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	<title>Psicologia maschile - La psicologia dell&#039;uomo su Adversus</title>
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	<title>Psicologia maschile - La psicologia dell&#039;uomo su Adversus</title>
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		<title>Consigli sulla gestione dei tipi di ansia</title>
		<link>https://www.adversus.it/gestione-ansia-consigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 23:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[nohp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ansia è un fenomeno purtroppo molto comune, un problema che può manifestarsi in diverse forme influenzando la qualità della vita di chi ne soffre</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/ansia-01-1024x576.jpg" alt="Consigli sulla gestione dei tipi di ansia" class="wp-image-24248" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/ansia-01-1024x576.jpg 1024w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/ansia-01-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/ansia-01-600x338.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/ansia-01-768x432.jpg 768w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/ansia-01.jpg 1240w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Consigli sulla gestione dei tipi di ansia</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ansia è un fenomeno purtroppo molto comune, un problema che può manifestarsi in diverse forme influenzando la qualità della vita di chi ne soffre. È una risposta emotiva naturale a situazioni percepite come minacciose, mediata dal sistema nervoso centrale, legata all&#8217;attivazione del sistema &#8220;lotta o fuga che prepara il corpo a reagire al pericolo rilasciando ormoni come adrenalina e cortisolo. Quando però questa risposta si attiva senza che ci sia una reale minaccia o situazione di stress, allora si parla di condizione patologica, una condizione che rende difficile la gestione della vita quotidiana, dei rapporti interpersonali, dei comuni problemi che solitamente affrontiamo e risolviamo senza ansie e senza paure immotivate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tipologie di ansia più comuni:</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Disturbo d&#8217;ansia generalizzato</strong> (GAD): caratterizzato da un&#8217;ansia eccessiva e persistente riguardo a vari aspetti della vita quotidiana.</li>



<li><strong>Attacchi di panico:</strong> episodi improvvisi di intensa paura o disagio che possono includere palpitazioni, sudorazione e sensazione di soffocamento.</li>



<li><strong>Fobie specifiche:</strong> ansia provocata da specifici oggetti o situazioni che conducono all&#8217;evitamento di questi stimoli.</li>



<li><strong>Disturbo da stress post-traumatico</strong> (PTSD): la risposta ritardata a un evento traumatico, con sintomi che includono flashback, incubi e ipervigilanza.</li>



<li><strong>Disturbo d&#8217;ansia sociale:</strong> una paura intensa delle situazioni sociali per timore del giudizio o dell&#8217;imbarazzo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna di queste forme richiede approcci di gestione e trattamento specifici, che possono variare dalla terapia farmacologica alla psicoterapia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trattamenti Tradizionali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Terapia Cognitivo-Comportamentale è particolarmente efficace per trattare diverse forme di ansia. Aiuta i pazienti a identificare e ristrutturare pensieri negativi e comportamenti disfunzionali. La Terapia Cognitivo-Comportamentale è sostenuta da una vasta ricerca scientifica che ne dimostra l&#8217;efficacia. Farmaci antidepressivi, come gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), o ansiolitici come le benzodiazepine possono essere prescritti, sebbene con attenzione a causa del rischio di dipendenza. Poi ci sono terapie mirate come ad esempio la terapia di esposizion che viene utilizzata soprattutto per fobie specifiche e disturbo d&#8217;ansia sociale e che consiste nell&#8217;esporre gradualmente il paziente a ciò che teme per ridurre la risposta ansiosa. Infine vale la pena ricordare anche pratiche come mindfulness e meditazione, pratiche che possono aiutare a ridurre l&#8217;ansia, migliorando la consapevolezza del momento presente e diminuendo la reattività emotiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove frontiere della telemedicina (trattamenti di psicologia online)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La telemedicina ha rivoluzionato l&#8217;accesso ai servizi di salute mentale, specialmente per il trattamento dell&#8217;ansia. Attraverso piattaforme digitali come ad esempio <a href="https://gam-medical.com/" data-wpel-link="exclude">gam-medical.com</a>, pazienti e terapeuti possono condurre sedute di terapia senza la necessità di incontrarsi fisicamente. Questo non solo aumenta l&#8217;accessibilità ma anche il comfort del paziente che può partecipare alle sedute dal proprio ambiente domestico. La valutazione dell&#8217;ansia può essere effettuata attraverso questionari online o interviste video, permettendo una diagnosi iniziale anche senza un incontro in persona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cose da tenere a mente quando si parla di ansia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ansia non è una condizione uguale per tutti; quindi, è cruciale che il trattamento sia adattato alle specifiche esigenze del paziente. Questo potrebbe includere una combinazione di terapie, modifiche allo stile di vita, e, se necessario, supporto farmacologico. La consapevolezza dei sintomi precoci dell&#8217;ansia e l&#8217;adozione di uno stile di vita equilibrato (esercizio fisico, dieta, sonno) possono prevenire l&#8217;escalation dei sintomi.</p>
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		<title>Cos&#8217;è la depressione autunnale?</title>
		<link>https://www.adversus.it/cose-la-depressione-autunnale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2023 02:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fenomeno della depressione autunnale è un vero problema con cui molte persone lottano ogni volta che arriva la stagione fredda</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2023/10/sad-1024x576.jpg" alt="Cos'è la depressione autunnale?" class="wp-image-22939" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2023/10/sad-1024x576.jpg 1024w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2023/10/sad-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2023/10/sad-600x337.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2023/10/sad-768x432.jpg 768w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2023/10/sad.jpg 1240w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cos&#8217;è la depressione autunnale?</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arriva la cosiddetta brutta stagione e la nostra mente inizia a popolarsi di brutti pensieri, poca voglia di alzarsi dal letto, pessimismo generalizzato, stanchezza costante e voglia di mollare tutto. Se anche voi vi riconoscete almeno in parte in questo quadro forse siete anche voi affetti dalla cosiddetta SAD, un acronimo in lingua inglese traducibile in disturbo affettivo stagionale. Il fenomeno della depressione autunnale è un vero problema con cui molte persone lottano ogni volta che arriva la stagione fredda. In questo articolo cercheremo di capire meglio cos&#8217;è la depressione autunnale, i sintomi e come affrontarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la depressione autunnale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La depressione autunnale, nota anche come disturbo affettivo stagionale (SAD), è un tipo di depressione che si manifesta durante i mesi autunnali e invernali. È un disturbo dell&#8217;umore scatenato dai cambiamenti stagionali, in particolare dalla diminuzione di luce solare e dalle temperature più fredde.