
La parola chiave per i capelli uomo 2026 non è un taglio preciso, ma un’attitudine. Un mood. E si chiama nonchalance controllata. Tutto ruota intorno a texture e layering morbidi. Se dobbiamo dirla tutta, il vero trend non è una forma definita, ma uno spirito. Una reazione evidente all’Edgar cut, con la sua frangia squadrata e dritta e i lati e il retro molto sfumati. Come spesso accade, le tendenze maschili oscillano tra due estremi opposti.
Vi ricordate l’era hipster e l’esplosione delle barberie negli anni 2010? Un look così costruito da trasformare le barberie in un fenomeno globale. Dietro le quinte delle sfilate, molti hairstylist guardavano con scetticismo quella mania per la macchinetta che aveva quasi messo in ombra forbici e artigianalità.

Poi è arrivata la controreazione. Soprattutto nel fashion system e in passerella hanno preso piede chiome più lunghe, spettinate, cresciute ad arte. Il mullet è tornato, il wolf cut ha conquistato spazio. Il taglio ha ricominciato a dialogare con il viso, con la personalità e soprattutto con la texture naturale dei capelli. Addio uniformità: la materia prima è tornata protagonista.
Edgar cut vs. volumi controllati (ma solo all’apparenza)
Anche ora la tensione è la stessa. Nello street style e tra i più giovani, l’Edgar cut rimane un caposaldo. Ma sulle passerelle e nel fashion system – un esempio su tutti, le acconciature viste da Valentino alla sfilata uomo primavera estate 2026 a Parigi – dominano volumi più morbidi, strutturati, solo apparentemente casuali, dove la texture naturale detta le regole.
L’effetto? «Qualche settimana fa ho fatto un taglio impeccabile. Ora è cresciuto un po’ e continua a cadere perfettamente, senza sforzo». Nel gergo si parla di nonchalance controllata o di imperfezione strutturata.

Volume e movimento
Non è solo la parte superiore a guadagnare lunghezza: anche i lati e soprattutto la nuca si allungano. I tagli sono costruiti con layering lunghi e morbidi. Le linee rigide sono out. Le nuove parole d’ordine? Volume e movimento.
Il mullet resta hot, ma si inserisce in una struttura complessivamente più lunga. Perde quell’effetto “tappetino” o “moquette” e si fonde con il resto del taglio. Una sorta di wolf cut più soft. Così diventa più accessibile anche a chi con il mullet ha sempre avuto un rapporto di amore e odio.

Lo styling? Ridotto all’essenziale. Scegli prodotti invisibili, come una sea salt spray. Dimentica il phon aggressivo: qui si lavora con le mani. La tecnica chiave è lo scrunching, una semplice pressione verso l’alto con le dita per modellare la texture. Prova con una curl cream o con uno spray al sale marino: replicare quell’effetto passerella a casa è molto più semplice di quanto pensi.
Ricorda: tutto ruota attorno a volume, movimento, texture e a un disordine studiato. Quando intercetti quella vibrazione effortless ma costruita, puoi stare certo di una cosa: i tuoi capelli sono perfettamente nel mood 2026.
Charlotte Mesman per Margherita.net















