Il click bait. Squallida tecnica di manipolazione del lettore per strappargli un click

Il click bait. Squallida tecnica di manipolazione del lettore per cercare di strappargli un click (che diventa un guadagno per l'editore)
Il click bait. Squallida tecnica di manipolazione del lettore per cercare di strappargli un click (che diventa un guadagno per l’editore)

Vi sarà capitato di guardare distrattamente la prima pagina di un quotidiano online, e di leggere un titolo formulato in maniera tale da farvi venire la curiosità di farci click per avere la risposta alla domanda che adesso – dopo averlo letto – vi gira nella testa.

Ecco, questa tecnica di aggancio dell’interesse del lettore va sotto il nome – nel gergo di chi lavora nell’editoria online – di ‘click bait‘. Tradotto letteralmente un’esca per il click.

Il Corriere.it, ad esempio, da alcuni mesi rappresenta molto bene questa tendenza che personalmente trovo estremamente antipatica. Oggi ad esempio (ma questi ne hanno pubblicati una quantità, ogni giorno, giorno dopo giorno) trovate un titolo come questo: “Le 7 cose da non buttare mai nello scarico del lavandino (la quarta vi sarà capitata)”

Un classico esempio di click bait. Quale mai sarà questa quarta cosa che mi è capitata? Non lo fa solo il Corriere.it, intendiamoci, ma questi lo stanno facendo a ciclo continuo, senza nemmeno variare sulla formula, forse hanno qualcuno – adibito a questo incarico – che manca di particolare fantasia. O forse funziona così bene che non hanno motivo per esplorare variazioni sulla formula. I sette errori da evitare per… e il sesto lo commettono tutti… le tre cose da non fare per e la seconda la avrete fatta di certo… i dieci cosi da non cosare per e il nono lo avreste senza dubbio cosato… avete capito la tenica?

In ogni caso l’evoluzione – o l’involuzione – delle tecniche utilizzate per catturare l’attenzione dei lettori e strappare loro qualche click, è arrivata fino a questo punto. L’obiettivo è quello di trattare il lettore con un imbecille che fa click dove gli viene comandato di fare click. Click click click… e poi ogni frase una pagina nuova, per leggere la frase successiva bisogna andare alla pagina successiva… click click click… bait!

Avete presente ad esempio quando su un quotidiano online o su un magazine online, trovate che ne so… “Ecco gli attori di oggi come erano quando erano giovani! Guardate ad esempio Pinco Pallino e non ci crederete” e poi vi trovate di fronte ad una galleria di 50 immagini prelevate da altri siti internet, una galleria che potete sfogliare solo facendo click di foto in foto, che contiene decine di foto, e che solo in fondo vi offre la foto di Pinco Pallino che vi aveva spinto a farci click? Ecco un altro esempio di odioso click bait. 50 click regalati all’editore di turno, che vi ha presi per il naso e adesso se ne sta tutto contento come un bambino a cui avete regalato le figurine a contarsi i click che vi ha furbamente sottratto.

Ma perché questi click sottratti ai lettori sono così importanti? Perché ogni click viene contato, e ogni volta che fate un click vi vengono mostrati dei banner pubblicitari. E ogni volta che vi vengono mostrati dei banner pubblicitari… l’editore ci guadagna (poco data la crisi del settore, ma ci guadagna).

E allora, si è passati dal pubblicare un sito con contenuti interessanti e sperare di avere un pubblico (come era la internet tradizionale) che poi si traduceva anche in guadagno economico attraverso la vendita della pubblicità tradizionale e non dei dati dei lettori come capita oggi… a pubblicare tette e culi, drammi e notizie pruriginose per attirare il pubblico più ampio possibile e poi ‘intortare’ questo pubblico a fare quanti più click possibili con trucchetti e mezzucci vari.

Il tutto senza dare nulla di veramente valido o originale in cambio. Mi posso immaginare che molte redazioni ‘ufficiali’ abbiano oggi redazioni ad hoc piene di ragazzi o impiegati a cottimo che come unico incarico hanno quello di setacciare il web alla ricerca di video o foto virali, notizie che possono attirare l’attenzione, e poi confezionarle in pacchetti-esca per generare traffico e click sui siti. Per poi poter dire agli inserzionisti qualcosa del tipo: “Allora, la vostra campagna è stata vista 200,000 volte, che moltiplicate per tot… ecco, ci dovete tot per la promozione. Grazie, passiamo alla cassa“.

Lavoro in questo campo da 20 anni, sfido chiunque a sostenere il contrario.

Ma allora come ci si difende dal click bait? Facilissimo. Non si fa click sui titoli confezionati apposta per farvi fare click, non si leggono i siti e i giornali online che fanno uso di queste tecniche subdole, non si cede alla curiosità di vedere come era Pinco Pallino da giovane… e se proprio qualche volta la curiosità è troppo forte, fate una veloce ricerca sul vostro motore di ricerca preferito alla ricerca della notizia, foto o video originale. E leggetela là.

Click bait? No, grazie 🙂

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