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sintomi della depressione autunnale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi della depressione autunnale sono simili a quelli di altri tipi di depressione. Questi possono includere sentimenti di tristezza, disperazione e inutilità, perdita di interesse per le attività, cambiamenti nell&#8217;appetito e nei modelli di sonno, e difficoltà di concentrazione. Tuttavia, ci sono alcuni sintomi specifici associati alla depressione autunnale, come un aumento della stanchezza, dell&#8217;appetito (soprattutto per i carboidrati) e del peso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché gli uomini soffrono di più a causa della depressione autunnale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono diverse ragioni per cui gli uomini possono risentire maggiormente della depressione autunnale. Innanzitutto, gli uomini sono meno propensi a cercare aiuto per problemi psicologici, il che significa che potrebbero non ricevere il sostegno necessario per affrontare la depressione autunnale. Inoltre, gli uomini tendono a impegnarsi in più attività all&#8217;aperto, come lo sport e il lavoro all&#8217;aperto, che sono limitate durante i mesi più freddi. Questa diminuzione dell&#8217;attività fisica e dell&#8217;esposizione alla luce solare può contribuire allo sviluppo della depressione autunnale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come gestire la depressione autunnale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se pensi di soffrire anche tu di depressione autunnale, ci sono alcune misure che puoi prendere per affrontarla. Innanzitutto, è importante cercare l’aiuto di amici, familiari o rivolgersi ad uno psicologo. Parlare dei tuoi sentimenti può aiutare ad alleviare alcuni dei sintomi della depressione autunnale. Cerca di esporti il più possibile alla luce solare. Questo può essere ottenuto facendo una passeggiata durante il giorno o sedendosi vicino a una finestra. L&#8217;esercizio fisico regolare e una dieta sana possono anche aiutare a migliorare il tuo umore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli pratici ed efficaci per combattere la depressione autunnale</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Ecco alcuni consigli pratici ed efficaci per aiutarti a combattere la depressione autunnale:</h3>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li>Crea una routine. Mantieni una routine che includa sonno regolare, pasti ed esercizio fisico.</li>



<li>Esci all&#8217;aperto. Fai uno sforzo per trascorrere del tempo all&#8217;aperto, anche solo per una breve passeggiata.</li>



<li>Prenditi cura della tua salute fisica e mentale mangiando bene, facendo esercizio e prendendo delle pause quando necessario.</li>



<li>Socializza. Fai uno sforzo per restare in contatto con amici e familiari, anche se solo attraverso mezzi virtuali.</li>



<li>Cerca aiuto professionale. Se i tuoi sintomi persistono o diventano gravi, è importante cercare aiuto e rivolgersi ad uno psicologo.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">La depressione autunnale è un vero problema, un problema che colpisce molti uomini. Comprendendo i sintomi che caratterizzano la depressione autunnale e prendendo contromisure per affrontarla è possibile superare questo disturbo dell&#8217;umore. E ricordate sempre che non c&#8217;è niente di male a chiedere aiuto e a dare priorità alla salute, anche quella mentale.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;ansia da prestazione</title>
		<link>https://www.adversus.it/lansia-da-prestazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2023 22:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul lavoro, nello studio, ma anche nei rapporti quotidiani apparentemente più innocenti. L'ansia da prestazione può avere effetti molto negativi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/ansia-prestazione-1024x576.jpg" alt="L'ansia da prestazione" class="wp-image-22572" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/ansia-prestazione-1024x576.jpg 1024w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/ansia-prestazione-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/ansia-prestazione-600x337.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/ansia-prestazione-768x432.jpg 768w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/ansia-prestazione.jpg 1240w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;ansia da prestazione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sul lavoro, nello studio, ma anche nei rapporti quotidiani apparentemente più innocenti. L&#8217;ansia da prestazione può avere effetti molto negativi ed andare a scapito proprio della prestazione stessa.&nbsp;Ne parliamo con la D.ssa <strong>Francesca Cenci &#8211; </strong>Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanto conta l&#8217;educazione e quanto contano le prime esperienze nel determinare un soggetto più o meno predisposto a soffrire di ansia da prestazione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una predisposizione innata a sviluppare una natura ansiosa indubbiamente c’è, ma in questo genere di problemi il contesto gioca un ruolo determinante. Genitori apprensivi, molto richiedenti, che hanno aspettative troppo alte sui figli, peggiorano questo tratto e lo portano all’ennesima potenza. Ci sono persone adulte che continuano ad avere ansie da prestazione per tutto a causa di un antico retaggio del passato inculcato dai propri genitori, che non riescono a smaltire in alcun modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono gli errori più frequenti che lei nella sua esperienza professionale vede commettere da genitori che &#8211; magari con buone intenzioni &#8211; scatenano invece un problema che nei casi più gravi può diventare addirittura paralizzante?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza dubbio gli errori più frequenti sono richiedere ai figli continui risultati a scuola, negli sport e in ogni contesto competitivo. Criticarli di continuo per tutto e farli sentire sempre nell’occhio del mirino. Bisognerebbe smetterla di giudicare e imparare a farsi da parte. Sostenere ma in silenzio, infondere fiducia e trasmettere amore incondizionato. Rimarcare i comportamenti positivi e lodare per l’impegno e non per il risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E quali sono invece i consigli che lei si sente di dare a quei genitori che magari a volte sono troppo apprensivi, per riuscire a controllare le aspettative e il modo di comunicarle, soprattutto quando queste possono causare dei seri problemi nella vita adulta dei loro ragazzi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ansia genera ansia. Apprensione procura altra apprensione. Per infondere serenità bisogna essere tranquilli per primi, diversamente non faremo che creare problemi nei nostri figli, che sono delle vere e proprie spugne a recepire i nostri stati d’animo e ad assorbirli, soprattutto quelli negativi. E soprattutto dobbiamo toglierci l’idea che più siamo apprensivi più siamo in grado di cautelare i nostri figli, perché stare troppo addosso purtroppo spesso procura l’effetto contrario. la libertà deve essere alla base di qualsiasi forma di amore, anche se quando si parla di figli so benissimo che è la cosa più difficile da fare.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">In collaborazione con <a target="blank" href="https://www.margherita.net/" data-wpel-link="exclude">MARGHERITA.NET</a></p>


<div class="wp-block-image size-full wp-image-4272">
<figure class="alignright"><img decoding="async" width="200" height="200" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg" alt="Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport" class="wp-image-4272" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg 200w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><sub><strong>Francesca Cenci&nbsp;</strong>Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.</sub><br><sub>Nel corso di questi anni ha lavorato in svariati contesti di cura pubblici e privati come psicologo clinico, si è specializzata in rapporti di coppia e in sostegno alla genitorialità e il suo blog “due cuori e una famiglia” è molto seguito. Attualmente svolge la libera professione in due Poliambulatori privati a Salsomaggiore e a Parma, è consulente per due strutture psichiatriche del gruppo Gesin Pro.ges. ed è uno dei preparatori mentali della Federazione Italiana Tennis. Viene spesso invitata in programmi TV come psicologo, in qualità di esperto, <a href="http://www.francescacenci.it" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">http://www.francescacenci.it</a></sub></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quando è lei ad essere gelosa. Le donne e la gelosia</title>
