Perché gli uomini piangono tutti adesso? (quando inquadrati dalle telecamere)

Perché gli uomini piangono tutti adesso? (quando inquadrati dalle telecamere)
Perché gli uomini piangono tutti adesso? (quando inquadrati dalle telecamere)

Ma cosa stanno mettendo nell’acqua del rubinetto? Estrogeni? No, perché non sono solo i politicanti a piangere a comando, quando sono ben ripresi dalle telecamere, quando serve far passare un ‘messaggio’ al popolo.

Adesso sono anche gli attori (of course), gli sportivi, i presentatori televisivi, anche qualcuno della radio… i personaggi più o meno pubblici hanno iniziato a frignare in ogni situazione. Piangono di gioia, piangono di dolore anche quando gioia e dolore non li riguardano se non di striscio. Ma la lacrimuccia aiuta, fa bene all’immagine evidentemente, in un momento di grande confusione social(e).

Nulla contro il pianto, intendiamoci. A quello delle donne ci abbiamo ormai fatto il callo, anche se molte ci marciano, spesso e volentieri. Ma nel loro caso si tratta di una tradizione consolidata, quasi ‘antropologica’.

E assolutamente nulla contro il pianto degli uomini. Quando è giustificato.

Ma questi frignoni pubblici, che si vede lontano un chilometro che si strizzano gli occhi e pensano alla morte del gatto per stimolare la prima lacrimuccia… con il naso che cola e l’occhietto affranto… questi non c’erano prima, sono un fenomeno degli ultimi anni.

Hanno sicuramente imparato dalla cosiddetta televisione del dolore che calamita così tante anime semplici di fronte ai programmi televisivi del pomeriggio quando gli uomini sono fuori a lavorare. Hanno anche sicuramente imparato dai politicanti (di ogni paese, qui non si fanno distinzioni, un politicante è un politicante dappertutto, e per conservare la poltrona o per obbedire ad ordini superiori farebbe (anzi fa) qualsiasi cosa – anche piangere in tv).

E poi hanno visto forse che i like aumentano quando la lacrimuccia scende…?

E poi sarà anche la dieta, troppo ricca di soia in tempi così ‘vegan’ come questi…?

Intanto becchiamoci i frignoni.

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