Vittorio Antonacci – Director. I contenuti prima di tutto

“Lavorare con le storie mi permette di essere su un altro livello di realtà e questa cosa mi piace tanto. Non potrei farne a meno. Non so, probabilmente se non fossi diventato un director mi sarei…”

Vittorio Antonacci - Director. I contenuti prima di tutto
Vittorio Antonacci – Director. I contenuti prima di tutto

Il cinema fa talmente parte della sua vita che non è nemmeno possibile capire quando ha iniziato veramente. Vittorio Antonacci ha firmato alcuni dei più suggestivi video musicali (uno dei più recenti il nuovo video di FRANCO 126 – Blue Jeans Feat Calcutta), spot pubblicitari (D&G) oltre a due film (e il terzo è un progetto che sta maturando) e in questa intervista parliamo dei suoi inizi come “videomaker”, del suo lavoro, dei suoi progetti. E siamo riusciti a rubargli anche qualche consiglio tecnico sulla sua ‘macchina da presa’ personale.

Come hai iniziato? Quali sono stati i tuoi primissimi passi nel mondo della produzione video?
Difficile trovare un vero inizio, le date convenzionali sono sempre state un fallimento, mio padre era un cineamatore e a casa ci sono sempre state reflex e videocamere che ho maneggiato sin da piccolissimo. Ho sempre avuto a che fare con l’immagine, poi è subentrato l’amore per le storie e non avrei potuto fare altro. Sicuramente l’arrivo a Roma e il mio primo corso di cinema hanno contribuito all’avvio della mia produzione audiovisiva in maniera decisiva.

Ricordi ancora il tuo primo, vero lavoro retribuito?
Credo sia stato durante gli anni universitari, mentre studiavo la Nouvelle Vague o le monografie dei grandi autori della New Hollywood andavo in giro per una webtv universitaria a collezionare servizi, marchette politiche per lo più. La borsa della videocamera era sempre piena di libri e durante le noiosissime conferenze a cui ero costretto a presenziare mi dissociavo per studiare il cinema.

Quale è stata la tua prima ‘macchina da presa’?
Come anticipavo prima ho sempre avuto un mezzo per registrare, a casa c’era anche una Super 8 con un proiettore portatile, un sogno. Il mio primo acquisto però, quando decidi per te cambia un pò tutto, è stata JVC GYHD 100 con i magici 3CCD. C’erano i primi arcaici apparecchi per usare le ottiche fotografiche con il corpo macchina, la registrazione era tutta su la miniDV, che venivano usate più e più volte. Mi sento un matusa se affondo nei ricordi tecnici, del resto è cambiato tutto, ad una velocità incredibile, e  io forse non me ne sono ancora accorto. Comunque la JVC è stata la prima videocamera che mi ha trasformato da un cittadino qualunque in un maledetto videomaker, da quel  momento potevo filmare tutto!

Quali sono le videocamere e le lenti – tra quelle accessibili dal punto di vista economico – che consiglieresti ad un filmmaker in erba?
Poichè non sono un matusa, una settimana fa ho comprato la Black Magic Pocket 4K. Lavorando con un direttore della fotografia la camera e le ottiche diventano una scelta artistica del D.O.P, elementi essenziali al servizio dell’atmosfera della storia. Mi capita di fotografare i miei lavori, amo in generale i prodotti Black Magic e mi piace combinarli con ottiche Super16, i vecchi zoom pesanti e poco incisi in grado di regalare una poesia unica.

Pensi che sia importante frequentare prima una scuola per potersi avvicinare a questa professione?
Ci sono tante strade sempre, bisogna solo sceglierne una. Per farlo al meglio bisogna conoscere se stessi. Una scuola è importante anche per chi ama il confronto e ha necessità di arricchirsi. Storia del cinema, estetica del cinema, l’analisi cinematografica sono essenziali alla formazione di uno sguardo. Naturalmente se non ti va di studiare e hai la frenesia di fare, il set insegna molto.

Quale è il tuo sogno nel cassetto? Il progetto su cui magari stai già lavorando, ma che non sei ancora pronto a realizzare?
A questa domanda potrei rispondere con 20 cartelle, ma non lo farò. C’è un film su cui lavoro da tempo, o so che per ora è presto, deve maturare. Credo sarà il mio terzo film.

I sassolini nelle scarpe. Cosa non ti piace nel mondo in cui tu ti muovi, vivi e lavori? Quali sono le cose che potendo cambieresti, o perché ingiuste, anacronistiche o non ‘logiche’?
Io amo le contraddizioni, anche se effettivamente c’è qualcosa che mi irrita particolarmente: l’assenza di idee. Tanta frenesia di realizzare prodotti, tanta bellezza e poi uno scarso lavoro sui contenuti. Mi piacerebbe vedere dei lavori più costruiti in fase di scrittura, con un pò di sostanza.

Cosa avresti fatto nella vita se non fossi diventato un director?
Ah non lo so, forse mi sarei dato all’eroina. Lavorare con le storie mi permette di essere su un altro livello di realtà e questa cosa mi piace tanto. Non potrei farne a meno. Non so, probabilmente mi sarei imbarcato su un Cargo.

Ringraziamo Vittorio Antonacci – Director
https://vimeo.com/vittorioantonacci
https://www.instagram.com/vittorio_antonacci/

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