		<link>https://www.adversus.it/quando-ad-essere-gelosa-e-lei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 23:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In qualsiasi relazione sana una dose minima di gelosia è fisiologica e naturale. Il problema è quando la gelosia diventa predominante, invadente e limitante...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2017/03/gelosia-donna-1024x576.jpg" alt="Quando è lei ad essere gelosa. Le donne e la gelosia" class="wp-image-21819" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2017/03/gelosia-donna-1024x576.jpg 1024w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2017/03/gelosia-donna-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2017/03/gelosia-donna-600x337.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2017/03/gelosia-donna-768x432.jpg 768w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2017/03/gelosia-donna.jpg 1240w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Quando è lei ad essere gelosa. Le donne e la gelosia</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di gelosia si pensa istintivamente all&#8217;uomo geloso. Eppure la gelosia è un sentimento che riguarda anche le donne, e in questo caso non è un problema di minor portata, tutt&#8217;altro. Abbiamo chiesto alla <strong>D.ssa Francesca Cenci, Psicologo</strong>, psicoterapeuta, psicologo dello sport, di aiutarci a capire meglio la gelosia, quando questa si declina al femminile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando la gelosia smette di essere &#8216;fisiologica&#8217; e inizia a diventare un problema? La gelosia da segno di affetto e interesse (quante persone si lamentano: lui/lei non è geloso!) diventa in certi casi un incubo per chi ne soffre e per chi la subisce. È possibile tracciare un limite che separi la normalità dalla patologia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, è possibile. In qualsiasi relazione sana una dose minima di gelosia è fisiologica e naturale. Il problema è quando la gelosia diventa predominante, invadente e limitante per la vita dell’altro. Diciamo che il termine per stabilire un confine tra norma e patologia sta proprio qui, ossia quando con la nostra gelosia condizioniamo negativamente il nostro partner e i suoi comportamenti. Quando si diventa possessivi e irragionevoli. Quando si inizia a controllare ogni mossa, si limita l’autonomia del partner e gli si impedisce di scegliere liberamente per se stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come si esprime la gelosia quando è lei ad essere gelosa? Come viene vissuta la gelosia dalla donna, se la confrontiamo con la gelosia dell&#8217;uomo che forse tutti conosciamo meglio nelle sue manifestazioni più evidenti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne generalmente hanno modalità differenti di esprimere la loro gelosia. L’uomo patologicamente geloso tende a impossessarsi quasi della quotidianità della compagna, impedendole proprio di frequentare amici, famiglia di origine e in alcuni casi addirittura l’ambiente di lavoro. Tende a isolarla per renderla interamente dipendente da sé sotto tutti i punti di vista. Le donne non fanno questo ma diventano esageratamente controllanti. Tengono sotto controllo costante le telefonate, le mail, i messaggi, in alcuni casi arrivano a pedinare o fare appostamenti. Diventano assillanti e soffocanti fino a portare il proprio uomo inevitabilmente ad allontanarsi da loro. Anche perché l’uomo quando sente messa in discussione la fiducia verso di lui, non riesce a restare in una relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali, nella sua esperienza clinica, le manifestazioni di gelosia più estreme da lei osservate?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da parte degli uomini ovviamente la violenza fisica oltre che i maltrattamenti verbali. Da parte delle donne quello che dicevo prima, gli atteggiamenti paranoici che le portano a perdere l’esame di realtà e fare cose assurde e ingiustificate, come controllare ogni mossa del proprio uomo fino ad arrivare a inseguirlo. Uno dei casi più curiosi che mi è capito nella mia esperienza clinica da parte di una donna è stata una mia paziente che aveva comprato un nuovo numero di cellulare e aveva iniziato a scrivere a suo marito fingendosi una sua collega, poi gli aveva dato un appuntamento e si era presentata lei per dimostrare che fosse di natura infedele.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare? Se ci si rende conto di nutrire dei sentimenti esagerati, di rendersi e di rendere impossibile la vita per colpa di una gelosia che non è giustificata (e anche se giustificata forse andrebbe vissuta in maniera diversa)? Come si supera questo ostacolo, se di ostacolo superabile si tratta?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui ci si accorge di ciò, io consiglio vivamente di iniziare un percorso terapeutico per risolvere questo comportamento che è dannoso per se stessi e per la persona che si ha al proprio fianco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro con un bravo terapeuta dovrebbe risolvere i problemi che stanno sotto la gelosia patologica, come la poca fiducia in se stessi, la bassa autostima e una grande insicurezza di base.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">In collaborazione con <a target="blank" href="https://www.margherita.net/" data-wpel-link="exclude">MARGHERITA.NET</a></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><a href="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg" data-wpel-link="internal"><img decoding="async" width="200" height="200" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg" alt="Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport" class="wp-image-4272" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg 200w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><sub><strong>Francesca Cenci&nbsp;</strong>Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.</sub><br><sub>Nel corso di questi anni ha lavorato in svariati contesti di cura pubblici e privati come psicologo clinico, si è specializzata in rapporti di coppia e in sostegno alla genitorialità e il suo blog “due cuori e una famiglia” è molto seguito. Attualmente svolge la libera professione in due Poliambulatori privati a Salsomaggiore e a Parma, è consulente per due strutture psichiatriche del gruppo Gesin Pro.ges. ed è uno dei preparatori mentali della Federazione Italiana Tennis. Viene spesso invitata in programmi TV come psicologo, in qualità di esperto, <a href="http://www.francescacenci.it" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">http://www.francescacenci.it</a></sub></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adversus.it/quando-ad-essere-gelosa-e-lei/" data-wpel-link="internal">Quando è lei ad essere gelosa. Le donne e la gelosia</a> proviene da <a href="https://www.adversus.it" data-wpel-link="internal">ADVERSUS MAGAZINE</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La depressione invernale</title>
		<link>https://www.adversus.it/la-depressione-invernale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 01:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le giornate corte, la mancanza di luce e di sole, il freddo, sono le cause solitamente legate a quello che viene definito dagli addetti ai lavori come Seasonal affective disorder (SAD)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image size-full wp-image-4275">
