
La collezione Primavera/Estate 2027 di Junya Watanabe MAN, intitolata “BLING BLING BLING”, riunisce l’eccesso dell’hip-hop, l’attitudine punk, l’utilità dell’abbigliamento corporate e la sartoria maschile in un mix volutamente irregolare. Il punto di partenza è la cultura del bling: le catene d’oro dei Run-DMC degli anni Ottanta, l’ostentazione dei primi anni Duemila e l’idea dell’eccesso decorativo come linguaggio visivo globale.
La collezione si muove liberamente tra riferimenti che normalmente apparterrebbero a guardaroba diversi. L’hip-hop newyorkese degli anni Ottanta e Novanta incontra il massimalismo degli anni Duemila, le uniformi DHL, l’immaginario americano del baseball MLB e i codici del preppy. Savile Row e Rue Cambon vengono scomposti e ricostruiti accanto allo streetwear, mentre eleganza e cattivo gusto, alto e basso, rigore corporate ed energia da party vengono deliberatamente messi fianco a fianco.

Un guardaroba costruito tutto insieme
“Bling Bling Bling” tratta l’eccesso con precisione e senso del gioco. La collezione è costruita intorno a una ricostruzione massimalista, con capi familiari del guardaroba maschile scomposti e assemblati in nuove forme. La tuta diventa il suo elemento democratico per eccellenza, una base su cui si accumulano strati di catene d’oro e perle e altri elementi decorativi.
Le giacche da riscaldamento si accumulano una sopra l’altra, mentre la sartoria viene scomposta in sciarpe, stole e gabbie decorative indossate sopra le tute. Harrington e track jacket assumono dettagli da workwear, talvolta realizzati in tessuti sartoriali. I trench vengono trasformati in mantelle, grembiuli e gonne a portafoglio. Le giacche squadrate in stile Chanel vengono abbinate alle perle, mentre le camicie button-down preppy diventano basi patchwork.

L’effetto è un mix di diversi mondi dell’abbigliamento maschile, nel quale identità e riferimenti differenti convivono nello stesso look. Sartoria, sportswear, workwear e streetwear vengono ricostruiti invece di rimanere confinati nei loro codici abituali, dando alla collezione il suo carattere libero dalle regole.
Tute, sartoria e classici ricostruiti
La tuta torna come capo fondamentale della stagione, con le giacche da riscaldamento che diventano una delle tele più evidenti della collezione. Il bouclé dona ad alcune tute una superficie soffice e materica, mentre le maglie a contrasto aggiungono un ulteriore strato alle camicie patchwork e alle basi in denim.
La sartoria viene trattata con lo stesso approccio ricostruttivo. Le giacche di Savile Row e Rue Cambon vengono trasformate in sciarpe, stole e gabbie decorative, indossate sopra le tute per creare silhouette ibride. La sartoria rivisitata in chiave punk introduce cuciture grezze ed esposte, bordi destrutturati e una qualità non finita nei capi tradizionalmente strutturati.

La collezione attinge anche a riferimenti riconoscibili del workwear e dello sportswear. Levi’s e Carhartt portano texture di denim e workwear robuste, mentre Kappa introduce il suo linguaggio sportswear tecnico e l’Omini ricco di loghi. Le camicerie napoletane di Luigi Borrelli e quelle italiane di Guy Rover e Maria Santangelo convivono con misti di lana, maglie morbide e bouclé.
Gli accessori portano il bling
L’espressione più forte dell’idea centrale della collezione appare sui cappellini. I cappellini ’47 MLB e utility diventano punti focali, ricoperti di grandi spille, perle, corone, spille da balia, banconote false e maglie di catena infilate attraverso la visiera.

Oro, perle e dettagli metallici estendono il linguaggio del bling all’intera collezione. Gli elementi hardware di INNERRAUM rafforzano i riferimenti all’utilità, mentre le calzature spaziano tra sport, skate e lusso heritage: New Balance, Flake, Heinrich Dinkelacker e Tricker’s contribuiscono ciascuno al mix.
Questi accessori non sono separati dagli abiti. Diventano parte della ricostruzione stessa, spingendo capi familiari dello sportswear e dell’utility verso un registro molto più decorativo.
Una palette ad alto contrasto
La palette cromatica è vivace e giocosa, con contrasti netti e tocchi festosi che amplificano l’energia bling della collezione. Neri profondi, antracite e tonalità inchiostro creano il contrasto di base, mentre oro, perle e dettagli metallici restano centrali rispetto al tema.

Rosso pomodoro ciliegia, arancio energico, rosso sangue e verdi vividi compaiono nei pezzi destrutturati. Navy e tonalità del tweed offrono basi più discrete in contrasto con gli elementi più luminosi. Non viene indicato alcun riferimento Pantone preciso, ma la collezione punta sull’energia dell’arancio e su tonalità solari decise, mantenendo al tempo stesso una base elegante.
Texture, ricostruzione e bordi punk
La texture è centrale nella costruzione stratificata della collezione. Il bouclé dona alle tute una superficie soffice, mentre tweed e tessuti da camiceria creano contrasto. Le texture del denim lavato e del workwear richiamano il carattere heritage di Levi’s e Carhartt. Maglie morbide e lavorazioni a contrasto aggiungono ulteriore varietà.

Il patchwork crea profondità e dimensione su camicie button-down, denim e altre basi. Cuciture grezze e costruzioni esposte lasciano visibili i bordi, rafforzando l’aspetto punk e non finito. I materiali restano riconoscibili, ma le loro combinazioni e la loro ricostruzione ne modificano i ruoli abituali.
Per la Primavera/Estate 2027, Junya Watanabe MAN mette nello stesso guardaroba energia preppy, utility e street. “BLING BLING BLING” trasforma la tuta in una tela per sartoria, workwear e decorazione, portando catene d’oro, perle, patchwork, classici ricostruiti e cappellini riccamente decorati all’interno di un unico linguaggio maschile, volutamente eccessivo.















