
Un giardino silenzioso in piena fioritura è diventato il punto di partenza della collezione uomo Primavera 2027 di Thom Browne, presentata a Palazzo Serbelloni a Milano. Mentre centinaia di vasi di fiori in seersucker venivano curati con attenzione dai giardinieri, un paesaggio addormentato si risvegliava lentamente, creando l’atmosfera per una collezione che accoglieva la freschezza della primavera pur rimanendo inconfondibilmente radicata nell’universo creativo del designer.

Tornando in Italia per la prima volta dal 2008, Browne ha ripreso i tratti distintivi dell’American prep con una mano più leggera. La sartoria rigorosa che definisce il suo lavoro ha mantenuto tutta la sua precisione, assumendo però un carattere più morbido grazie a costruzioni sfoderate e semi-foderate, silhouette rilassate e tessuti scelti per la loro leggerezza e fluidità. Lane fresche a quadri windowpane, seersucker tecnico in nylon, cotoni da sartoria a trama aperta, piqué di lana, cashmere dal peso leggero per giacche e quadri madras hanno dato alle forme più familiari una presenza nuova e ariosa.

La sartoria classica si è sviluppata attraverso cappotti bal collar senza maniche, blazer a maniche corte e leggere sack jacket, tutti pensati per evocare la naturalezza della stagione senza rinunciare al rigore delle proporzioni tradizionali. Alla consueta palette di grigio, bianco, blu navy e rosso si sono aggiunte sfumature di giallo, verde, rosa e azzurro cielo, portando un ritmo più luminoso alla collezione senza allontanarsi dall’identità inconfondibile della maison.

La natura è comparsa ovunque, non come semplice elemento decorativo, ma come parte integrante dei capi. Bombi si arrampicavano su favi ricamati, rane saltavano tra le foglie di ninfea, mentre libellule, grilli e formiche prendevano forma attraverso applicazioni elaborate e ricami scintillanti. Quadri dipinti a mano, filati sospesi, lavorazioni patchwork, ricami mimetici radiali e raffinati ricami in filo bouillon hanno trasformato la sartoria in superfici ricche di texture, con ogni capo capace di trasmettere la discreta energia di un giardino che torna lentamente alla vita.

Anche il bordo volutamente consumato presente lungo tutta la collezione raccontava una propria storia, richiamando il susseguirsi delle stagioni e le vite che questi capi sono destinati ad accompagnare. Accanto a una lavorazione così elaborata, Browne ha mantenuto ogni look ancorato ai dettagli che da sempre caratterizzano il suo linguaggio, dai profili tono su tono e dalle fasce sulle maniche allo stile cricket in cotone, alla costruzione shell e all’inconfondibile nastro grosgrain rosso, bianco e blu.

Gli strati sottostanti sono rimasti altrettanto leggeri. Camicie in popeline dal taglio impeccabile con colli e polsini a contrasto removibili sono state abbinate a maglie di cotone a finezza sottile, mentre l’outerwear tecnico ha aggiunto una dimensione pratica alla collezione con trench in Cordura, parka in nylon con collo funnel, car coat in seersucker tecnico e field jacket. Una giacca moto in pelle grigia brunita, insieme a una scout jacket in pelle verniciata e alla sua gonna coordinata, ha introdotto momenti di maggiore struttura all’interno di un guardaroba altrimenti leggero.
Gli accessori hanno completato il racconto con cappelli boater a tesa larga rifiniti in grosgrain, veli da apicoltore traslucidi a quadri e cravatte in seta a righe rep, tutti elementi che rafforzavano la personale interpretazione di Browne del menswear classico.

Quando la sfilata si è avvicinata al finale, i colori vivaci hanno lasciato gradualmente spazio al bianco. Avvolta in un velo di tulle ricamato con perle, la sposa è apparsa in un impeccabile completo di cotone Swiss-dot rifinito con bordi in grosgrain, chiudendo la presentazione con un’immagine luminosa. Come il giardino che si era lentamente risvegliato all’inizio della sfilata, la collezione uomo Primavera 2027 di Thom Browne ha celebrato il rinnovamento attraverso leggerezza, maestria artigianale e una nuova interpretazione dei codici che da sempre definiscono la maison.