<figure class="alignright"><img decoding="async" width="400" height="400" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/depressione-invernale400.jpg" alt="Depressione invernale" class="wp-image-4275" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/depressione-invernale400.jpg 400w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/depressione-invernale400-300x300.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/depressione-invernale400-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Depressione invernale</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Le giornate corte, la mancanza di luce e di sole, il freddo, sono le cause solitamente legate a quello che viene definito dagli addetti ai lavori come Seasonal affective disorder (SAD). Come si manifesta la depressione invernale, e soprattutto come se ne esce? Ne parliamo con la D.ssa <strong>Francesca Cenci &#8211; </strong>Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.&nbsp;<strong>Come si manifesta, in base alla sua esperienza clinica, la depressione invernale, in quelle forme in cui questa influisce in maniera sensibile sulla qualità di vita, rapporti interpersonali, lavoro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il disordine affettivo stagionale è noto ai più col nome di “depressione invernale”, che anche se è un po’ gergale è una definizione molto immediata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato era considerata un disturbo dell’umore nel quale persone con una buona condizione di salute mentale, cadevano in depressione solo in uno specifico periodo dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però nell’ultima versione del manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) non è più considerata come un disturbo unico dell’umore ma alcune depressioni maggiori ricorrenti che si manifestano in specifici periodi dell’anno per poi regredire e ciclicamente tornare, vengono chiamate disturbi a “pattern stagionale”. Oggi questa forma di depressione è riconosciuta come una sindrome comune.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Dormono in maniera eccessiva, hanno poche energie e si percepiscono depresse. L’astenia, la sovralimentazione che può sfociare in obesità, la difficoltà a concentrarsi e i cali d’attenzione.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune persone sperimentano un serio cambiamento d’umore al cambiare delle stagioni. La classica SAD è INVERNALE. Generalmente verso l’inverno dormono in maniera eccessiva, hanno poche energie e si percepiscono depresse. Altri sintomi sono l’astenia, la sovralimentazione che può sfociare in obesità, la difficoltà a concentrarsi e i cali d’attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece coloro che ne soffrono verso l’estate percepisco uno stato di ansia generalizzata, con calo dell’appetito, irritabilità, nervosismo e insonnia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo problema riguarda in maniera indistinta uomini e donne, alla pari, oppure vi è una prevalenza in uno dei due generi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La distimia, ovvero la depressione causata da eventi esterni (lutti, separazioni, ecc…) comparirebbe nelle donne con una frequenza 2-3 volte superiore a quella degli uomini, mentre per la depressione maggiore il rapporto maschi/femmine è di circa 2 a 1. Il disturbo bipolare colpisce uomini e donne allo stesso modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ragione della maggiore incidenza del tipo di depressione più comune nel sesso femminile non si conosce. La SAD fa parte di questa categoria. È possibile &#8211; ma non certo &#8211; che l’organismo femminile, che ha funzioni riproduttive, ritmi biologici e ormonali complessi e variabili nel tempo sia più predisposto a disturbi emozionali. Tuttavia va detto che è probabile una certa sottostima dei casi di depressione negli uomini: più difficilmente delle donne, infatti, i maschi affrontano e accettano di sottoporsi a visite specialistiche, quindi a una diagnosi certa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come si reagisce a questo disturbo? Nelle forme più gravi, ma soprattutto in quelle forme non sufficientemente gravi che però hanno comunque una influenza negativa sulla gestione delle vita quotidiana, durante i mesi invernali?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo genere di disturbo, come già accennavo prima, è transitorio, perciò passa col finire della stagione che causa la fase depressiva (inverno o estate che sia). Io consiglio comunque un percorso di psicoterapia per superare il momento più critico e soprattutto per scongiurare il rischio di un ritorno, dato che tendenzialmente è ciclica.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">In collaborazione con <a target="blank" href="https://www.margherita.net/" data-wpel-link="exclude">MARGHERITA.NET</a></p>


<div class="wp-block-image size-full wp-image-4272">
<figure class="alignright"><img decoding="async" width="200" height="200" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg" alt="Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport" class="wp-image-4272" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2.jpg 200w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2016/12/francescacenci2-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><sub><strong>Francesca Cenci&nbsp;</strong>Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.</sub><br><sub>Nel corso di questi anni ha lavorato in svariati contesti di cura pubblici e privati come psicologo clinico, si è specializzata in rapporti di coppia e in sostegno alla genitorialità e il suo blog “due cuori e una famiglia” è molto seguito. Attualmente svolge la libera professione in due Poliambulatori privati a Salsomaggiore e a Parma, è consulente per due strutture psichiatriche del gruppo Gesin Pro.ges. ed è uno dei preparatori mentali della Federazione Italiana Tennis. Viene spesso invitata in programmi TV come psicologo, in qualità di esperto, <a href="http://www.francescacenci.it" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">http://www.francescacenci.it</a></sub></p>
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		<title>L&#8217;eiaculazione precoce. Cause e terapie per un problema più comune di quanto si pensi</title>
		<link>https://www.adversus.it/eiaculazione-precoce-cause-terapie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
		<category><![CDATA[noadsense]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli individui affetti da questo disturbo sono accomunati da un tentativo di difendersi dall'ansia generata dalla sessualità e, in particolare, dalle intense sensazioni erotiche che precedono l'orgasmo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adversus.it/eiaculazione-precoce-cause-terapie/" data-wpel-link="internal">L&#8217;eiaculazione precoce. Cause e terapie per un problema più comune di quanto si pensi</a> proviene da <a href="https://www.adversus.it" data-wpel-link="internal">ADVERSUS MAGAZINE</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image alignnone size-full wp-image-14465"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2018/12/eiaculazione2.jpg" alt="L'eiaculazione precoce. Cause e terapie per un problema più comune di quanto si pensi" class="wp-image-14465" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2018/12/eiaculazione2.jpg 800w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2018/12/eiaculazione2-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2018/12/eiaculazione2-600x338.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2018/12/eiaculazione2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;eiaculazione precoce. Cause e terapie per un problema più comune di quanto si pensi</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di eiaculazione precoce. Abbiamo intervistato la Professoressa Roberta Rossi dell&#8217;Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, per affrontate in maniera chiara, seria e il più completa uno dei problemi sui quali riceviamo più lettere e richieste di aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando si può parlare effettivamente di eiaculazione precoce, e quando invece si tratta solo di una &#8216;idea fissa&#8217; da parte del ragazzo (dell&#8217;uomo) che pensa di soffrirne? Esistono dei parametri, delle prove, dei riscontri oggettivi che determinano l&#8217;effettiva presenza di questo vero e proprio problema?