“Dov’è la Libertà”, il grido di ribellione di Toni Veltri

Giovane cantautore di grande talento,Toni annovera nel suo percorso collaborazioni con artisti di fama internazionale…

“Dov'è la Libertà”, il grido di ribellione di Toni Velti - Ph. Francesco Cancarini
“Dov’è la Libertà”, il grido di ribellione di Toni Velti – Ph. Francesco Cancarini

Dopo il successo di “Verona”, dal 12 Marzo torna in radio e negli stores l’artista italo belga, Toni Veltri, con un nuovo singolo, “Dov’è la Libertà”  e un video la cui regia è di Carlo Neviani,  pubblicato in anteprima esclusiva su Radio Bruno Brescia, il 19 marzo;  dal 22 marzo su YouTube.

Giovane cantautore di grande talento,Toni annovera nel suo percorso collaborazioni con artisti di fama internazionale, quali Gianluca Grignani, Michele Zarrillo, Umberto Tozzi, Toto Cutugno, Antonello Venditti.

 “Dov’è la Libertà” vuol  toccare un tema fortemente attuale: la mancanza di controllo delle nostre vite in un momento in cui, a causa della pandemia globale, siamo limitati nella possibilità di movimento, d’incontro e socializzazione con gli altri, aspetti fondamentali per un artista. Ne abbiamo parlato con Toni…

“Dov'è la Libertà”, il grido di ribellione di Toni Velti - Ph. Francesco Cancarini
“Dov’è la Libertà”, il grido di ribellione di Toni Velti – Ph. Francesco Cancarini

 “Dov’è la libertà”: cosa ti ha portato a scrivere un testo così ricco di spunti di riflessione?

L’idea è nata in studio, ero un po’ perso nei miei pensieri e riflettevo su quello che ci stava succedendo, con rabbia, tristezza, paura, incomprensione. Mi sono girato verso il mio produttore Giancarlo Prandelli e il mio manager Massimo Galfano e ho detto con determinazione “voglio scrivere una canzone su quello che stiamo vivendo”: abbiamo preso la chitarra e abbiamo iniziato a scrivere.  

E il video, come è nata l’idea?

Con il video abbiamo voluto esprimere con maggior forza il senso di  angoscia, paura e frustrazione generati dalla situazione odierna. Si è voluto, infatti, accentuare un contrasto tra scene in esterna e scene più intime, riprese in una stanza: nelle prime sono in giro per Brescia ammirando la bellezza della città e della vita che scorre, offuscata dalla tristezza e dal senso di impotenza per quello che è il presente. Le altre scene, invece, sono più introspettive, da solo in una stanza mi rivolgo al pubblico e, a un certo punto del video, tolgo la mascherina in un gesto non tanto di protesta quanto di frustrazione: la non riconoscibilità dei volti ci rende come automi spersonalizzati… toglie tutto quello che di prezioso ognuno di noi possiede, la propria unicità, e a questo possiamo rassegnarci.

Il brano fa riflettere sui tempi che stiamo vivendo e sui sacrifici a cui siamo costretti, in particolar modo chi lavora nella musica e spettacolo. Cosa ti manca come artista?

Be’, ovviamente potrebbe sembrare una risposta scontata, mi manca il pubblico, condividere delle vere emozioni, non quelle virtuali dietro ad uno schermo! Questo perché per me l’arte, e ovviamente la musica, ha il potere di toccare tanta gente nello stesso momento. Noi artisti abbiamo una responsabilità, abbiamo una sensibilità diversa che bisogna sfruttare per il bene di tutti.

Cosa ti hanno lasciato le tante esperienze fatte con gli artisti italiani con cui hai collaborato?

Grazie a loro ho capito che cos’è essere un professionista, come affrontare il palco. Ho anche visto parte più oscure che mi hanno aperto gli occhi su tutto quello che il pubblico non vede. Umanamente, quello che mi ha lasciato un’ottima impressione è stato Gianluca Grignani. Penso che comunque da ogni artista ci sia sempre da imparare.

A cosa ti stai dedicando al momento dal punto di vista professionale?

Stiamo lavorando su un album e ad altre uscite che lo anticiperanno. Sperando di poter fare concerti il più presto possibile, cerco di continuare a crescere, sperimentare e fare musica.

Ph. Francesco Cancarini

https://www.toniveltri.com/

 

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