Testosterone e invecchiamento. Cosa succede quando il testosterone cala: la terapia sostitutiva con testosterone

Testosterone e invecchiamento. Cosa succede quando il testosterone cala: la terapia sostitutiva con testosterone
Testosterone e invecchiamento. Cosa succede quando il testosterone cala: la terapia sostitutiva con testosterone

L’avanzare degli anni porta con sé una serie di condizioni, anche nell’individuo sano, di cui probabilmente molti farebbero volentieri a meno. Oggi parliamo della terapia sostitutiva con testosterone. I sintomi del calo del testosterone? Debolezza, fisica e mentale, scarso desiderio sessuale, problemi tra le lenzuola, ci siamo capiti. Sono solo alcuni degli effetti del calo del testosterone nell’uomo che invecchia. In certi casi, quando questi sintomi diventano un problema, è possibile integrare il testosterone che l’organismo produce in quantità minore. Come? E in quali casi?

Abbiamo chiesto al Prof. Emmanuele A. Jannini, Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata di aiutarci a capire come, quando e perché ci sono delle situazioni in cui è utile iniziare una terapia sostitutiva con testosterone. Sempre sotto stretto controllo dello specialista, l’endocrinologo in questo caso.

Cosa succede quando il testosterone cala, e cosa fare in questi casi: la terapia sostitutiva con testosterone

Testosterone e invecchiamento. Quando il trattamento con testosterone può aiutare a ritrovare energia, forza e forma fisica?
Mai, se il soggetto non ha una reale e dimostrata carenza di questo ormone. Sempre, invece, se questi sintomi sono dovuti all’ipogonadismo, cioè alla diminuzione dei livelli di testosterone sotto la soglia di normalità. Per questo è essenziale che la diagnosi non sia improvvisata, ma affidata alle mani esperte dello specialista delle malattie ormonali: l’endocrinologo.

A che età, in un soggetto sano, inizia a calare il livello di testosterone, e a quale età invece questo calo inizia a farsi sentire?
In un soggetto sano, la diminuzione del testosterone, quando c’è, non dà luogo a sintomi. Diverso invece è il caso del cinquantenne che magari è sovrappeso se non obeso, si affaccia sul tunnel del diabete, fa vita sedentaria, fuma un pacchetto di sigarette al giorno e rallenta l’attività sessuale. In questo caso il testosterone cala rapidamente e i sintomi di questa carenza si fanno sentire, anche pesantemente.

Cosa succede quando, in un soggetto sano che sta invecchiando, i livelli di testosterone iniziano a scendere? Quali i cambiamenti a livello fisico e psicologico?
Astenia, debolezza fisica e mentale, scarso desiderio sessuale, addirittura disfunzione erettile che comincia a manifestarsi quando le erezioni notturne testosterone-dipendenti si fanno sempre più rare. Naturalmente il processo è ancor più accelerato nelle decadi successive.

La terapia ‘integrativa’ per riportare il testosterone ai livelli normali va prescritta solamente a chi ha disturbi importanti ed evidenti, oppure chiunque – pur sentendosi bene ma riscontrando i problemi o alcuni dei problemi sopra elencati – può farvi ricorso?
Versare dell’acqua in un bicchiere già pieno è del tutto insensato: si creano solo guai. Ecco perché non ha nessun senso assumere testosterone se non c’è una reale carenza cronica.

Sono necessari esami specifici prima di iniziare la terapia, ci sono condizioni e situazioni in cui la terapia a base di testosterone è sconsigliata oppure addirittura pericolosa?
Gli esami li stabilisce l’endocrinologo, sulla base delle condizioni cliniche del paziente, e non si limitano alla semplice valutazione dei livelli di testosterone. Il testosterone non viene poi somministrato nei pazienti con tumore della prostata o con un eccesso di globuli rossi nel sangue o con una condizione cardiovascolare particolarmente debilitata.

In cosa consiste questa terapia, quanto dura, cosa si deve sapere prima di iniziarla?
Teoricamente, la terapia sostitutiva con testosterone può durare anche tutta la vita e, quando e solo quando è veramente necessaria, può allungare la vita stessa e migliorarne enormemente la qualità. Ma bisogna sapere che il medico a cui rivolgersi è preferibilmente un endocrinologo, a garanzia di elevata specializzazione necessaria quando si devono prendere decisioni terapeutiche importanti.

Esistono delle regole alimentari, degli integratori, uno stile di vita di un certo tipo, che possono aiutare a contrastare il fisiologico calo del testosterone, oppure si tratta di un processo inevitabile a cui non ci si può sottrarre?
Certamente! Tutto ciò che fa dimagrire, conservandosi in forma, contrasta la vita sedentaria e rifugge da alcol e fumo è in grado di rallentare significativamente sia l’invecchiamento sia il declino stesso del testosterone. Ma c’è di più. Abbiamo dimostrato che una regolare e soddisfacente attività sessuale è in grado, in un soggetto sano, di mantenere a tutte le età i livelli di testosterone ottimali. In uno slogan: “chi fa sesso, farà sesso”!

Ringraziamo il Prof. Emmanuele A. Jannini
Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata

 

Alessio Cristianini per ADVERSUS

 

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