlare al TG della sera o su uno qualsiasi dei quotidiani che acquistano in edicola?

E' la pianificazione partita circa 70 anni fa da parte dei poteri finanziari internazionali per tornare al potere assoluto di cui godevano prima dell'avvento delle democrazie partecipative, e che ha previsto la distruzione della sovranità degli Stati (in particolare quella monetaria), della loro autonomia legislativa, del loro potere di tutelare la cittadinanza e il lavoro, e dei cittadini stessi come attori politici. Ci sono riusciti in pieno e nel saggio spiego come, prove alla mano. Nel fare questo hanno seminato 50 anni di sofferenze indicibili. Ma basta guardarsi intorno e lo si vede…

Ha mai paura di esprimere le proprie idee? Le capita mai, rileggendo qualche suo articolo di pensare "forse questo non dovevo scriverlo, anche se è vero..."?

No.

I suoi articoli e le sue idee sono estremamente diffusi soprattutto su Internet, chi li legge ha però spesso già una visione molto in sintonia con la sua anche perché vengono ripresi da siti che hanno un tipo di pubblico molto selezionato in tal senso. Si è mai posto il problema di come si possono raggiungere 'gli altri'? Quelli che rappresentano la maggioranza silenziosa, spesso distratta da problemi reali, o attratta più dalle vicende del grande fratello che dalle questioni che influenzano drammaticamente anche le loro esistenze?

E' il mio cruccio continuo, infatti ogni volta che mi invitano a serate col pubblico io insisto che "siano chiamate le persone comuni, non i soliti attivisti". Purtroppo come giornalista sono stato allontanato da tutti i media di massa per cui lavoravo, e oggi fatico molto a raggiungere il pubblico medio.

Come se ne esce? Realisticamente, e non utopisticamente, secondo lei? O non se ne esce più e ormai i giochi sono fatti?

Ho risposto a questa domanda proprio ieri in una mail da una lettrice: "Il modo per uscirne c'è e potemmo uscirne alla grande. Immagina i tempi in cui due poveri sposini russi alla fame venivano spediti in Siberia a morire di sevizie, lasciando i propri figli a morire di stenti a casa, solo perché l'uomo si era dimenticato di levarsi il cappello al passaggio della padrona (lo scrisse Turgeniev). Lo sapevi che la storia della piccola fiammiferaia che muore di freddo nell'indifferenza dei passanti era vera? I netturbini inglesi raccoglievano ogni mattina decine di corpicini di bimbi morti di freddo per le strade di Londra. Quei tempi erano infinitamente più crudeli dei nostri, eppure le persone sono riuscite a cambiarli in meglio. Abbiamo sempre sconfitto la barbarie. Il fatto è che oggi non lo sappiamo più fare, siamo annichiliti, ma i mezzi ci sono eccome, e uniti vinceremmo chiunque e qualunque potere."

Grazie

Alessio Cristianini | ADVERSUS

Le opinioni espresse nelle interviste appartengono all'intervistato/a e non rispecchiano necessariamente quelle di ADVERSUS (che spesso e volentieri sono ancora più critiche e negative di quanto espresso dagli intervistati...)

LINKS SPONSORIZZATI