Il caffè fa bene? Nuove ricerche sostengono che l’assunzione regolare di caffé avrebbe effetti benefici (di cui una volta nessuno parlava)

Una volta il consiglio era di non bere troppo caffè perché poteva causare palpitazioni, ipertensione, insonnia… i problemi erano le uniche caratteristiche attribuite al caffè. Oggi (sembra) le cose stanno diversamente.

Il caffè fa bene? Nuove ricerche sostengono che l’assunzione regolare di caffé avrebbe effetti benefici (di cui una volta nessuno parlava)
Il caffè fa bene? Nuove ricerche sostengono che l’assunzione regolare di caffé avrebbe effetti benefici (di cui una volta nessuno parlava)

Ma il caffè fa bene, o il caffè fa male…? Onestamente uno ogni tanto rischia di non capirci più niente. Ricordo ancora quando venivo messo in guardia dal bere il caffè, o comunque mi veniva consigliato di “non esagerare perchè il caffè ‘bene non fa’, allora cerca di limitarne la quantità che starai meglio”.

Oggi, ventunesimo secolo ben consolidato, pare che la medicina e le ricerche stiano rivalutando – eccome – gli effetti benefici del caffè. La World Health Organization sta addirittura togliendo il caffè dalla lista delle sostanze che possono avere un possibile effetto cancerogeno.

Non solo, oggi le ricerche collegano direttamente la regolare assunzione di caffè ad una durata della vita superiore alla media (e pare che chi più beve caffè più possibilità abbia di allungare la propria esistenza terrena. Incredibile, vero?).

Ma non basta, molti studi recenti hanno riscontrato la riduzione dell’incidenza di gravi malattie come quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2, il morbo di Parkinson, il tumore del fegato e dell’utero, la cirrosi, la gotta

E il bello è che non si sa ancora bene il perché. Si sa solo che c è una correlazione diretta tra l’assunzione regolare di caffè e la riduzione del rischio per quanto riguarda le patologie di cui abbiamo appena fatto l’elenco.

Il caffè è inoltre una fonte importante di antiossidanti, aumenta l’attività cerebrale, potrebbe (potrebbe) rallentare il decadimento cognitivo, può anche aiutare a contrastare certi tipi di depressione, potrebbe aiutare a bruciare più grasso rispetto a chi il caffè non lo beve, e addirittura potrebbe contribuire all’integrità del DNA che nei bevitori di caffè pare avere meno rischi di ‘rottura spontanea’.

Non tutto è però sempre bianco o nero, e quindi è importante ricordare che il caffè viene ancora considerato uno dei possibili fattori di rischio per altre, gravi, patologie come il tumore del pancreas, il tumore dell’esofago, e altre un po’ meno gravi come aritmie, crisi d’ansia, bruciore di stomaco, palpitazioni.

Certi tipi di caffè non filtrati potrebbero inoltre causare un aumento dei livelli di colesterolo. Il caffè poi potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiovascolari in soggetti che hanno una (piuttosto frequente) alterazione genetica.

E allora? Come la mettiamo? Il caffè fa bene? Fa male? Per quanto ci riguarda, tutte le ricerche vanno prese con le pinze e con il leggendario grano di sale… quello che venti anni fa veniva considerato pericoloso oggi viene sdoganato. E fra vent’anni? Cosa diranno del caffè?

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