
Alla sfilata CELINE Summer 2027 di Parigi, vestirsi ha significato qualcosa di più che comporre un outfit. Emozioni, espressione personale e piacere di indossare gli abiti hanno dato forma alla collezione, presentata il 3 ottobre 2026 al Musée des Archives Nationales. Per il direttore creativo Michael Rider, il punto di partenza è stato l’abbigliamento emotivo: il legame tra ciò che indossiamo e come ci sentiamo.
Le note della sfilata contenevano un’espressione rivelatrice: la sensazione di calma quando ne abbiamo bisogno, insieme all’energia che riceviamo gli uni dagli altri. Un’idea che attraversava una collezione in cui capi familiari incontravano dettagli più espressivi. L’eleganza restava centrale, senza rinunciare a una certa spontaneità.

La sfilata si è aperta con un tubino nero, caratterizzato da una profonda scollatura a V e da un punto vita delicatamente definito. Una silhouette familiare, certo, ma resa interessante dalle proporzioni. A seguire, completi sartoriali neri, pantaloni dalla linea rilassata, spalle pronunciate e accessori capaci di sovvertire gli abbinamenti più prevedibili.
Nei 71 look presentati, Rider ha alternato sartoria ricercata, capi separati da indossare ogni giorno, abiti da sera e pezzi decorativi. I chino dalla linea stretta convivevano con voluminosi pantaloni a palloncino. Gli abiti spaziavano dal raso ai tessuti stampati, fino ai mini dress impreziositi da decorazioni. Nessun unico stato d’animo da imporre al guardaroba, né la necessità di trovarne uno.

Nero, bianco e tonalità più delicate costituivano la base discreta della collezione. Poi arrivavano rosso, fucsia, blu cobalto, giallo e argento. Il colore spezzava le silhouette più familiari, talvolta attraverso un intero capo, altre volte con un singolo accessorio. Bastava poco per cambiare tutto.

Altrettanto eloquenti erano i dettagli. Ricami floreali, capispalla decorativi, gioielli con perline e una grande borsa patchwork introducevano una nota più espressiva. Nastri tra i capelli e orecchini oversize aggiungevano personalità, così come gli abbinamenti insoliti di calzature. Una giacca sartoriale o un abito semplice potevano assumere un carattere completamente diverso a seconda di come venivano indossati.

I richiami boho emergevano negli abiti gialli stampati, nei motivi ispirati ai foulard e nelle decorazioni floreali. Giacche strutturate e pantaloni morbidi riportavano il look verso la città. Anche gli abiti da sera avevano il loro spazio, dai tubini neri ai micro dress ricoperti di perline. Persino i capi più elaborati trovavano posto in un guardaroba fatto anche di indumenti familiari e pratici.
Da quando ha assunto la direzione creativa di CELINE, Rider ha lavorato su una combinazione di raffinatezza parigina, disinvoltura e sperimentazione. La collezione Summer 2027 prosegue su questa strada. La sartoria precisa convive con influenze sportswear e dettagli boho, mentre i capi invitano a sperimentare abbinamenti diversi e modi personali di indossarli. A fare la differenza è soprattutto il gusto individuale.

L’abbigliamento emotivo è il filo conduttore della collezione. I vestiti possono trasmettere calma, esprimere uno stato d’animo o attingere all’energia delle persone che ci circondano. Rider traduce questa idea in contrasti concreti: sartoria misurata accanto a colori vivaci, abiti essenziali insieme a decorazioni elaborate. A chi li indossa spetta la libertà di decidere cosa sente più vicino a sé.

Alla Paris Fashion Week, CELINE Summer 2027 ha rivendicato il valore dell’espressione personale attraverso il modo di vestirsi. La sartoria è precisa, gli accessori giocosi e gli abbinamenti lasciano ampio spazio alla libertà individuale. Resta una domanda aperta: quanto di un look appartiene al designer e quanto prende forma soltanto quando qualcuno lo fa davvero proprio?















