Una nuova terapia (senza intervento chirurgico) per la Malattia di La Peyronie, anche nota come pene curvo

È una patologia che incide sull’identità maschile, sulla dignità maschile, sull’autostima, sulle relazioni. Questo nuovo tipo di intervento può migliorare sensibilmente la situazione del paziente.

Andrologia
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Come per la gran parte delle patologie che riguardano la nostra sfera intima, anche quella che impropriamente va sotto il nome di ‘pene curvo’ e che i medici chiamano ‘induratio penis plastica’ o Malattia di Peyronie, è una malattia di cui si parla poco, e di cui la gran parte degli uomini sa ancora meno.

Eppure la Malattia di La Peyronie è una malattia importante non solamente dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico con importanti ripercussioni sulla vita di coppia e sulle scelte di vita personali dell’uomo. La induratio penis plastica determina una curvatura dolorosa spesso importante del pene durante l’erezione, e questo determina in chi ne soffre una sofferenza psicologica che spesso non viene raccontata, una sofferenza che innesca dei comportamenti nella relazione coppia, o nell’evitare di avere una relazione. Fino ad oggi l’unica cura efficace era l’intervento chirurgico, un intervento cruento che spesso determinava un accorciamento del pene. Oggi per fortuna c’è una nuova terapia, una speranza di cura che non è chirurgica, ed è importante sapere che si può fare qualcosa – finalmente – per cercare di risolvere questo problema che è molto più diffuso di quanto si possa pensare.

Abbiamo chiesto al Dott. Giuseppe La Pera, Andrologo e urologo a Roma, di spiegarci non solo in cosa consiste esattamente la malattia di La Peyronie, ma soprattutto di aiutarci a capire come questa nuova terapia (spoiler alert: si tratta di una o più iniezioni – a seconda della gravità del caso – di un enzima che va sotto il nome di Collagenasi) può aiutare a risolvere finalmente questo importante e serio problema fisico e psicologico.

Induratio penis plastica. Forse non molti ne conoscono il nome scientifico ma probabilmente si tratta di un disturbo più diffuso di quanto si pensi…
Partiamo dal nome. Si chiama la Malattia di La Peyronie, perché é stata descritta per la prima volta nel 1743 dal chirurgo francese, François Gigot de la Peyronie, che era il chirurgo del Re Sole. Poi ha avuto altri nomi, tra cui induratio penis plastica. Generalmente tra i pazienti è nota come malattia del pene curvo – ma questa definizione è imprecisa perché include altre patologie non esattamente uguali. In ogni caso questo è il nome con cui questa malattia è nota tra i pazienti, anche se dal punto di vista dell’inquadramento medico non è la stessa cosa.

In cosa consiste la induratio penis plastica?
Questa patologia consiste nella formazione di una cicatrice nel pene che determina all’erezione una deviazione dell’asse del pene, un dolore all’erezione, una difficoltà alla penetrazione, una difficoltà anche all’erezione, e un accorciamento del pene. Talvolta si associa con altre malattie come ad esempio la Malattia di Dupuytren che colpisce i tendini della mano.

Quanto è diffusa questa malattia?
È molto diffusa, perché non è una patologia di cui si parla molto. Io ho fatto uno studio alla fine degli anni ’90, in tutta Italia, su popolazione, pubblicato sulla rivista European Urology, e in quel lavoro di oltre 18 anni fa si parlava del 7% della popolazione tra i 50 e i 69 anni. Ma ci sono anche quelli prima dei 50, e quelli dopo i 69. Questo 7% da solo porta ad una stima in Italia di un milione di persone affette da questo problema. Se poi consideriamo che dal 2001 a oggi sono passati 18 anni, la popolazione è ulteriormente invecchiata e siccome c’è un legame con l’invecchiamento, siamo sicuramente ben oltre il milione. Per darle un’idea, il diabete colpisce il 5% della popolazione, la colica renale il 3%, l’infarto del miocardio il 3%… quindi stiamo parlando di numeri molto importanti. Stiamo parlando di una malattia di rilevanza sociale.

È una malattia che ha importanti implicazioni dal punto di vista psicologico, della vita di coppia…
Questa patologia lede la dignità maschile, perché umilia l’uomo che si deve spogliare ed ha qualcosa che non è a posto, in una parte importante del suo corpo, una parte che lo identifica. È una patologia che incide sull’identità maschile, sulla dignità maschile, sull’autostima, sulla relazione con una donna, o su nuove relazioni che potrebbe iniziare. Tutto questo mondo che non viene riconosciuto, ma io ogni giorno sento le storie e le difficoltà dei miei pazienti nelle relazioni con le donne, si tratta di un mondo di grande sofferenza che può essere evitata.

