
In un venerdì di inizio marzo, al Carrousel du Louvre, ISSEY MIYAKE ha presentato la collezione Autunno Inverno 2026 2027 – Creating, Allowing. Ciò che si è rivelato non è stato semplicemente uno show, ma una meditazione sulla presenza, sull’assenza e sulla tensione sottile tra intenzione e abbandono.

Al centro della collezione si trova una domanda tanto filosofica quanto materiale: fino a che punto un designer dovrebbe plasmare un capo? E quando la rinuncia – un’incompletezza deliberata – diventa la condizione stessa attraverso cui la bellezza emerge? Questa dualità costituisce il battito silenzioso della collezione, dove creare e permettere non sono opposti, ma forze intrecciate.

La passerella stessa incarnava questo dialogo. Uno strato di sabbia argentea ricopriva il suolo, la cui immobilità veniva interrotta dal primo passo di una modella. A ogni passaggio, la superficie si trasformava, segnandosi e brillando. Questo paesaggio in evoluzione, composto da sabbia simile a minerale frantumato e sottili frammenti di alluminio, diventava un’interfaccia viva tra materiale, corpo e abito.

All’interno di questo spazio, i capi parlavano con una voce sottile ma profonda. FOUND STONE nasce come una serie in maglia ispirata alla presenza silenziosa di una pietra trovata per caso. Attraverso tecniche seamless, strutture diverse si fondono in forme che evocano texture naturali, mentre filati intrecciati creano superfici grezze ma leggere.

In ALLOW, vestirsi diventa un atto di co-creazione. Un unico tessuto, chiuso a tubo, prende forma tridimensionale sul corpo, lasciando che sia chi lo indossa a completarne il design.
Il dialogo tra controllo e libertà continua in HANDSOME KNIT, dove una spalla strutturata ridefinisce la morbidezza della maglia, creando una nuova silhouette.

UNTITLED spinge oltre la riflessione: quando un capo è davvero completo? Un grande tessuto lasciato apparentemente incompiuto esplora questo confine, valorizzando la naturalezza del drappeggio.
Il movimento diventa materia in WRING PLEATS, dove pieghe lavorate a mano e a macchina creano superfici vibranti e dinamiche.
In CORRELATION, un cappotto essenziale incontra una gonna voluminosa, giocando su contrasti di forma e leggerezza.

CALLIGRAPH riduce il design a un gesto continuo, avvolgendo il corpo in curve fluide che creano profondità e ombre.
URUSHI BODY si distingue come una reinterpretazione contemporanea dell’obi, realizzata attraverso una fusione di artigianato tradizionale e tecnologia moderna, trasformando la carta washi in una struttura rigida e lucente.

La collezione si estende alle calzature con Camper. Il modello Anna, ispirato alla linea Anita e preceduto da Peu Form e Karst Finch, avvolge il piede come una seconda pelle, unendo comfort e forma scultorea.
In Creating, Allowing, il design diventa ascolto. Dei materiali, dello spazio, del corpo. Una disciplina di sottrazione che non limita la creatività, ma la amplifica, lasciando emergere una bellezza autentica e infinita.














