
Possiedilo, vivilo, sii te stesso. Per ogni momento, per ogni situazione. La nuova collezione Autunno Inverno 2026 di Diesel è un inno all’attitudine senza compromessi: capi destrutturati che sprigionano l’energia elettrica del giorno dopo la festa migliore di sempre – zero rimpianti, solo gloria.
Le silhouette sono attraversate da torciture e drappeggi volutamente “sbagliati”, impossibili da rimettere in riga. Il denim è trattato per imprimere pieghe permanenti, come se avesse vissuto tutta la notte – e il giorno dopo – senza mai fermarsi. I tessuti sembrano appena raccolti dal pavimento, in un perfetto equilibrio tra caos e controllo. Il risultato? Pezzi versatili e dinamici, strappati a un guardaroba sovversivo che racconta storie vissute sulla pelle.

«Questa collezione parla di svegliarsi in un posto senza avere idea di cosa sia successo la notte prima, ed essere la persona più gloriosa di sempre. Quando sgattaioli via dalla camera d’hotel di qualcuno che nemmeno conosci, sei davvero al tuo meglio. Sono capi super indossabili per una vita di successo, l’essenza di Diesel», afferma Glenn Martens, direttore creativo del brand.

La sfilata apre il caveau Diesel in una celebrazione vibrante del suo universo – passato, presente e futuro. Circa 50.000 pezzi d’archivio, dal 1978 a oggi, diventano testimonianza viva di un’evoluzione continua. Il set si trasforma in un’installazione immersiva: 6.000 categorie di oggetti e materiali riutilizzati, esposti quasi in modo forense sotto luci abbaglianti. Prove definitive di quasi cinquant’anni di festa, e di visione.
Il riuso come linguaggio creativo è il filo conduttore. L’upcycling si riflette in una collezione che abbraccia materiali riciclati e fonti responsabili – dal denim al ready-to-wear, fino alle borse – in una narrazione coerente di Successful Living.

I top in jersey a doppio strato sembrano arricciati in fretta, ma sono costruiti con precisione millimetrica. Le maglie stropicciate vengono “bollite” e ridimensionate a partire da volumi oversize. Il denim, trattato con resina, scolpisce pieghe indelebili: jeans vissuti ancora e ancora. Alcuni modelli sono extra-lunghi, con spacchi verticali nascosti alla caviglia – perfetti per accogliere un tacco a spillo – e chiusure a ganci e occhielli dal carattere deciso.
I Pantaboots, piatti e affusolati, si infilano in pochi secondi. Gli hotpants in denim stretch sembrano avvolti al volo. Cappotti e giacche in alpaca e misto lana sono vaporosi, sfoderati, destrutturati. La sartoria infeltrita nasce da scarti e rimanenze industriali destinati allo scarto: materia che rinasce in forma couture. Le maglie intarsiate mostrano motivi floreali ritagliati su collo e orli, come lana rosicchiata dal tempo.

Nuove funzionalità attraversano i pantaloni, con tasche aggiunte sull’orlo che si adagiano sopra la scarpa. Le gonne in denim di velluto amplificano i volumi, come una notte che sfuma nell’alba. Le T-shirt tour Diesel a maniche lunghe, strappate, e i jeans destroyed brillano di cristalli, sovrapposti a top e gonne in tulle dall’orlo sfrangiato. Le jumpsuit trompe-l’œil imitano T-shirt e gonne arricciate, queste ultime con leggings nascosti all’interno: scenografiche, ma semplici da indossare.
Le texture sono audaci, i colori esplodono. Il denim è floccato. I cappotti “monster” mixano patchwork di tonalità vibranti. I modelli foderati di pelliccia mostrano fronti dal taglio grezzo. Blouson, camicie e pantaloni in pelle si tingono di sfumature dolci ed essenziali. Top, pantaloni e abiti in velluto drappeggiato danno vita a un tripudio cromatico.

La sperimentazione è nel DNA Diesel: i capi stampati vengono rivestiti in foil e plastificati con il loro stesso motivo. Il foil, poi, si screpola parzialmente, lasciando emergere la fantasia sottostante. A volte è un semplice top in jersey o un abito avvolgente; altre, un cappotto “monster” attorcigliato su sé stesso. Come se l’identità più intima venisse catturata nell’istante esatto della rivelazione.
Debutta la nuova D-One bag, con manici che si trasformano in cinturini multi-fibbia lungo il corpo della borsa. Proposta in pelle, in denim tempestato di cristalli o con le stampe floreali di collezione. Accanto a lei, una versione più morbida della Dome bag e la 1DR in nuove fantasie.

Le calzature scolpiscono il passo con un profilo deciso: punte affusolate rialzate da una parete laterale che avvolge il piede. Un’estetica che attraversa décolleté e stivali da donna, così come derby e ankle boots da uomo. I mule sandal si chiudono con una fibbia sul piede.
Nell’eyewear, la nuova famiglia D-mentional presenta montature curve con aste logate. La linea minimal Sculpt-D sfoggia un D ovale intagliato sulle aste, capace di proiettare un’ombra a forma di D sulla pelle. I gioielli evocano angeli e perle finte.
Nel mondo orologi arriva Closer, il primo modello unisex Diesel: un incontro tra funzionalità e dettagli gioiello. Il design è innovativo, con fibbia nascosta, presentato in passerella in argento, oro chiaro e in una versione interamente pavé.
Un guardaroba che non chiede permesso. Che vive, cade, si rialza. E resta – sempre – gloriosamente Diesel.















