La cuffia dei rotatori – L’artroscopia per le lesioni della spalla

La cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori

Chi pratica un’attività sportiva, anche a livello non agonistico, si espone costantemente al rischio di infortuni alle aticolazioni. Un trauma, o (passateci il termine) l’ “usura” – nel tempo possono causare dei problemi molto importanti alle articolazioni.


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La spalla è sicuramente una delle articolazioni più esposte agli infortuni durante l’attività sportiva. Una caduta, un contatto violento, o magari anni di allenamento con i pesi in palestra, possono danneggiare quella che si definisce la ‘cuffia’ dei rotatori. Un danno importante che per fortuna oggi si può risolvere nella quasi totalità dei casi con un ‘semplice’ intervento in artoscopia.

Abbiamo chiesto al Professor Sandro Rossetti, specialista in Ortopedia e Traumatologia, primario del Reparto di Ortopedia dell’Ospedale San Camillo di Roma di spiegarci in cosa consiste questo intervento, e di parlarci in maniera un po’ più approfondita degli infortuni alla spalla.

Le lesioni della cuffia dei rotatori sono piuttosto frequenti in chi pratica attività sportiva, anche a livello non agonistico. Può aiutarci a capire innanzitutto cosa si intende quando si parla di lesione della cuffia dei rotatori?

E’ necessario capire cosa sia la struttura anatomica che risponde al nome di cuffia dei rotatori. Si tratta di un insieme di fasci muscolari che servono a sollevare e a ruotare la spalla. Questi fasci muscolari possono essere danneggiati dalla usura (artrosi) o da traumi a cui va incontro la articolazione per cause sportive o di altra natura.

La cuffia dei rotatori una volta danneggiata va trattata chirurgicamente per lo più per via artroscopica cioè attraverso quei tre famosi “buchini” che si utilizzano anche nel ginocchio per le lesioni dei menischi e dei legamenti.

L’intervento in artroscopia. In quali casi è indicato? Quali sono i tempi e le modalità di recupero della funzionalità della spalla dopo l’intervento? Dopo quanto tempo si può riprendere l’attività sportiva?

L’intervento in artroscopia comporta, in genere circa 20 giorni di immobilizzazione della spalla con tutore idoneo e poi una fase riabilitativa che è piuttosto lunga (circa un mese).
Bisogna dire che oggi l’intervento è risolutivo in quasi tutti i casi.

Le complicanze sono rarissime e sono legate o ad una fisioterapia inefficiente (capsulite adesiva) o ad un intervento tecnicamente imperfetto o ad un processo infettivo che però è una complicanza descritta ma rarissima in chirurgia artroscopica.

In quali casi non si può fare a meno di ricorrere alla chirurgia ‘aperta’? In questo caso si tratta di un intervento molto più completo, e i tempi di recupero sono più lunghi…

Sono realmente molto rari i casi in cui si ricorre alla chirurgia “aperta” e possono essere preventivamente previsti giacchè riguardano lesioni ampie in genere conseguenza di incidenti stradali. E’ chiaro che in questi casi anche il trattamento riabilitativo è più lungo e più impegnativo.

Se un paziente decide di convivere con una cuffia dei rotatori danneggiata perché non vuole sottoporsi ad un intervento chirurgico, a cosa può andare incontro nel tempo? la cuffia dei rotatori può guarire da sola?

La cuffia dei rotatori non può mai guarire spontaneamente anzi la lesione di cuffia va spesso, progressivamente, ampliandosi . Può solo peggiorare e perdere la funzione della spalla.

La fisioterapia e determinati esercizi rivolti al potenziamento della cuffia dei rotatori può aiutare a ridurre il disagio anche nei casi in cui magari un intervento sarebbe consigliato?

Sicuramente il potenziamento dei muscoli integri della cuffia può migliorare lo “status” generale della spalla, ma nonostante ciò con il passare del tempo l’impotenza funzionale della spalla si aggrava comunque.

Grazie

Alessio Cristianini | ADVERSUS

Si ringrazia il Il Professor Sandro Rossetti, specialista in Ortopedia e Traumatologia, primario del Reparto di Ortopedia dell’Ospedale San Camillo di Roma

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