</strong><br>La definizione di eiaculazione precoce è stata nel tempo soggetta a diversi parametri quali quello temporale, il numero delle spinte, il raggiungimento dell&#8217;orgasmo della partner, per poi arrivare ad una definizione, ampiamente accettata e riconoscibile nella pratica clinica, caratterizzata dalla persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale, prima, durante, o poco dopo la penetrazione e prima che il soggetto lo desideri (DSM IVTR, 2000). Recentemente è stata proposta una definizione diagnostica dell&#8217;eiaculazione precoce derivante da dati statistici ed epidemiologici nella quale la variabile temporale è tornata ad essere centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base di tale teoria rientrerebbero nella diagnosi di eiaculazione precoce soltanto i casi in cui la durata dei rapporti sessuali, è inferiore a 60 secondi dal momento della penetrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo parametro definito IELT, tempo di latenza eiaculatoria intravaginale, dovrebbe essere cronometrato dalla partner, con tutto quello che comporta questo tipo di misurazione dal punto di vista psicologico. In tutti gli altri casi la rapidità sarebbe da ritenere una normale caratteristica fisiologica che varierebbe da uomo a uomo in base a caratteristiche genetiche individuali, età e qualità di relazione con il partner. Ritengo che al di là delle definizioni scientifiche, è sempre opportuno valutare singolarmente la presenza o meno di questo tipo di difficoltà con l&#8217;aiuto di uno specialista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;eiaculazione precoce è un problema di natura psicologica, oppure organica?</strong><br>Entrambi i fattori possono essere validi, spesso si ritrova una integrazione dei due, per esempio un problema di infiammazione delle vie urinarie può determinare una precocità, che se non viene affrontata adeguatamente rischia di innescare un problema psicologico successivo che, anche a fronte della risoluzione organica del sintomo, può influire sulla capacità successiva dell&#8217;uomo di controllare il proprio riflesso eiaculatorio. La valutazione di uno specialista aiuta a comprendere meglio la valenza di questi aspetti e ad individuare il trattamento efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono le cause psicologiche più comuni e frequenti che si celano dietro al problema dell&#8217;eiaculazione precoce?</strong><br>Per quanto riguarda le cause psicologiche, gli individui affetti da questo disturbo sono accomunati da un tentativo di difendersi dall&#8217;ansia generata dalla sessualità e, in particolare, dalle intense sensazioni erotiche che precedono l&#8217;orgasmo. Possono inoltre evidenziarsi elementi educativi negativi rispetto al piacere, conflittualità riguardo la figura femminile, prime esperienze sessuali traumatiche, problemi di coppia, paura del rifiuto e ansia di prestazione. Tutti questi fattori possono contribuire in modo diverso alla base psicologica di questo disturbo, che andrà quindi attentamente valutata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E quelle di natura organica?</strong><br>Abbiamo già fatto in parte riferimento a questi aspetti parlando delle infiammazioni delle vie urinarie, le altre fanno riferimento a patologie infiammatorie croniche a carico del prepuzio o del frenulo e ad una ipersensibilità(ipereccitabilità) del glande.<br>Ci sono poi altre patologie che non sono locali, ma che hanno come ripercussione questo tipo di difficoltà quali le patologie neurologiche: sclerosi multipla, tumori del midollo, spina bifida; e le patologie endocrine: ipertiroidismo, diabete mellito sopratutto di relativamente breve insorgenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali problemi può causare, a livello psicologico, nel soggetto che ne soffre? E nella coppia?</strong><br>L&#8217;uomo che soffre di questa difficoltà spesso si sente svilito nella propria capacità maschile di soddisfare la partner, la sua attenzione si sposta sempre più sul piacere dell&#8217;altro che sul proprio e questo diventa alla fine un meccanismo di auto mantenimento della stessa difficoltà, mi spiego meglio: essere preoccupati per l&#8217;altro impedisce di rimanere in contatto con le proprie sensazioni, e di conseguenza impedisce di riconoscerle e modularle a proprio piacimento. La ricaduta di tutto questo sulla coppia è importante, soprattutto se la difficoltà si protrae nel tempo e se giunge a limitare o interrompere la sessualità di coppia stessa. Inoltre vanno tenute in considerazione anche le reazioni della partner che a lungo andare rischia di non accettare più questo stato di cose, ponendo domande e dubbi legittimi. A questo proposito diverse ricerche internazionali sottolineano come sia spesso proprio la partner a sollecitare il compagno ad un consulto per le difficoltà sessuali maschili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A chi rivolgersi se si soffre o si pensa di soffrire di eiaculazione precoce?</strong><br>Le due figure di riferimento sono il sessuologo e l&#8217;andrologo, entrambe queste figure hanno le competenze per poter affrontare nella maniera più adeguata questo tipo di difficoltà. Sempre di più si va diffondendo un metodo integrato che vede contemporaneamente al lavoro entrambi gli specialisti per poter arrivare ad una diagnosi globale del disturbo. Il mio suggerimento è quindi quello di rivolgersi, ove è possibile, presso centri che prevedono questo tipo di collaborazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono le cure, i rimedi più efficaci, sia nel caso dell&#8217;eiaculazione precoce di origine psicologica che su base organica? Si può fare qualcosa?</strong><br>Il lavoro comune di medico e psicologo di cui parlavo precedentemente, prevede anche un tipo di trattamento che può giovare dell&#8217;integrazione di metodi psicologici e farmacologici contemporaneamente. Questa modalità è quella maggiormente riconosciuta e sostenuta come migliore pratica anche a livello internazionale. Il farmaco aiuta a ridurre l&#8217;ansia di base e questo permette di poter fare un lavoro psicologico, individuale o di coppia, che consente, comprendendo e rimuovendo le cause, di mantenere nel tempo i risultati ottenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché, a volte, con l&#8217;età, questo problema tende a risolversi spontaneamente?</strong><br>Perché fisiologicamente la risposta maschile cambia, così come nel tempo l&#8217;eccitazione avrà bisogno di stimoli sempre più diretti, il riflesso eiaculatorio sarà meno rapido e questo consentirà all&#8217;uomo di vivere una sessualità diversa ma pur sempre soddisfacente. Teniamo inoltre conto che un uomo avanti con l&#8217;età non avrà forse più necessità di una conferma così importante dalla sua espressione sessuale e quindi forse anche l&#8217;ansia, fattore che abbiamo detto essere determinante nella precocità, sarà minore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensa che la visione di film e video (onnipresenti ormai) che rappresentano rapporti sessuali dalla durata spesso improbabile possano contribuire a generare un senso di inadeguatezza, soprattutto nei più giovani?</strong><br>L&#8217;effetto dopante della sovraesposizione a stimoli sessuali è ormai riconosciuto, ma quello che fa la differenza è come sempre la struttura di base della persona. La visione di film e di riviste è da tempo fonte di &#8220;formazione&#8221; per i giovani, non è quindi lo strumento in sé che genera inadeguatezza ma come viene rielaborato individualmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">ADVERSUS</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si ringrazia la Professoressa Roberta Rossi<br>Istituto di Sessuologia Clinica <a href="http://www.sessuologiaclinicaroma.it" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.sessuologiaclinicaroma.it</a><br>Servizio gratuito di consulenza telefonica (0685356211) tutti i giorni feriali dalle 15 alle 19<br>Servizio gratuito di consulenza mail consulenza@sessuologiaclinicaroma.it</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Depressione, autunno, covid. Cosa succede, cosa fare</title>
