
La collezione Autunno/Inverno 2026–2027 segna il debutto di Maria Grazia Chiuri come direttrice creativa – un ritorno emozionante nella maison dove iniziò la sua carriera nel 1989.
«Less I, more us» è la dichiarazione d’intenti che apre la collezione: meno ego, più comunità. Un motto che richiama la coerenza creativa delle cinque sorelle Fendi e quella capacità, tutta italiana e femminile, di costruire insieme. In un sistema moda spesso dominato dall’individualismo, Chiuri propone una visione corale, fatta di condivisione e dialogo.

Ottanta look in passerella, uomo e donna insieme, per superare la distinzione tra maschile e femminile. Non più categorie opposte, ma qualità condivise. Il guardaroba diventa trasversale, pensato per durare emotivamente oltre le stagioni.
Il nero costruisce la base della palette, affiancato da blu navy, beige, kaki e bianco. Accenti di verde militare, rosso ciliegia, blu polvere e sequins color champagne accendono l’insieme, insieme a tocchi misurati di animalier e motivi floreali sfumati.

Le silhouette sono essenziali ma flessibili: chemisier al ginocchio, tailoring preciso, tuniche senza maniche drappeggiate sul retro, abiti a tubino su pantaloni, gonne plissé a lunghezza tè e colonne in velluto panne dal fascino anni Venti. Tutto è pensato per accompagnare il corpo, mai per costringerlo.
La moda torna al corpo, alla sua fisicità, alla sua dimensione tattile. Seta fluida, inserti in pizzo, trasparenze leggere dialogano con cappotti in lana e blazer strutturati. Colletti in pelle tagliata al laser diventano choker grafici, dettagli che fondono forza e delicatezza.


La sera scorre naturale: abiti sottoveste ricamati, gown in satin, cocktail dress in pizzo, colonne in velluto che si muovono con chi le indossa.
Elemento identitario di Fendi, la pelliccia viene reinterpretata attraverso materiali d’archivio rimodellati in patchwork, stole e cappotti leggeri. Un omaggio all’artigianalità romana che abbraccia una sensibilità contemporanea e sostenibile.

La collezione dialoga con l’arte e con il passato. I gioielli provenienti dall’archivio di Mirella Bentivoglio testimoniano un confronto generazionale, mentre il logo doppia F viene ridisegnato in una composizione più equilibrata.
Torna anche la iconica Fendi Baguette, proposta in nuove varianti, accanto alla Fendi Peekaboo in stampa cheetah. Le slingback affusolate, le zeppe in lucite e le calzature effetto pitone completano la visione.


Una collezione coerente, forse misurata, ma profondamente consapevole: la moda come gesto condiviso, come linguaggio comune. Meno io, più noi.















