
All’alba del leggendario Glastonbury Festival, una figura curiosa esce dalla sua tenda. Il primo passo sull’erba bagnata è uno stivale decorato con un fiocco. È nientemeno che Marie Antoinette – anche se non proprio come la ricorda la storia. Spolvera il fango dalle sue gonne a strati, toglie una foglia dalla parrucca incipriata e indossa un maglione oversize sopra il corpetto prima di attraversare con sicurezza i campi umidi del Somerset verso il Pyramid Stage.
Questa immagine surreale cattura perfettamente lo spirito della collezione Nina Ricci Autunno/Inverno 2026–2027. La donna immaginata dalla maison si muove con naturalezza tra regalità e realismo. È elegante ma rilassata, aristocratica ma quotidiana. L’atmosfera della stagione vibra tra due mondi: le corde raffinate di un violino di corte e il ritmo ribelle di una chitarra elettrica.

Il punto di partenza della collezione nasce da un momento d’archivio inatteso. Nel 1991 il direttore creativo di lunga data Gerard Pipart disegnò un abito da ballo riccamente decorato come costume di balletto per Cenerentola al Teatro del Cremlino di Mosca. Quel disegno delicato è diventato il seme della stagione. Accanto a questo riferimento c’erano immagini lo-fi del guardaroba da festival di Kate Moss a Glastonbury.
Il risultato è un incontro tra opulenza rococò e spontaneità da festival rock. La grandezza di Marie Antoinette appare in gonne a strati con stampa ghepardo, in sartoria jacquard floreale scintillante e in crinoline di taffetà con balze drammatiche. Un cappotto da equitazione decostruito è realizzato in seta moiré luminosa, mentre una giacca con motivo di rose e pelliccia sintetica blu petrolio richiama una silhouette d’archivio degli anni ’50.

La collezione però rimane sempre legata alla realtà. Un maglione da pescatore azzurro polvere, legato con nastri ispirati ai braccialetti dei festival, introduce un fascino rilassato. Maglioni color carbone in misto cashmere sono indossati come cappucci protettivi, mentre un classico peacoat kaki ricorda i cappotti appesi ai ganci delle case di campagna.
Le silhouette sembrano spontanee, quasi istintive, come se fossero indossate senza pensarci quando arriva il tramonto. Colletti ricamati con fiori cadono liberamente, sciarpe leggere sfiorano il terreno e i lacci dei corsetti restano volutamente sciolti.

La palette dell’Autunno/Inverno 2026 unisce tradizione e dolcezza. Toni classici come nero e verde muschio si mescolano con colori pastello: blu mandorla zuccherata, giallo macaron e rosa bonbon. Queste tonalità appaiono in velluto lussuoso, satin duchesse e pizzo francese. Stampe tigre metalliche e fiori decadenti ricordano i guardaroba di scena di icone rock come Mick Jagger e David Bowie, da sempre fonte di ispirazione. Trasparenze puntinate e chiffon ondulato riprendono le firme stilistiche della maison francese.

Gli accessori sottolineano il contrasto tra aristocrazia e praticità. Stivali alti al ginocchio con fiocchi e fibbie si ispirano alle calzature di corte di Louis XIV. Fili di perle, nastri di velluto decorati e corsage elaborati ricordano le fasce cerimoniali delle famiglie reali.

Ma la collezione non dimentica mai il fango dei festival. Stivali Wellington pronti per la pioggia appaiono accanto a occhiali da sole con visiera riflettente, simili a un paio indossato da Reed al Coachella. Il simbolo più poetico della stagione è forse una borsa in satin rosa cipria con lunghe frange che sfiorano il pavimento, sia sui marmi del Palace of Versailles sia sull’erba calpestata di un festival musicale.


Con questa collezione, Nina Ricci immagina un’eroina capace di muoversi con naturalezza tra palazzo e campo da festival: regale ma concreta, romantica ma ribelle.