		<link>https://www.adversus.it/depressione-autunno-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 22:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’autunno 2020 (e speriamo di fermarci al 2020) sarà un autunno particolare, con l’emergenza covid-19 che non accenna a diminuire, con le preoccupazioni oggettive per il futuro, per l’economia, il lavoro...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_18738" aria-describedby="caption-attachment-18738" style="width: 790px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-18738" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/10/depressione.jpg" alt="Depressione, autunno, covid. Cosa succede, cosa fare" width="800" height="450" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/10/depressione.jpg 800w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/10/depressione-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/10/depressione-600x338.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/10/depressione-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-18738" class="wp-caption-text">Depressione, autunno, covid. Cosa succede, cosa fare</figcaption></figure></p>
<p>È un autunno particolare, un periodo difficile che sembra potrebbe diventare ancora più difficile. E così le &#8216;solite&#8217; depressioni autunnali sembrano diventare più serie, e più diffuse. Lo stress e il peso derivante dal perdurare dell&#8217;emergenza Covid-19, l&#8217;insicurezza per il futuro, la paura&#8230; sono alcuni dei molti elementi che fanno di questo autunno uno dei più neri che la storia recente ricordi. Ne abbiamo parlato con il <strong>Dott. Enrico Gamba, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta</strong>. Ecco cosa ci ha detto.</p>
<p><strong>L’autunno è la stagione durante la quale è più frequente l’insorgere o il riacutizzarsi di disturbi depressivi, o comunque di alterazioni (in basso) del tono dell’umore. Innanzitutto perché l’autunno? Quali sono i fattori che fanno di questa stagione una delle più propizie per questo grave disturbo?</strong></p>
<p>L’autunno segna il passaggio verso i mesi più freddi dell’anno, una diminuzione della luce e delle attività all’aperto. Per alcuni questo è un periodo di raccoglimento, in cui prepararsi piacevolmente al lungo inverno. Per altri un periodo triste in cui freddo e poca luce inducono condizioni depressive. In alcuni casi si può verificare un vero e proprio disturbo affettivo stagionale, caratterizzato da tristezza, debolezza, affaticamento, la tendenza a mangiare più del solito, soprattutto zuccheri e carboidrati. È in genere presente anche una forma di ipersonnia: chi soffre del disturbo dorme di più. Si ha la tendenza ha ridurre le relazioni e i contatti sociali. Sono diverse le cause che sembrano alla base del disturbo. Fra queste la riduzione significativa dell’esposizione solare, la riduzione delle ore del giorno e l’abbassamento della temperatura. Per chi soffre del disturbo questi cambiamenti sono in grado di influenzare significativamente la concentrazione di sostanze importanti per l’umore come la serotonina.</p>
<p><strong>L’autunno 2020 (e speriamo di fermarci al 2020) sarà un autunno particolare, con l’emergenza covid-19 che non accenna a diminuire, con le preoccupazioni oggettive per il futuro, per l’economia, il lavoro, per non parlare della salute propria e quella dei propri cari. Cosa vede lei, dal suo punto di osservazione – nella pratica clinica – e soprattutto cosa prevede per i prossimi mesi, quando ci addentreremo sempre di più nella stagione fredda, per gli italiani e per la loro condizione psicologica?</strong></p>
<p>Quella di quest’anno è una stagione complessa, diversa dal solito proprio a causa dell’emergenza Covid-19. Di certo le incertezze sanitarie e le sempre più minacciose incertezze economiche hanno un impatto importante nella regolazione dell’umore. Alcune categorie, maggiormente colpite a livello sanitario e economico dalla pandemia, sono più a rischio di soffrire durante questo autunno e inverno 2020. I forti elementi di precarietà, e l’impotenza di fronte ai repentini cambiamenti, se protratti nel tempo, possono portare a un senso di “impotenza appresa” dannoso, con effetti a cascata preoccupanti.</p>
<p><strong>Quanto stanno influendo le comunicazioni contraddittorie a cui siamo continuamente sottoposti da ormai quasi un anno? I numeri che suscitano ansia, le indicazioni molto spesso in conflitto tra di loro che ci danno gli esperti, gli allarmi, le limitazioni delle libertà di spostamento e di aggregazione, la mascherina obbligatoria. Tutte cose sicuramente importanti e utili, ma che hanno anche una pesante ricaduta sulla psiche delle persone. Ci sono secondo lei anche delle responsabilità in questo senso da parte di chi dovrebbe vigilare sulla salute – anche mentale – della popolazione?</strong></p>
<p>Guidare un paese in un periodo storico come questo non è certo un’impresa facile. Le scelte compiute devono tenere in considerazione molteplici aspetti che difficilmente possono essere ponderati nella loro interezza e portata. La questione sanitaria primaria derivante dal covid-19 richiede delle misure che provocano degli effetti sanitari “secondari” di non minor importanza. La ricerca scientifica ha mostrato come la povertà sia un fattore di rischio fondamentale per la salute mentale delle persone. Anche la solitudine, a cui le restrizioni inducono, può rivelarsi nel tempo causa di importante sofferenza. Non in ultimo la paura. Sebbene la paura sia un’emozione sana, che ci aiuta ad evitare il pericolo, se protratta nel tempo e alimentata continuamente può portare a un indebolimento complessivo di corpo e mente. Bilanciare bene questi e i tanti altri aspetti, che questa situazione comporta, non è certo semplice. Rispetto all’informazione, di certo, servirebbe una maggiore responsabilità, da parte di tutti, circa la terminologia usata e la contestualizzazione delle informazioni stesse. Spesso non si ha il tempo di approfondire dati e conoscenze e, limitandosi a informazioni superficiali, si rischia di generare una visione non sempre coerente della realtà.</p>
<p><strong>Si parla di depressione e si pensa subito ai farmaci, e in effetti pare che il consumo di farmaci antidepressivi ed ansiolitici sia aumentato considerevolmente dall’inizio dell’emergenza covid-19. Sono i farmaci l’unico rimedio contro la depressione, o magari l’ultima risorsa quando altri tipi di terapia non riescono a risolvere il disturbo?</strong></p>
<p>Il disturbo affettivo stagionale sembra essere collegato ad una riduzione dei livelli di serotonina nel corpo. I farmaci che aiutano in tal senso possono essere un ausilio nella gestione del disturbo. Gli interventi più studiati, che si sono rivelati più efficaci, sono interventi di esposizione alla luce. La Light Therapy ha mostrato effetti considerevoli in buona parte delle persone che hanno mostrato il disturbo.</p>
<p><strong>Come si affronta la depressione, a chi ci si rivolge, quali sono le terapie più provate e più efficaci, per risalire la china, per ritrovare interesse ed emozioni positive nei confronti del mondo che ci circonda?</strong></p>
<p>Alcune buone prassi, utili anche più in generale nel caso di disturbi depressivi, sono di certo il mantenimento di soddisfacenti contatti sociali e il coltivare uno stile di vita sano, caratterizzato da cicli regolari del sonno, alimentazione equilibrata e sport. Sempre più studiate sono anche pratiche di derivazione orientale come lo Yoga e la Mindfulness. Entrambe si sono dimostrate efficaci nel trattamento dei disturbi depressivi, anche cronici. Infine, qualora gli sforzi in tal senso non siano sufficienti, potrà essere utile intraprendere un percorso di psicoterapia, finalizzato a comprendere e intervenire sul disagio, incrementare la consapevolezza e fornire strumenti efficaci per fronteggiare il difficile periodo.</p>
<p>Ringraziamo il Dott. Enrico Gamba<br />
Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Formatore.<br />
Sito web: <a href="http://www.enricogamba.org/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.enricogamba.org</a></p>
<p style="text-align: right;">In collaborazione con <a target="blank" href="https://www.margherita.net/" data-wpel-link="exclude">MARGHERITA.NET</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adversus.it/depressione-autunno-covid/" data-wpel-link="internal">Depressione, autunno, covid. Cosa succede, cosa fare</a> proviene da <a href="https://www.adversus.it" data-wpel-link="internal">ADVERSUS MAGAZINE</a>.</p>
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		<item>
		<title>Partecipa anche tu all’indagine: Relazioni sociali e sessualità ai tempi del COVID-19 promossa dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica</title>
