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“Quiet upkeep”: la cura di sé che non si vede, ma si sente

Una crema per il viso accanto allo spazzolino. Una protezione solare usata anche quando non si va al mare. Un profumo scelto in base alla giornata…

“Quiet upkeep”: la cura di sé che non si vede, ma si sente
“Quiet upkeep”: la cura di sé che non si vede, ma si sente

C’è qualcosa di curioso nel modo in cui gli uomini si stanno prendendo cura di sé. Non sembra esserci una vera rivoluzione, almeno a prima vista. Nessun gesto particolarmente vistoso, nessuna trasformazione radicale. Eppure basta osservare un po’ più attentamente per accorgersi che le abitudini stanno cambiando. Una crema per il viso accanto allo spazzolino. Una protezione solare usata anche quando non si va al mare. Un profumo scelto in base alla giornata, invece del solito flacone usato fino all’ultima goccia. Le unghie tenute in ordine. Un taglio di capelli che non è semplicemente “corto”, ma ha una forma precisa.

Potremmo chiamare tutto questo quiet upkeep: una cura di sé discreta, quasi invisibile, fatta soprattutto di continuità. Non è il grooming preparato per una serata importante. È quello che succede nei giorni normali, quando nessuno sta guardando. Ed è forse proprio questo il punto. La cura personale maschile sta diventando meno spettacolare e, allo stesso tempo, molto più presente.

Il viso in tre passaggi

Per anni la skincare maschile è stata raccontata come qualcosa di complicato oppure, all’opposto, come qualcosa di cui non ci fosse realmente bisogno. Oggi l’approccio sembra molto più semplice. Detergente, idratante, protezione solare. Tre prodotti, tre gesti, una routine che non richiede particolari competenze e nemmeno troppo tempo.

L’interesse per la skincare maschile è cresciuto sensibilmente e anche il modo in cui i brand parlano agli uomini è cambiato. Sono sempre meno frequenti quei vecchi codici fatti di confezioni scure, linguaggio aggressivo e promesse costruite attorno all’idea di “virilità”. Al loro posto troviamo prodotti e comunicazione molto più simili a quelli del resto del mercato beauty.

La cosa interessante è che non sembra esserci una grande ossessione per la perfezione. L’obiettivo è spesso molto più modesto: avere una pelle che sta bene, che appare riposata.

Anche strumenti più tecnologici, come le maschere a luce rossa, stanno entrando nella routine domestica. E mentre si parla sempre più di pelle, cresce anche l’attenzione verso il cuoio capelluto. È come se la cura si stesse spostando lentamente dalla superficie verso tutto ciò che la mantiene in buone condizioni.

Il profumo non è più soltanto il profumo

Il profumo è sempre stato una delle poche forme di grooming che gli uomini hanno accettato senza troppe discussioni. Ma anche qui qualcosa sta cambiando. L’idea della signature scent continua ad avere il suo fascino: trovare quella fragranza che, dopo un po’, gli altri associano a noi. Quella che un amico riconosce entrando in una stanza, o che qualcuno sente anni dopo e collega immediatamente a una persona.

Ma sempre più uomini sembrano anche voler fare il contrario. Non un solo profumo, ma diversi. Uno per l’estate, uno per la sera, qualcosa di più discreto per il lavoro, magari una fragranza completamente diversa quando si viaggia. Da qui arriva il concetto di fragrance wardrobe, un guardaroba olfattivo che funziona più o meno come quello dei vestiti. E i discovery set, con diverse fragranze in formato più piccolo, rendono anche questo processo di esplorazione molto più semplice.

È un cambiamento interessante perché il profumo smette di essere una decisione automatica. Diventa qualcosa a cui si pensa. Non necessariamente molto. A volte basta scegliere il flacone giusto prima di uscire.

Le mani dicono più di quanto sembri

Le mani sono probabilmente una delle parti del corpo alle quali si presta meno attenzione finché non c’è qualcosa che non va. Unghie troppo lunghe. Cuticole secche. Pelle rovinata. Sono dettagli piccoli, ma difficili da non notare quando si stringe una mano, si prende un bicchiere o si usa il telefono. Per questo la manicure maschile sta diventando più normale. Le mani curate sono ormai un must.

I capelli non si tagliano più soltanto: si progettano

Forse è proprio osservando i capelli che il cambiamento diventa più evidente. C’è stato un periodo in cui bastava entrare dal barbiere e chiedere un taglio corto, magari con una sfumatura. Oggi è molto più comune arrivare con una fotografia sul telefono e un’idea precisa di quello che si vuole.

Il soft wolf cut, il modern mullet, il two block di ispirazione coreana, le permanenti leggere: sono stili diversi, ma hanno qualcosa in comune. Richiedono di pensare alla forma. Non tutti finiranno con un wolf cut, naturalmente. Il punto è un altro. Gli uomini stanno imparando a considerare i capelli come una parte importante dell’immagine, non semplicemente come qualcosa da accorciare ogni quattro settimane. E questo vale anche per chi non segue nessuna tendenza. Un buon taglio può essere molto semplice. Quello che cambia è l’attenzione con cui viene scelto e mantenuto.

La parte difficile è continuare

È facile comprare un nuovo prodotto. È molto più difficile usarlo ogni mattina per sei mesi.

Forse è per questo che quiet upkeep è un modo abbastanza preciso per descrivere quello che sta succedendo. La parte interessante non è il prodotto in sé, ma la ripetizione.

Una buona crema usata regolarmente probabilmente conta più di una mensola piena di prodotti comprati perché erano di tendenza. Lo stesso vale per i capelli: non serve cambiare taglio ogni mese se si è finalmente trovato quello che funziona.

Anche il profumo segue la stessa logica. Non è necessario conoscere ogni nuova uscita. Basta capire cosa ci piace davvero e quando vogliamo indossarlo.

In questo senso, la cura di sé maschile sta diventando molto meno legata all’idea di vanità. Assomiglia sempre di più a una normale forma di manutenzione personale, come dormire abbastanza, mangiare bene o tenere in ordine i propri vestiti.

Non è particolarmente interessante da fotografare. Non produce necessariamente un prima e un dopo. E proprio per questo è facile non accorgersene.

La cura che dovrebbe sembrare naturale

C’è un piccolo paradosso in tutto questo. Più attenzione viene dedicata alla cura personale, meno dovrebbe essere evidente. Il risultato ideale non è necessariamente che qualcuno pensi: “Ha una routine di skincare perfetta”. È molto più probabile che pensi semplicemente che quella persona abbia un bell’aspetto. Che abbia una pelle sana, un buon taglio, mani curate. Che profumi bene. Il lavoro rimane dietro le quinte.

Forse è questa la parte più interessante del quiet upkeep. In un momento in cui quasi tutto viene trasformato in contenuto — routine mattutine, prodotti preferiti, trasformazioni, tutorial, prima e dopo — esiste anche una forma di cura che non ha bisogno di essere mostrata. Succede ogni giorno, spesso in pochi minuti. E alla fine non si vede davvero. Si sente.

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