Poiché molti pazienti non sanno a chi rivolgersi, non sanno come fare. Poi l’intervento chirurgico spaventa – se lei va su Youtube e prova a vedere qualche video di intervento chirurgico al pene si renderà conto di come questo possa spaventare il paziente – e quindi molti pazienti non risolvono questo problema, e piuttosto evitano di avere rapporti sessuali, o di iniziare una nuova relazione. Si crea addirittura una situazione in cui una relazione che non vogliono più tenere in piedi viene tollerata, per paura di dover iniziare una nuova relazione, con questo problema. Si crea un meccanismo di fuga, di evitamento, o magari di accettazione di una situazione che non vogliono più.

La notizia buona è che nel 70% dei casi questo nuovo tipo di intervento può migliorare sensibilmente la situazione del paziente.

In cosa consiste il trattamento a base di Collagenasi?
Ci sono vari protocolli, che vanno condivisi con il paziente. Dei protocolli che vanno scelti in funzione della condizione clinica del paziente. Possono essere tre punture o anche più. Dipende anche dalla tipologia del paziente, anche i costi sono una componente importante di cui si deve tenere conto. Può capire che sei iniezioni avranno un costo per il paziente superiore a due iniezioni.

Una volta fatta la puntura vanno fatti dei piegamenti del pene, dalla parte opposta alla curvatura, per distendere il tessuto che risulta accorciato. Si inietta nella placca, una o due volte a distanza di un mese, la Collagenasi. Io di solito per la prima iniezione, all’inizio uso un anestetico, ma non è nemmeno necessario, una volta che il pazienta sa cosa aspettarsi.

Con questi movimenti di allungamento si cerca di togliere l’angolatura del pene. La placca non viene completamente eliminata, ma viene in qualche maniera ammorbidita. Questa è una malattia un po’ particolare, perché il corpo umano quando riceve un insulto guarisce con una cicatrice. Questo è un meccanismo che si verifica in tutte le parti del corpo. Quando guarisce, guarisce con una cicatrice. In questo caso, nel pene, la cicatrice innesca una nuova malattia. Perché nel pene il tessuto non è più elastico ma è rattrappito, non può distendersi, così durante l’erezione nel punto in cui si trova la cicatrice fa da tirante e determina la deviazione del pene che a seconda di dove si trova la cicatrice si piega in quella direzione.

Chi può praticare questo intervento?
Dal punto di vista legale i medici italiani sono autorizzati a fare tutto meno l’anestesia e la radiologia per le quali ci vuole una specifica specializzazione. Quindi dal punto di vista formale ogni medico può fare questo tipo di intervento. Dal punto di vista pratico, sul foglietto illustrativo del farmaco – che in commercio si chiama Xiapex è scritto: Xiapex deve essere somministrato da un medico adeguatamente formato alla corretta somministrazione del medicinale e che abbia esperienza nella diagnosi e nel trattamento delle malattie urologiche maschili. È quindi raccomandato che si faccia un training, che l’azienda produttrice fa fare per poterlo somministrare.

Quanto costa questo trattamento?
Il trattamento è piuttosto costoso e dal produttore si può pagare circa 900 euro ma dopo c’è il ricarico delle Cliniche che fanno pagare alcuni servizi aggiuntivi e il prezzo può arrivare a 1000 -1200 a fiala.

La Malattia di Peyronie è una mallattia maschile a prescindere dall’orientamento sessuale. Ne possiamo dedurre che non colpisce solo gli eterosessuali?
Anche gli omosessuali ne sono colpiti, ma a differenza degli eterosessuali, gli omosessuali hanno più problemi perché la riduzione delle dimensioni del pene dovuta alla malattia di La Peyronie rende più difficile se non impossibile la penetrazione nel sesso anale sconvolgendo completamente il gioco dei ruoli. Questa malattia non fa distinzioni di preferenze sessuali perché è la conseguenza di un trauma coitale.

Questa Terapia può essere praticata gratuitamente negli ospedali pubblici ?
Purtroppo al momento no, nonostante la politica si vanti di dare ai cittadini italiani un sistema di assistenza Universale e nonostante l’articolo 97 della costituzione sancisca l’imparzialità della pubblica Amministrazione nell’erogare i servizi. Per le donne infatti tutti i servizi, che riguardano la salute dell’apparato genitale, sono erogati gratuitamente, per gli uomini tutto questo non c’è e si deve ricorrere a costose cure a pagamento nelle cliniche private.

Una contraddizione che non solo non è in accordo con il già citato articolo 97 ma è in aperta contraddizione con l’articolo 3 del dettato Costituzionale (siamo tutti uguali davanti alla legge senza discriminazioni sesso, razza etc) e con l’articolo 32 che garantisce a tutti i cittadini il diritto alla Salute.

Ringraziamo il Dott. Giuseppe La Pera
Andrologo e urologo a Roma
http://www.giuseppelapera.it/

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