Mattia Di Tella, filmmaker. Video musicali, advertising e un progetto ambizioso

Ogni progetto è diverso, all’inizio tendevo a seguire l’idea dell’artista per concentrarmi di più sulla tecnica e migliorarla lavoro dopo lavoro… con il tempo ho iniziato ad avere…

Mattia Di Tella, filmmaker. Video musicali, advertising
Mattia Di Tella, filmmaker. Video musicali, advertising

Quella di Mattia Di Tella è la storia che molti videomakers vorrebbero poter vivere. Una forte passione che si trasforma in un vero e proprio stile di vita. Una forte creatività che unita alla passione ti porta a fare il salto dalla gavetta ad essere uno dei giovani registi più richiesti, soprattutto nel mondo dei video musicali. I video di Achille Lauro, per fare un esempio, sono tutti firmati da Mattia Di Tella.

In questa intervista parliamo di tecnologia (quale è la macchina e la lente che consiglia a chi ha un budget limitato ma esigenze semi-professionali), di video musicali, di progetti e degli inizi.

Iniziamo questa intervista parlando del futuro, e dai tuoi progetti professionali. Quale è il progetto, magari ancora solo presente nella tua mente, che vorresti realizzare, e che considereresti un progetto ‘miliare’ nella tua carriera di filmmaker?
Ho tante idee in mente, sicuramente il progetto più ambizioso è creare una mia casa di produzione che si occupi di ogni tipo di servizio multimediale, dagli spot pubblicitari ai video musicali. In questi mesi ho “gettato le fondamenta” ma sicuramente ci vorrà del tempo per fare le cose fatte bene, considerando che sono un maniaco del dettaglio.

MATTIA DI TELLA – SHOWREEL 2019 (Prod. BOSS DOMS) from Mattia Di Tella on Vimeo.

Come hai iniziato? Quali sono stati i tuoi primissimi passi nel mondo della produzione video?
Parlare di come ho iniziato mi fa sempre sorridere, mi sono avvicinato a questo mondo grazie ad un progetto scolastico che feci in seconda superiore; Ricordo che non andavo quasi mai a scuola ma trovai in questo progetto uno stimolo per farlo e mi appassionai, lo stesso anno iniziai a lavorare molto con artisti emergenti di Roma e decisi di lasciare gli studi per focalizzarmi solo su questo.

Quale è l’equipaggiamento (camera, lenti preferite) che oggi usi sui set dei tuoi short movies?
Quando ho iniziato non avevo la possibilità di investire in attrezzature quindi ho sempre cercato un modo per avere il massimo della qualità con il minimo indispensabile, crescendo ho fatto di questa necessità una virtù perché tutt’ora preferisco lavorare in maniera “smart” e tengo ben stretta la mia fidata Gh5 con il 18-35 Sigma. E’ inevitabile poi parlando di produzioni più grandi come i video che realizzo per Achille Lauro usare camere ed attrezzature cinematografiche.

Quali sono le videocamere e le lenti – tra quelle accessibili dal punto di vista economico – che consiglieresti ad un filmmaker in erba?
Come dicevo, un buon compromesso tra costi e qualità sono indubbiamente la Panasonic Gh5 ed il Sigma 18-35 che hanno versatilità, qualità e costi medio/bassi per le varie tipologie di video che si vuole realizzare (video musicali, vlog ecc.) .

Il filmmaker del 21esimo secolo spesso comprende più figure professionali che in passato erano separate: regista, operatore, autore, direttore della fotografia… e via discorrendo. Quali sono gli aspetti di cui ti occupi personalmente per quanto riguarda la produzione dei tuoi video?
Generalmente confrontandomi con l’artista parto dall’idea per poi svilupparla e dirigerla, prima facevo tutto da solo ma con il tempo ho capito che è fondamentale avere una squadra fidata che ti sostiene con la quale poter dividere i ruoli mantenendo comunque una supervisione generale per ogni settore e dando una direzione che segua il mio gusto, dalla fotografia alle inquadrature.

Tu hai realizzato moltissimi video musicali. Dirigere, e montare, un video musicale deve essere molto impegnativo anche perché tutto deve essere come si dice in-sync perfetto. Come nasce un progetto per un video musicale? Sei coinvolto anche a livello creativo, oppure ti viene sottoposta l’idea già pronta? Insomma… come funziona?
Ogni progetto è diverso, all’inizio tendevo a seguire l’idea dell’artista per concentrarmi di più sulla tecnica e migliorarla lavoro dopo lavoro… con il tempo ho iniziato ad avere una mia visione e ad integrare le mie idee.

Cosa avresti fatto nella vita se non fossi diventato un director?
Probabilmente avrei fatto qualsiasi altro lavoro che stimolasse la mia creatività, parallelamente alla mia carriera da regista sono stato il direttore creativo di un rapper/musicista e adesso lo sono di una giovane cantante, penso che mi sarei concentrato solo su questa cosa.

Ringraziamo Mattia Di Tella, filmmaker e regista
https://vimeo.com/mattiaditellafilms/
https://www.instagram.com/mattia.di.tella/

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