		<link>https://www.adversus.it/indagine-fiss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 22:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
		<category><![CDATA[noadsense]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comprendere meglio le relazioni di coppia e le attitudini sessuali dei soggetti adulti italiani durante l'attuale pandemia di Coronavirus COVID-19. L’indagine è rivolta a persone di età pari o superiore a 18 anni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image size-full wp-image-17974"><figure class="alignright"><img decoding="async" width="363" height="196" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/05/fiss_logo_date.png" alt="Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS)" class="wp-image-17974" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/05/fiss_logo_date.png 363w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/05/fiss_logo_date-300x162.png 300w" sizes="(max-width: 363px) 100vw, 363px" /><figcaption>Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS)</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) ha promosso <a href="https://it.surveymonkey.com/r/FISS2020?fbclid=IwAR2vKAtBGotBNFPH0C5Xw2I4cpHzWk9HeSeoue8GZEz79dcv-YvfhpCfc1s" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">un&#8217;indagine con l’obiettivo di rispondere a una serie di domande</a> inerenti alle attitudini e alle problematiche relazionali e sessuologiche in questo momento storico di emergenza sanitaria legata alla pandemia di Coronavirus COVID-19.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://it.surveymonkey.com/r/FISS2020?fbclid=IwAR2vKAtBGotBNFPH0C5Xw2I4cpHzWk9HeSeoue8GZEz79dcv-YvfhpCfc1s" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Per sapere di più, e per partecipare all’indagine, fai click qui&lt;&lt;&lt;</a>.</h2>
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		<title>Le applicazioni per il dating al giorno d’oggi. Incontrarsi, tradire, il corteggiamento nell’era dello smartphone</title>
		<link>https://www.adversus.it/le-applicazioni-per-il-dating-al-giorno-doggi-incontrarsi-tradire-il-corteggiamento-nellera-dello-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 07:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dating tecnologico è strutturato per essere molto più “immediato”: ci sono applicazioni che si basano molto più sulla fisicità che sulle informazioni personali; ciò non toglie che questo basti...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adversus.it/le-applicazioni-per-il-dating-al-giorno-doggi-incontrarsi-tradire-il-corteggiamento-nellera-dello-smartphone/" data-wpel-link="internal">Le applicazioni per il dating al giorno d’oggi. Incontrarsi, tradire, il corteggiamento nell’era dello smartphone</a> proviene da <a href="https://www.adversus.it" data-wpel-link="internal">ADVERSUS MAGAZINE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_17954" aria-describedby="caption-attachment-17954" style="width: 790px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-17954" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/datingapp.jpg" alt="Le applicazioni per il dating al giorno d’oggi. Incontrarsi, tradire, il corteggiamento nell’era dello smartphone" width="800" height="450" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/datingapp.jpg 800w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/datingapp-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/datingapp-600x338.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/datingapp-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-17954" class="wp-caption-text">Le applicazioni per il dating al giorno d’oggi. Incontrarsi, tradire, il corteggiamento nell’era dello smartphone</figcaption></figure></p>
<p>Come è cambiato il ‘<strong>corteggiamento</strong>’ nel ventunesimo secolo? Come si sono evoluti i modi per <strong>conoscersi</strong>, come la tecnologia ha influenzato &#8211; e come continua a farlo &#8211; quella che forse è una delle più importanti componenti della nostra vita, la sfera degli affetti e della sessualità?</p>
<p>Ne abbiamo parlato con la <strong>Dott.ssa Elisabetta Todaro dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma</strong> ed abbiamo cercato di capire come le cosiddette ‘Dating Apps’ o applicazioni per gli incontri, stiano determinando i costumi, i modi per inonctrarsi, conoscersi. E tradire.</p>
<p><strong>Le agenzie per cuori solitari di una volta si traducono oggi nelle app di dating? In cosa le ‘dating apps’ possono essere considerate come la moderna versione delle agenzie matrimoniali di una volta, e a che punto e in che modo invece prendono una dimensione totalmente nuova ed unica?</strong></p>
<p>Una fondamentale diversità è segnalata già dalle parole che le connotano: da una parte il “<em>dating</em>”, termine anglosassone per indicare l’appuntamento; l’agenzia “<em>matrimoniale</em>”, invece, richiama ad intenti molto più “impegnativi”. Come qualcuno ci ricorda “<em>le parole sono importanti</em>” e lo sono, in questo caso, perché testimoniano un cambiamento culturale nelle relazioni: l’ “incontro” con l’altro non necessita più solo di essere giudicato come un progetto, ma si caratterizza anche più sulle sensazioni del momento, con tutti i pro e i contro che tutto questo comporta.</p>
<p><strong>Si pensa a applicazioni di dating e vengono alla mente rapporti superficiali, veloci, storie usa e getta, tradimenti&#8230; è così, oppure il dating tecnologico può offrire anche occasioni per costruire rapporti tradizionali, del tipo ‘per sempre’?</strong></p>
<p>Il dating tecnologico è strutturato per essere molto più “immediato”: ci sono applicazioni che si basano molto più sulla fisicità che sulle informazioni personali; ciò non toglie che questo basti, di per sé, nell’essere più superficiali o tradire di più…siamo d’accordo sul fatto che scaricare un’app sullo smartphone implichi meno impegno che tradire nella maniera più “tradizionale”, ma il punto, quando si parla di tecnologia e relazioni, è uno solo: tutto sta in come un mezzo si usa. E non a caso il “per sempre” arriva molto spesso anche grazie alla rete!</p>
<p><strong>Sessualità e dating apps. La diffusione ormai capillare di dating apps coincide anche con una maggiore promiscuità sessuale rispetto ai modi per conoscersi più tradizionali &#8211; che forse le generazioni più giovani non conoscono nemmeno più?</strong></p>
<p>E’ importante riflettere sul fatto che non sia il massiccio uso di dating app a coincidere con la diffusione di copioni rigidi nella conoscenza e nel corteggiamento; a concorrere a questo fenomeno è principalmente l’uso ossessivo ed esclusivo che la persona ne fa, che rischia di alimentare la certezza di non essere più capaci di mettersi in gioco in situazioni <em>vis à vis</em>.</p>
<p><strong>Sempre in tema di sessualità. La tecnologia può anche introdurre nuovi modi per interagire sessualmente, non necessariamente passando attraverso la cosiddetta fisicità. Come si sta evolvendo (o involvendo, a seconda dei punti di vista) la sessualità soprattutto nelle generazioni più giovani che stanno crescendo con applicazioni di dating preinstallate o quasi su ogni nuovo smartphone che acquistano?</strong></p>
<p>Come dicevamo molte app sono specificatamente strutturate per favorire gli incontri sessuali; di conseguenza chi le scarica è consapevole di accedere ad un servizio che ha “regole del gioco” definite. I motivi per farne uso possono essere dei più diversi, dal divertimento, al cercare una distrazione, dalla curiosità, al desiderio di finalizzare un incontro sessuale. Quest’ultima sembra essere una motivazione meno diffusa tra gli adolescenti piuttosto che tra gli adulti (dai 25/30 anni in poi). A trarre maggiore soddisfazione dalle app dating sembrano essere coloro che sono in cerca di esperienze con un basso coinvolgimento sentimentale e con la percezione di una quota di maggior controllo interpersonale. La salute sessuale nell’uso delle app sta nella giusta misura: nel caso in cui diventino l’unica interazione con l’altro e l’unica esperienza di contatto, strutturano un copione rigido di comunicazione e di scambio, anche sessuale; allora potremmo parlare di meccanismi di “involuzione”.</p>
