“GABBIE D’ORO”, IL NUOVO SINGOLO DI EMIL SPADA

Emil Spada torna con il suo nuovo singolo “Gabbie d’oro”, disponibile in radio e negli stores. Un brano che, utilizzando linee melodiche e arrangiamenti contemporanei… di Marco Zorzetto

“GABBIE D’ORO”, IL NUOVO SINGOLO DI EMIL SPADA
“GABBIE D’ORO”, IL NUOVO SINGOLO DI EMIL SPADA

Emil Spada torna con il suo nuovo singolo “Gabbie d’oro”, disponibile in radio e negli stores. Un brano che, utilizzando linee melodiche e arrangiamenti contemporanei, ha come scopo quello di porre in evidenza la superficialità che consiste nella ricerca esasperata dell’apparire, dello status symbol, nel volere essere a tutti i costi al centro dell’attenzione.

“Gabbie d’oro” è caratterizzato da un lungo solo di Sax, ed è accompagnato da un emozionante videoclip per la regia di Milo Barbieri , con sceneggiatura elaborata dallo stesso Emil che intende portare sullo schermo proprio l’immagine stessa della commercialità; la protagonista, infatti, è una ragazza “schiava” della società e dei suoi modelli ma che lo è pur di essere accettata, ed è interpretata da Astrid Toh, che con la sua professionalità, è riuscita a calarsi perfettamente nel ruolo. Ne abbiamo parlato meglio con Emil…

“GABBIE D’ORO”, IL NUOVO SINGOLO DI EMIL SPADA
“GABBIE D’ORO”, IL NUOVO SINGOLO DI EMIL SPADA

Com’è nato il tuo nuovo singolo “Gabbie d’oro”?
Era un periodo in cui facevo ascolti musicali davvero eterogenei, passavo da Caparezza a Morricone, dalle colonne sonore di film classici a produzioni indipendenti locali… questa commistione di generi mi ha fatto ragionare sulla enorme quantità di dati che ci viene costantemente proposta ogni giorno, oltre alla superficialità con cui questi vengono da noi interpretati e a nostra volta proposti. Volevo racchiudere tutto questo in un brano, volevo qualcosa che attirasse l’attenzione musicalmente e che, al contempo, attaccasse questo modo superficiale di vivere solo per apparire.

Parlaci del videoclip
C’era bisogno di una ragazza acqua e sapone, che cambiasse diversi outfit solo per essere accettata dalla società, questa l’idea di base da cui sono partito per realizzare la sceneggiatura.

Dopodiché mi sono detto che anche le location dovevano essere differenti e d’impatto e che dovevano rappresentare la quotidianità di una ragazza appariscente, una di quelle che non riesci a non voltarti a guardare quando passa, ma che è al contempo semplice tra le mura di casa. È nata così l’idea di farle fare una giornata tra shopping, di locali della movida, piscina…

L’aggiunta della mano che la prende e la trasporta da una location all’altra sottolinea la superficialità e la rappresenta come una sorta di ragazza oggetto, per lanciare un messaggio di disagio, quello che il mondo contemporaneo sottintende, quello che ci fa ridere durante tutto l’arco della giornata, ma essere tristi e depressi tra le mura domestiche.

Come sappiamo ti sei interessato all’arte sin da quando eri bambino, ti va di raccontarci come ti sei avvicinato al mondo della musica?
Mi piace sempre raccontare che ascoltavo le audiocassetta dei cantautori in auto con i miei genitori fin da piccolo, questo è sicuramente stato un grande input per indirizzarmi verso la musica; in realtà credo che la mia sia una passione innata, perché già a 3 anni saltavo sullo sdraio in spiaggia, cantando le canzoni estive in voga per intrattenere i bagnanti e i vicini di ombrellone.

Poi a 13 anni ricevetti una chitarra ed un cd dei Queen come regalo di compleanno e da li fu immediato amore.

C’è un artista in particolare al quale ti ispiri?
Sono cresciuto con tutto il “reparto cantautorale italiano”, è per questo che pongo moltissima cura in quello che scrivo e conseguentemente canto, oltre alla grande passione per la lettura, che mi dà una ulteriore mano… poi con la scoperta del rock in età adolescenziale, mi sono avvicinato a gruppi come Negrita, P.F.M., Litfiba, Bluvertigo, con quel genio assoluto di Morgan che apprezzo sia musicalmente che intellettualmente.

In ambito internazionale sono molto legato a tutto il periodo rock e hard rock che parte da fine anni ‘60 fino agli ‘80… senza contare che apprezzo anche il crossover, da Caparezza ai Rage Against the Machine, insomma non ho artisti di riferimento, ho la musica tutta come riferimento.

Quali sono i progetti futuri?
Con la mia etichetta PMS Studio di Raffaele Montanari, siamo già al lavoro sul prossimo singolo, un brano progressive-rock che vanterà una incredibile collaborazione a livello di videoclip, con un altro settore artistico; per me è infatti una grandissima emozione poter dar vita a questo progetto, che racchiude oltre alla musica un’altra mia grande passione che è il fumetto.

Dopo questo singolo, si giungerà, se non ci saranno intoppi, all’uscita del nuovo album, che racchiuderà in 8 brani, un eterogeneità di generi e temi.
La realizzazione dell’album è infatti legata alla miriade di ascolti fatti negli ultimi anni, che mi hanno portato a scrivere brani in diverse chiavi, dal rock al pop, dalla bossanova al crossover… sarà un album spartiacque col passato, una sorta di partenza per un “Emil 2.0” che, conscio dell’esperienza accumulata, vuole dar anelito ai suoi punti di forza e migliorare in ciò che è carente.

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A cura di Marco Zorzetto