<p><strong>Dating apps. Un gioco per evadere dalla monotonia e trovare qualche avventura, o una necessità crescente da cui forse un giorno non si potrà più prescindere in un mondo che sta forzando la mano verso una sempre minore interazione fisica tra le persone?</strong></p>
<p>Nella variabilità dell’uso e del valore soggettivo, possiamo dire che usare una app dating offre dei servizi certamente diversi dalle modalità di incontro tradizionali. Se rifletteremo sul fatto di non doverci necessariamente “settorializzare” ed “abituare” a queste ultime solo perché esistono, allora potremmo anche (solo) vederle come una chance in più e non come una minaccia.</p>
<p>Dott.ssa Elisabetta Todaro</p>
<p>Istituto di Sessuologia Clinica <a href="http://www.sessuologiaclinicaroma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow" data-wpel-link="external"><u>www.sessuologiaclinicaroma.it</u></a><br />
Servizio gratuito di consulenza telefonica (0685356211) tutti i giorni feriali dalle 15 alle 19.<br />
Servizio gratuito di consulenza mail <a href="mailto:consulenza@sessuologiaclinicaroma.it"><u>consulenza@sessuologiaclinicaroma.it</u></a></p>
<p><strong>Per maggiori informazioni sul tema segnaliamo il servizio di consulenza telefonica gratuita dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma (ISC) disponibile dal lunedì al giovedì dalle 15:00 alle 19:00 al numero 06 85356211. Un team di psicologi con specializzazione in sessuologia clinica risponderà alle vostre domande e fornirà indicazioni utili rispetto ai temi della sessualità.</strong></p>
<p>In collaborazione con <a target="blank" href="https://www.margherita.net/" data-wpel-link="exclude">MARGHERITA.NET</a></p>
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		<title>Consigli per gestire stress, ansia e paura al tempo del Coronavirus</title>
		<link>https://www.adversus.it/consigli-per-gestire-stress-ansia-e-paura-al-tempo-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADVERSUS]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 22:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini & salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando negatività e ansia prendono il sopravvento fermati e porta la tua<br />
attenzione sul tuo corpo e sul tuo respiro. Focalizza la tua attenzione solo sul qui e ora...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adversus.it/consigli-per-gestire-stress-ansia-e-paura-al-tempo-del-coronavirus/" data-wpel-link="internal">Consigli per gestire stress, ansia e paura al tempo del Coronavirus</a> proviene da <a href="https://www.adversus.it" data-wpel-link="internal">ADVERSUS MAGAZINE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_17945" aria-describedby="caption-attachment-17945" style="width: 790px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-17945" src="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/ansia.jpg" alt="Consigli per gestire stress, ansia e paura al tempo del Coronavirus" width="800" height="450" srcset="https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/ansia.jpg 800w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/ansia-300x169.jpg 300w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/ansia-600x338.jpg 600w, https://www.adversus.it/magazine/wp-content/uploads/2020/04/ansia-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-17945" class="wp-caption-text">Consigli per gestire stress, ansia e paura al tempo del Coronavirus</figcaption></figure></p>
<p>Le preoccupazioni legate alla situazione di emergenza sanitaria per il nuovo Coronavirus (SARS-­‐Cov2) e la necessità di distanziamento sociale possono influenzare negativamente il benessere psicofisico individuale e comportare un’inevitabile sensazione di perdita di controllo, innescando reazioni di stress e, talvolta, dando luogo a vere e proprie crisi di ansia e panico.</p>
<p>Ansia e paura potrebbero portare a disturbi del sonno, a cambiamenti dell’alimentazione, a difficoltà di concentrazione, a un aumento del consumo di alcol e tabacco e, più in generale, a un peggioramento delle condizioni di salute psicofisica.</p>
<p>Prendersi cura di sé diventa quindi fondamentale in questo momento di emergenza sanitaria per ritrovare il proprio benessere e migliorare la propria capacità di gestire stress e ansia. Esistono diverse strategie che possono essere efficaci per aiutarci a gestire paura, ansia e a mantenere uno stato di benessere psicofisico.</p>
<p>Ecco alcuni suggerimenti. Ringraziamo la <strong>D.ssa Valentina Bigazzi, Psicologa e Psicoterapeuta a Roma</strong></p>
<h3>Tieniti informato ma non controllare ossessivamente le notizie</h3>
<p>È fondamentale rimanere informati e seguire le regole di sicurezza consigliate in modo da fare la tua parte per rallentare la diffusione del coronavirus. E’ molto importante selezionare le fonti di informazioni e affidarsi a fonti di informazioni affidabili (per esempio, sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità). Limita però sempre la frequenza con cui controlli gli aggiornamenti. Il costante monitoraggio delle notizie e dei feed dei social media può diventare rapidamente compulsivo e controproducente, alimentando l’ansia anziché attenuarla.</p>
<h3>Pianifica tutto ciò che puoi pianificare</h3>
<p>E’ naturale preoccuparsi per ciò che può accadere a causa dell’epidemia. Prova ad essere proattivo: annota tutte le tue preoccupazioni specifiche su come l’epidemia può interferire e disturbare la tua vita. Poi per ogni punto di preoccupazione individuato, fai un elenco di tutte le possibili soluzioni che ti vengono in mente. Includi tutto ciò che ti viene alla mente e che potrebbe aiutarti a gestire la problematica evidenziata. Concentrati su cose che puoi realmente e concretamente fare piuttosto che su tutto ciò che sta al di fuori del tuo controllo. Dopo aver valutato tutte le opzioni di soluzioni ideate definisci un piano d’azione.</p>
<h3>Concentrati sul qui e ora</h3>
<p>Quando negatività e ansia prendono il sopravvento fermati e porta la tua attenzione sul tuo corpo e sul tuo respiro. Focalizza la tua attenzione solo sul qui e ora. Inspira ed espira lentamente e osserva il tuo respiro. I pensieri continueranno ad andare e venire liberamente ma continua a focalizzare la tua attenzione sul respiro, sull’aria che entra ed esce dalle narici finché, non ti sentirai più calmo e rilassato.</p>
<h3>Rimani in contatto con amici e familiari</h3>
<p>L’isolamento e il distanziamento sociale possono esacerbare ansia e depressione. Per questo è importante rimanere in contatto con amici e familiari e cercare supporto quando ne abbiamo bisogno.</p>
<h3>Prenditi cura di te</h3>
<p>Questo è un momento straordinariamente impegnativo ed è per questo importante mantenere una routine quotidiana: mangiare pasti sani, dormire a sufficienza, dedicare del tempo al rilassamento fisico e mentale.</p>
<h3>Chiedi Aiuto se necessario</h3>
<p>Se l’ansia e la paura diventano ingestibili, influendo negativamente sul tuo benessere psicofisico e rendendo difficile lo svolgimento delle tue normali attività quotidiane, considera la possibilità di parlarne con uno Psicologo Online. La consulenza psicologica, il sostegno psicologico e la psicoterapia a distanza possono essere risorse utili nella prevenzione e gestione di momenti di disagio e di difficoltà. La seduta con lo Psicologo Online si può svolgere mediante i piu comuni programmi di videochiamata (quali, ad esempio, Skype e Whatsapp), da pc, tablet o smartphon. E’ possibile così ricevere sostegno e cura a distanza, nel rispetto della privacy, rimanendo nella propria abitazione, soprattutto in questo momento in cui è necessario rispettare misure restrittive di contenimento e di distanziamento sociale.</p>
<p>D.ssa Valentina Bigazzi<br />
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma<br />
<a href="https://www.psicologa-e-psicoterapeuta.it/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">https://www.psicologa-e-psicoterapeuta.it/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adversus.it/consigli-per-gestire-stress-ansia-e-paura-al-tempo-del-coronavirus/" data-wpel-link="internal">Consigli per gestire stress, ansia e paura al tempo del Coronavirus</a> proviene da <a href="https://www.adversus.it" data-wpel-link="internal">ADVERSUS MAGAZINE</a>.</p>
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